IlCarro racconta: pazza Inter amala

Quest’oggi IlCarro ha deciso di dare i natali a una nuova rubrica, nella quale verranno raccontate sine ira et studio le storie di questo Progetto, sia di giocatori che di club. La prima protagonista di questa avventura è la squadra nerazzurra più amata di Milano: l’Inter.

Stagione 1
L’Internazionale Milano è, ovviamente, una delle prime squadre create nel campionato ideato da Progetto Gaming. L’allenatore ai tempi era Mattia Crippa e il direttore sportivo era Cristian Marchese. Il mercato era totalmente diverso dalla situazione odierna, non solo per le cifre, ma anche per le possibili trattative: il sistema era infatti basato sul “semplice” Draft e i trasferimenti dei giocatori erano legate alle scelte, un po’ come avviene, nello sport fuffa, in NBA e MLS. Il migliore arrivo, per il DS Marchese, è stato Palmirotta, ai tempi ottimo difensore. L’inizio di questa storia non è dei migliori: nelle prime nove partite di Serie A l’Inter non riesce ad ottenere nemmeno una vittoria e, infatti, si temeva la retrocessione. Crippa è però capace di recuperare punti e, a fine anno, arriva al quarto posto, a meno 2 dalla Juve e dietro a Drink Team e Udinese, che vinse il campionato. Impossibile capire cosa abbiano pensato giocatori e dirigenti: con un avvio migliore lo scudetto sarebbe stato un premio ottenibile. La partita Drink Team – Inter 2 – 3 rimarrà alla storia per la doppietta di Ciampaglia, che ai nostri microfoni ha detto: “La mia partita più celebre e quella che mi ha reso l’attaccante che sono ora. […] Una consacrazione”.

Stagione 2
È l’anno della gloria, una stagione quasi perfetta: il mercato, gestito da Crippa e Marchese, permette di completare e rinforzare la rosa. Fece però notizia la cessione di Cusumano; però dal Fublet fu acquistato per 1,2M (allora una grande cifra) Stefano Martino. In panchina è confermato Mattia Crippa, visti i risultati ottimi ottenuti in S1. Dopo due giornate però c’è un cambio in panchina: il 28 dicembre 2017 Cristian Marchese diventa allenatore dell’Inter. IlCarro ha ritrovato il messaggio più significativo tra Marchese e il capitano Ciampaglia durante la ricerca del nuovo mister, il messaggio che ha cambiato la storia nerazzurra:” Lu, ma se mi comprassi FM e mi candidassi come allenatore?” Questo è l’inizio del mito. Il primo atto dell’impresa storica corrisponde al pareggio con il Bologna, in campionato, e la vittoria contro il Rubin Kazan per 7-1. I milanesi hanno fatto tutto bene e arrivano anche i risultati che contano: in S2 lo scudetto e la Coppa Italia sono nerazzurre. L’Inter è, per ora, l’unica squadra che può vantare il double italiano. Il capitano ricorda con affetto quei momenti e più volte ha detto:”Sono stati momenti indimenticabili… eravamo sul tetto d’Italia e potemmo guardare tutti dall’alto verso il basso. Il nostro, ai tempi, era un DNA vincente…”

Stagione 3
Dopo la vittoria della Supercoppa Italiana, nella finale giocata contro il Milan per 4-2, ci si aspettava un nuovo ciclo vincente, ma questo non si verificò. La stagione iniziò con una campagna acquisti immensa e dispendiosa: Altomare, Alves, Pettignelli, Trementozzi e Baiardi arrivarono a Milano; ovviamente anche i contratti pesavano molto sul bilancio nerazzurro. La partenza fu negativa, sia in campionato che Champions League. Le partite contro Genoa, Lecce e Wolfsburg furono segnali di speranza perché portarono l’Inter a scalare la classifica in entrambe le competizioni. A un certo punto emerse la crisi del bilancio; il commento di Ciampaglia: “per mancanza mia ma in primo luogo di Marchese, i conti nel bilancio non tornano e ci ritroviamo con un passivo di 2M circa. Abbiamo per forza di cose dovuto abbassare i contratti a tutti i nostri giocatori. Un vero e proprio colpo basso; ma le crisi economico-societarie non finiscono qui, no di certo; mi dovetti dimettere come DS per problemi personali e a sostituirmi ci pensò Schiattareggia, il quale grazie a buoni acquisti e cessioni mirate riesce a portare un minimo in attivo il bilancio. Poi si arriva nel periodo di novembre/dicembre in-game, settembre nella vita reale, ed accade un evento che lasciò scossi tutti: le dimissioni di Marchese come allenatore dell’Inter”. Tutte le migliori storie hanno un colpo di scena, e quello di questa storia è il seguente: Luigi Giglio, allora terzino fondamentale dell’Inter, investì la somma di 200€ per comprare l’Inter, diventandone così unico presidente. Ciampaglia diventa nuovo allenatore dell’Inter. L’Inter termina la stagione al 7º posto, ma ottenne comunque la qualificazione in Europa League grazie al caso “Serveropoli”.
L’attività complessiva della squadra, dopo l’addio di Marchese, calò drasticamente. Nel frattempo, in quell’Inter targata Ciampaglia, Marika Calcagno diventa giocatrice dell’Inter, grazie al bonus ingaggio delle nuove presidenze. A fine anno fu ceduta a causa delle tensioni tra lei e Schiattareggia.

Stagione 4
Inizio amaro: Federico Gallarato dà l’addio all’Inter e approda alla Lazio, trattativa già comunque ufficializzata nel mercato invernale della stagione precedente. Il resto del mercato, per detta di figure importanti nell’Inter, è stato “abbastanza confuso e travagliato”, anche per colpa del caso Marchese – Udinese. Ciampaglia dice questo:” Decido di chiedere la cessione e di trovare nuovi stimoli. Discussi molto con Giglio ma mi fece capire che l’Inter è parte integrante di me. Mi scorre nelle vene. Ci fece capire come tenesse tantissimo sia a me che a Marchese e mi diede un valido motivo per restare. Ci siamo quindi rimboccati le maniche e abbiamo riportato alla nostra corte Antonio Cusumano, ceduto durante la Stagione 1. Abbiamo poi ingaggiato Daniele Broccolo come DS e grazie a lui acquistato i vari Manduci, Seminaroti, Thomas Rafaniello, Trazza ed altri.” Ma una sorpresa era in serbo: Marchese e Schiattareggia non avvisarono tutti i giocatori dell’abbassamento dell’ingaggio e non inviarono loro la copia del contratto come da regolamento. L’Inter ha perciò subito una pesante sanzione: i soldi dei bonus dei giocatori non sarebbero stati aggiunti al budget della società milanese. Dopo un paio di cambi in panchina, fu scelto come allenatore l’interista Pietro Alaimo.
Questa storia non ha ancora un finale, ora l’Inter è in undicesima posizione, a 25 punti. Non è chiaro il destino di questa stagione: si trova alla stessa distanza dalla retrocessione e dalla Europa League, competizione nella quale ha passato i gironi. Solo in tempo ci darà una risposta.

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