Parole d’ordine: Rinascita


Spesso in Italia, ancora oggi, la popolazione è divisa per numerose delle classiche “lotte” territoriali tra Nord e Sud. Ma quella notte no. Quella maledettissima notte del 6 aprile del 2009 no, tutta l’Italia si unì attorno alla popolazione aquilana ed a tutte le popolazioni colpite dal terremoto, e furono numerose le opere di sostegno in loro favore; ad oggi quelle immagini, quelle parole rimangono impresse nella mente ed è difficile dimenticarle. .

La città non è ancora stata ricostruita completamente dopo dieci anni, molte opere pubbliche e private sono ancora in stallo o appena iniziate; i fondi non sempre sono presenti, o sono bloccati. Nonostante ciò, c’è una cosa che spinge la popolazione aquilana ad andare avanti, la Rinascita, un pò come la fenice che riemerge dalle ceneri.


Un’altra cosa che unisce e divide gli italiani è il calcio: quale può essere il miglior modo per rinascere, se non il calcio? Ebbene sì: il calcio. L’acquisizione della società sportiva Aquila Calcio 1927-PG da parte di Andrea De Filippo è avvenuta il 3 giugno 2018, partendo dal campionato di Serie D (Progetto Gaming League). Il campionato si è concluso con l’accesso ai play-off degli aquilani, poi perso contro l’Albese per 2 a 1, ma a distanza di anni a l’Aquila, sanno bene come rinascere e, grazie anche al ripescaggio, sono riusciti a compiere il primo passo, ovvero l’accesso alla serie C.

Per la stagione in corso stanno affrontando il campionato di Serie C girone C, e pur essendo all’inizio del campionato, se qualcuno ancora avesse dei dubbi sulla rinascita dell’Aquila… beh, basti guardare il loro cammino in serie C; per carità il campionato ancora è lungo, ma 32 punti in 15 partite e una momentanea terza piazza in campionato, mettono in luce la loro reale forza di volontà e la loro voglia di RINASCITA. La strada è ancora lunga, ma quello che tutti noi ci auguriamo è che realtà come queste ben presto riescano ad arrivare in Serie A, per ripagare di tutte le vicissitudini attraversate, seppur si parli di un “semplice” gioco.

Stefano Dimartino e Maurizio Deidda per Progetto X

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