A tu per tu con Pierpaolo Palladi(n)o

Pierpaolo Palladino, attaccante del Brescia, è un piacere averla qui.
Solitamente partiremmo chiedendo chi è Pierpaolo al di fuori del Progetto, ma in questo caso ci preme più chiedere quanto del Palladino PG è presente nel Palladino della vita reale. Quali sono le principali differenze tra le due entità?

Il Palladino irl è un burlone che prende tutto alla leggera, un provocatore e forse potrebbe essere il primo caso di giocatore che ruola nel Progetto e nella vita.
Vengo da una realtà povera (Napoli), così come lo era il primo Brescia PG, ma ritengo di aver conosciuto le vere ricchezze della vita: salute, sorrisi e, permettetemi, gentil sesso.
Il Palladino in-game è un giocatore che si carica di responsabilità. Carismatico, prolifico e molto richiesto. Ambisce a scalzare i mostri sacri e a far dilettare Pironti con laute lodi nei suoi confronti.

Ha parlato di mostri sacri; chi sono per lei, quali sono le caratteristiche che hanno per essere definiti tali e, soprattutto, qual è il percorso che intende intraprendere per imporsi su di loro?
Alludo ovviamente ai miei pari reparto: Gallarato e Di Gloria. In questo momento sono i migliori attaccanti in circolazione, e lo dimostrano le trentacinque reti combinate in sedici partite.
Il percorso? Semplice: gol, assist e attività. L’essenza di un ottimo attaccante parte tutto da qui. E grazie alle magnifiche capacità dell’allenatore del Brescia Claudio Franco, al DS Fazzini, passando per i presidenti De Meo e Sverze e finendo per la colonna portante della difesa Montecalvo, posso fare sogni tranquilli. Ma non troppo, perché chi dorme non piglia pesci.

Il Brescia. Società che in questo momento sembra più centrata che mai.
Non le chiederò, però, di star qui a fare i complimenti ai vari elementi della squadra, da lei sopracitati. Il discorso è il seguente: è il miglior momento delle rondinelle, che sembrano aver intrapreso il percorso giusto per la promozione, e grande merito di questo va all’avvento di mister Franco. Ad ogni modo la Serie B rimane una competizione tiratissima e salire in A è tutto tranne che scontato. Ecco, se questo non dovesse succedere, una punta del suo calibro farebbe un ennesimo anno in Serie B?

Se ciò significasse vivere in un progetto che ci crede, è probabile. Ma come tutti, l’ambizione fa parte di chi si ritiene forte, nella vita come nello sport, e nonostante abbia vinto la Scarpa d’Oro Stagione 3 e un Europeo con Di Stefano (tutto dire), potrei appunto aspirare a qualcosa di più.
Ad oggi ho rifiutato offerte importanti; l’ultima è stata quella del Milan, che personalmente non mi attira. In precedenza c’era stata la Juve della “gestione Trovato”, il team di Pironti e alcuni approcci della Cremonese, che ho davvero apprezzato in quanto unica gran bella realtà, davanti solo a quella che sto già vivendo oggi.

Esatto, lei è stato Capocannoniere nella Stagione 3.
Tuttavia, molti utenti all’epoca (e non solo) la criticarono per una “scarsa attività”, o comunque un apporto non sufficiente a premiare e giustificare i meriti per una scheda che, appunto, l’hanno portata a segnare più di tutti in quell’annata. Cosa risponde a queste persone?

Che possono lucidare i miei scarpini griffati, in quanto parte di queste persone sono poi quelle che mi hanno richiesto e non hanno ricevuto altro che rifiuti scottanti.
E aggiungo che il Palladino di Bologna a metà della Stagione 2 era un novellino che doveva introdursi al meglio, ma al Palladino di Brescia imputare una scarsa attività è segno di incompetenza e gelosia; il mio ultimo potenziamento è stato di 7/800K. Non so di cosa abbiano parlato all’epoca, ma mi dispiace che abbiano dato aria alla propria bocca inutilmente.

Ultimamente, forse più che mai, lei si sta sempre di più autoimponendo come una sorta di dio sceso in terra; un atteggiamento molto simile lo abbiamo recentemente riscontrato anche dal suo allenatore, Claudio Franco. Qual è il vostro rapporto e quanto uno influisce sull’altro e viceversa?
Il rapporto con Franco è stupendo. Per me l’allenatore più preparato del Progetto con Campagna, studia benissimo le tattiche avversarie e sa cambiare modulo risultando imprevedibile. Non ne ho conosciuti di così bravi sulla piattaforma FM.
Io essendo anche presidente lo sprono a sentirsi il più libero possibile. Dal momento del suo ingaggio gli abbiamo dato carta bianca e abbiamo eseguito ogni sua richiesta sul mercato. Per quanto riguarda l’influsso sul Palladino calciatore, posso dire che mi ha reso più completo. Gioco per la squadra, faccio molti più assist. È un dare – avere che fa bene ad entrambi.
E comunque Dio in terra deve chiedere permesso a me per scendere.

Una domanda che per un attimo potrebbe farla uscire da quel sottile limbo tra il ruolare e il non, nel quale lei spesso si culla: secondo lei come mai molti, forse troppi utenti, non capiscono che lei interpreta un personaggio, rimanendo poi perfettamente in linea con quello che è il Progetto, ovvero un GDR?
Perché in molti non vivono l’internet appieno. Non hanno le basi che potrebbero avere coloro che frequentano più realtà al di fuori di Progetto Gaming.
Fanno meme pessimi (de gustibus) a volte mal interpretando la base stessa e, a volte, sono solo dei piccoletti che credono che l’offendere sia la soluzione a blastare/dissare e/o semplicemente chiudere il becco al prossimo. Non funziona così. Vanno indirizzati. Ho avuto il piacere di essere amministratore di pagine e gruppi che andavano oltre i 12K utenti e per quanto difficile possa essere il gestire gli altri, abbiamo sempre teso la mano anziché tirarla indietro.
Il superstaff invece sa quello che fa, quindi non temo il mio ruolare.

Rimanendo in tema, potrebbe indicare degli utenti che lei ammira puramente per il loro modo di vivere il GDR del Progetto? E per quali motivi?
Sono pochi quelli che “ruolano” davvero.
Dovendo essere sincero, non mi piace il ruolare di Di Stefano, con tutto il rispetto ovviamente. Un conto è appunto ruolare, l’altro è fare Vittorio Sgarbi. E Dio santo abbassa il volume durante le Live. Sono quasi cinque anni virtuali che lo fai, NON POSSO SENTIRMI LE PUBBLICITÀ DA CASA TUA!
Mi piace il ruolare di Campagna, porta acqua al suo mulino che fermatelo!
Mi aggradano ADD, P. Fulco e Michelini che pur tirandosela un po’ agisce bene da squalo. Poi Gallarato e Staniscia (Salò): quest’ultimo ruola come piace a me, “anche se ha un po’ rotto il *****” (cit. di una famosa live).
Prendo spazio per citare anche De Meo: ranger di C, presidente di Brescia e San Marino e riserva di Damiano Mattia, che alla fine è la riserva di se stesso.

Ritorniamo ora ad un aspetto prettamente in-game. Fra non molto sarà tempo di Pallone d’Oro. Cosa ne pensa dell’inclusione, nella lista, di soli calciatori di Serie A, regola che automaticamente esclude un giocatore che potrebbe essere tenuto in considerazione come lei? E secondo lei chi dovrebbe vincerlo?
Il regolamento è giusto, se vogliamo attenerci al mondo fuffa. Anche se mi sento un po’ come Maradona e soci (i sudamericani) che pur essendo tra i migliori non potevano essere inclusi, in quanto all’epoca la premiazione era riservata ai soli europei. In un mondo con Salvini e le oppressioni avrei aperto anche ai ragazzi di B.
ITALIANI CADETTI DI TUTTO IL MONDO, UNIAMOCI PERBACCO!
Per quanto riguarda un possibile vincitore non saprei, ho troppi nomi in mente e non conosco appieno le loro prestazioni. Seguo molto me stesso e il Brescia, salvando la pace di pochi altri.

Dove si vede il Palladino calciatore del Progetto da qui a tre stagioni?
Ai vertici massimi, mi sembra ovvio. Se poi mi si chiede di essere più preciso, ci si dimentica che sono napoletano e quindi scaramantico. Non posso pronunciarmi più di tanto. Diciamo che arrivare il più in alto possibile con il Brescia sarebbe una soddisfazione enorme.

Ora un inevitabile botta e risposta riguardo alcuni personaggi. Ci dica cosa ne pensa di Yuri Monti, Giuseppe Staniscia, Federico Gallarato ed altri due utenti che lasciamo scegliere a lei.
Yuri Monti non pervenuto. Chi non ci mette la faccia non ha la mia attenzione;
Staniscia è un mio grande amico in real life da cinque anni;
Gallarato è il mio studente barman (la mia professione irl) preferito;
Cito quindi Fazzini, mio co-presidente al Brescia, un bravissimo e simpaticissimo ragazzo.
Infine mettiamoci Campagna, ovviamente altro amico di lunghissima data come Stan, a cui voglio un gran bene. Ad entrambi s’intende.

Ringraziandola in anticipo per il suo tempo, chiudiamo con qualcosa che Palladino ha voglia di dire a tutto il Progetto. Un consiglio, una dichiarazione, un annuncio, insomma quello che più le preme esplicitare in questo momento.
Quando il vento dei soprusi sarà finito, le vele si spiegheranno verso la felicità. Un saluto agli amici di Secondigliano.
E grazie per quest’intervista, mi sono divertito assai.



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