IlCarro intervista: Giacomo Sedda, in Sedda al Toro!

Il Torino è certamente una delle squadre più carismatiche e famose all’interno del Progetto Gaming, perciò abbiamo voluto intervistare uno dei suoi personaggi più storici, protagonista anche di una delle dualità più belle del Progetto, Giacomo Sedda.

Buonasera Giacomo, grazie per aver accettato di parlare ai Microfoni de IlCarro!

Buonasera, e grazie a voi!

Bene, iniziamo subito chiedendo, chi è Giacomo Sedda fuori dal Progetto Gaming?

Sono un… quasi trentenne sardo, di Villacidro. Nella vita mi occupo di informatica, principalmente di robotica, sono un grande appassionato di calcio, motori e “nerdone”.

Prossima domanda, Sedda o Deidda? Com’è nata questa battuta sui cognomi?

Oddio… in realtà la cosa ha avuto origine perchè molto simili, anche nel modo in cui si pronunciano, e perché spesso venivo taggato in ogni post dal sopra citato Maurizio. Non aiutava di sicuro il fatto che fossimo rispettivamente allenatore e DS del Torino, cosa che aiutava alla confusione. Siamo anche compaesani, quindi con cadenza identica nel parlato. Per chi non ci ha mai visto in faccia dev’essere stato facile sia confonderci che credere fossimo la stessa persona, alcuni ancora ci confondono dopo averci conosciuto (ciao Damla!).

Chi è Sedda invece nel Progetto Gaming?

Allenatore del Torino, presidente dei Granata ma anche del Cagliari, rompicoglioni di prima categoria verso gli admin… e un decente terzino destro? Onestamente penso che Pironti, Ballarini e De Donatis siano arrivati ad odiarmi, dal numero di volte che vedono il mio nome apparire nella casella di facebook (ride ndr.)

Iniziamo dal Terzino Destro, sei qui dalla Stagione 1, puoi raccontare la tua storia da Veterano del Progetto Gaming?

Beh come giocatore, son sempre stato al Torino come DC/DD e poi anche TFD. Non mi sono mai mosso di società, né mai lo farò. La cosa piu simpatica è il modo in cui sia finito nel Toro. Son stato praticamente nei primi ad iscrivermi, quindi tutte le rose erano ancora incomplete, e in disperata ricerca di terzini. Istintivamente dissi al buon Ballarini di volermi iscrivere al Cagliari, dovendo subire l’onta di leggere che fine fu fatta fare ai gloriosi rossoblu… Scambiati di posizione per un fublet (minuscola volontaria) di cui nessuno aveva sentito parlare… Quindi, scelsi la seconda squadra (se volete posso fornire anche foto, ho le maglie da allegare) che ho sempre seguito in italia. Non ero granchè all’inizio, ma seguivo sempre le live – all’epoca le mentali erano decise dalla tua presenza in live – e potei usare gli stipendi per le doti tecniche… finendo al livello in cui sono ora. Prettamente difensivo, ma mi piace cosi, son sempre stato il primo a uscire per cartellini anche nella realtà.

Bene, si può dire quindi che hai gettato le basi del Torino insieme agli altri ragazzi, perciò hai assistito a tutte le leggende createsi nello spogliatoio. Iniziamo con una delle più recenti, iniziamo con Pauletto Killer, come è nata questa figura mitologica?

(ride ndr.) Pauletto killer. Beh, alla fine della stagione 1 ci trovavamo in una situazione che dire di merda sarebbe eufemistico. I pochi attivi erano il nucleo portante, ma erano meno degli 11 titolari. Dato che non avevamo un nome forte dovevamo crearlo, quindi iniziammo a creare dei personaggi ed un “brand” e dato che quello della squadra forte ed elegante era per noi impossibile (anche per classifica e altro), puntammo sull’ignoranza e casinismo come punto cardine per ruolare le nostre attività. Pagelloni ignoranti, sempre in mezzo alle cagnare e cosi via, dopotutto solo cosi siamo riusciti ad attrarre persone come Conte alla nostra scuderia. Il perchè fu scelto Massimo? Guardalo in faccia, era la persona ideale nel ruolo ideale.

Parlando proprio di Conte, un altro motto della squadra a quanto pare sia “Conte è Scarso”, sei per il sì o per il no?

Sì, assolutamente. Ora si sta montando la testa, ma la prima stagione passata ad allenarlo fu un incubo e LUI LO SA.

Bene, domanda finale sullo Spogliatoio, Team Vanali o Team Pusceddu? Qual è la storia dietro questo scontro?

Team Vanali. La questione è nata lo scorso anno, in quanto Paolo era, appunto, fortissimo. Al punto da essere il salvatore della patria anche in nazionale, ma Pusceddu quest’anno lo sta scavalcando nelle gerarchie, creando appunto una sorta di Guerra Santa tra il Vero Dio e il Nuovo Messia. Come dire, son due con un ego smisurato, difficile farli convivere nello stesso spogliatoio! Ovviamente team Vanali da giocatore, da presidente e da allenatore darei altre risposte.

Passiamo adesso al Sedda allenatore, qual è la storia del Ragazzone sulla panchina del Torino da Stagione 1?

Inizialmente non mi sentivo cosi bravo ad allenare da espormi in un torneo online, quindi accettai di buon grado la candidatura di Bucci, restando in disparte. Infatti la mia prima richiesta ufficiale arrivò, in realta, per allenare la Fiorentina, in quanto fu la prima piazza che si liberò. Ma ritirai la candidatura perchè il mio allenatore, all’epoca, non gradiva l’idea di avere un giocatore Mister da un altra parte. I risultati però scarseggiavano, portandolo a dimettersi alla fine. Al che, con noi in zona retrocessione rossa, decisi di provare a salvarci e presi la panchina del Toro. Da penultimi arrivammo a 3 punti dall’Europa, con una bella cavalcata terminata con un 5 a 4 nello scontro diretto col Sassuolo di Agosta (maledetto).

Apriamoci all’angolo della tattica, in questa Stagione 4 si è passati ad un cambio di Gioco, da FM17 a FM19, ciò ha comportato un grande stravolgimento di equilibri, con squadre cardine come il Genoa vicine alla zona retrocessione. Vogliamo quindi chiedere, cos’è cambiato a livello tattico su Football Manager? Statistiche? Modi di giocare?

Credo i modi di giocare, ma non solo. I grandi cambiamenti del 19 son anche rappresentati dalla coesione squadra e equilibrio spogliatoio, cose che prima non erano così importanti. il match engine, che prima favoriva molto i moduli centrali, ora sembra invece favorire i moduli che più concentrano le loro forze sulle fasce, e non tutte le società erano pronte a questo tipo di stravolgimento, sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista umano. Con la nuova versione inoltre, sembra sia cambiato parecchio il metodo di impostazione del lavoro difensivo, sulla quale alcuni allenatori devono ancora trovare una quadra. Non è strano infatti che alcune squadre sulla carta più forti siano giù. Alla fine il passaggio ad un simulatore nuovo chiede tempo per essere studiato, e alcuni allenatori piu di altri hanno potuto studiare sicuramente di più e i risultati si vedono.

Da allenatore del Torino, se puoi dircelo, come ti sei adeguato con questi cambiamenti? Hai qualche chicca tattica per i nostri lettori?

Al momento, son passato temporaneamente ad un 4-4-2 per garantirci più copertura, ma sto studiando varianti tattiche che ci permettano di tornare a sfruttare tutta la rosa in pieno. Non ho grandi soluzioni nel senso di perle, però posso dire che potrebbe tornare di moda un modulo che usai nella stagione 1 particolarmente “difensivo”.

Bene, passiamo adesso al Deidda presidente del Torino, quali sono gli obbiettivi per questa stagione?

Andare piu in fondo possibile nelle tre competizioni, la finale di Coppa Italia ci è sfuggita contro le milanesi (motivi diversi) per ben due volte di fila, mi piacerebbe riuscire a giocarla. Sull’Europa League, finché non si incontra qualche umana son confidente si possa andare avanti.

Bene, come sempre, vogliamo offrire uno spazio per le squadre di C e B, da Presidente del Cagliari, descriva il suo progetto e dia un motivo per entrare in terra Sarda!

Il Cagliari è ahimè già pieno. Come motivazione avrei detto che si entra a far parte di un bel gruppo, che punta a risalire in Serie A il prima possibile per tornare a far parte dei grandi, pieno di attivi e di gente che tiene fino al midollo per i colori che porta!

Bene, arriviamo alla parte finale dell’Intervista. Appelliamoci al Sedda Persona, colui che segue le live, che commenta e che grazie a questo Progetto ha potuto fare amicizia con tanti ragazzi. Com’è il rapporto con Bicocchi? Com’è quello con Deidda, il condividere l’avventura nel Progetto ha rafforzato l’amicizia che c’era già fra voi due? Ci sono altre persone con il quale hai stretto una grande amicizia?

Prima di tutto, ciao Fabio! Allena quel cazzo di Senza Palla che sei sempre in fuorigioco (ride ndr.). Sì, grazie al progetto ho stretto molte amicizie che vanno oramai al di là. Il sopra citato Fabio, per esempio, mi farà compagnia ad una cerimonia di un altro presidente del Toro a luglio (no spoiler). Giusto per dimostrare quanto stringenti i rapporti stiano diventando. Se dovessi contare le amicizie, beh… in ordine sparso: Conte, Pauletto, D’Anteo, Franceschi con cui ci amiamo e ci odiamo, Martinelli, il buon Ballarini al quale ho quasi rotto lo scheletro a calcetto, l’ovvio Pironti (al quale è lievemente più difficile farlo senza pagarne le conseguenze…), il Pirotecnico Frunzio, l’incroyable De Donatìs e tanti altri. Benedetti, appunto, che ancora piange all’idea di essere diventato il mio ds… Deidda, beh, già mi sentiva spessissimo, ora il ritmo dei nostri scambi è quasi da stalking (ride ndr.).

Penultima domanda, quante bestemmie segna il bestemmiometro nel momento in cui stiamo scrivendo?

Ultima domanda, poi posso finalmente liberarti! Fatti una domanda e datti una risposta!

Un unico rammarico che ho da quando son al progetto, e al Toro in generale, è quello di non aver allenato sin da subito. Quindi, se mi chiedessi di cambiare qualcosa della mia carriera nel progetto, mi candiderei subito come allenatore tutto qua.

Va bene, grazie mille per l’intervista e alla prossima!

Alla prossima! Grazie ancora.

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