Progetto Gaming sta con Baskin

Lo sport ha il potere di abbattere le barriere, che siano esse sociali e/o architettoniche, e di avvicinare mondi distanti e a prima vista inavvicinabili: ne è un lampante esempio l’esperienza del Baskin, associazione nata nel 2006 a Cremona con la collaborazione di genitori, realtà scolastiche e associazioni del territorio, con il patrocinio del Comune di Cremona, per promuovere la partecipazione attiva, in un campo di pallacanestro, di giocatori con qualsiasi tipo di disabilità (fisica e/o mentale).

La natura fortemente inclusiva del progetto (da cui il nome bask-in) ha prodotto un nuovo tipo di basket, pensato per permettere a giovani normodotati e giovani disabili di entrambi i sessi, di giocare nella stessa squadra, mettendo in discussione sia la rigida struttura degli sport ufficiali e aumentando la responsabilità dei giocatori gli uni verso gli altri, in un vero e proprio laboratorio sociale che permette di apprezzare le ricchezze e le capacità che la diversità porta con sé, sia per i normodotati che per i disabili, che crescono in fiducia, in abilità psicomotorie e in capacità di interazione con i ragazzi e con gli adulti. Fin qui sarebbe tutto perfetto, ma la storia, ahimè, da qui assume una piega sinistra.

Tutto inizia il 25 marzo 2019: a Cremona, in via Cadore, ci sono i cantieri per la nuova sede di Baskin e dell’associazione Giorgia, una realtà legata al teatro a favore della disabilità. Un anonimo, armato di pennarello, ha scritto testuali parole sul cartello che reca le informazioni sui lavori in corso sullo stabile che ospiterà le due associazioni: “E quindi? Una marea di handicappati qui, in via Cadore, che magari prendono pure i parcheggi riservati. Avete sbagliato via”. Lo sconcertante episodio viene subito denunciato su Facebook dal sindaco di Cremona Gianluca Galimberti: “No, cittadino che nemmeno ci metti la faccia, sei tu che hai sbagliato. Cremona è una città attenta e aperta alle fragilità che sa che i disabili ci insegnano ogni giorno la forza della vita e del rapporto con gli altri per stare meglio tutti. Ti invito ad andare a vedere una partita di Baskin, movimento fantastico, o uno spettacolo teatrale dell’Associazione Giorgia. Forse non scriveresti più questa orribile frase, incivile, cattiva e ignorante“.

Si vede che la risposta non è stata gradita dall’anonimo, perchè proprio ieri ha rincarato la dose, con un un bigliettino attaccato sempre sul cartello dei lavori : “Non è questione di handicap, è una questione di parcheggi. Ve lo siete fatti fare il parcheggio riservato, rubandolo a noi residenti. Avete dichiarato guerra, e guerra sia“. Il cartello, scritto a mano, finisce con una frase che suona beffarda: “Chiedete aiuto sui social…”, a significare che all’autore del messaggio non interessano le giustissime campagne di solidarietà che in molti esprimono sui social networks a favore di Baskin, lui continuerà la sua assurda e incredibile guerra solitaria.

Noi, come Progetto Gaming, non possiamo che esprimere la nostra massima solidarietà a Baskin, associazione assolutamente meritoria che si ritrova vittima di un assurdo e ignobile pregiudizio da parte di un anonimo vigliacco che sfrutta l’anonimato per esprimere la sua rabbia e la sua ignoranza. Da molti anni, in varie città d’Italia, c’è una campagna di sensibilizzazione proprio sulla tematica dei posti per disabili, spesso occupati da persone che non ne hanno diritto, dal titolo “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap”. La campagna punta proprio a sensibilizzare tutti quanti verso una tematica che i disabili affrontano ogni giorno e che trova ancora posto sui giornali per l’inciviltà e l’insensibilità di pochi, ed è stata ripetuta proprio il mese scorso. Dietro queste azioni non si nasconde solo l’irresponsabilità dell’anonimo guerrigliero, ma una vera propria forma di violenza contro i diritti di chi è meno fortunato. Noi, questa violenza, non la possiamo e non la vogliamo tollerare. Per questo, da oggi, esprimiamo la nostra massima solidarietà a Baskin.



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