Intervista al Nuovo Mister Viola.

Oggi Lo Spezzino vuole far conoscere al “grande pubblico” il nuovo allenatore Viola Raffele De Giosa, che guiderà la Fiorentina verso una difficile e utopistica salvezza. La Fiorentina è rimasta “vedova” dopo l’addio del precedente allenatore, Gabriele Cocco, certamente non aiutato dalla Dea bendata e capace di racimolare in 7 giornate un triste bottino di 0 punti.

Salve Raffaele, per iniziare le volevo fare 2 domande veloci: chi è Raffaele De Giosa al di fuori del progetto? E come è venuto a conoscenza di questo Progetto?

Salve Gabriele, attualmente sto studiando come giornalista sportivo per entrare a far parte del mondo del calcio che, fin da quando avevo 4 anni, è stata la più grande passione della mia vita. Ho anche un lavoro come fattorino per far sì che possa pagare tutto ciò di cui ho bisogno in perfetta autonomia.
Sono venuto a conoscenza del Progetto tramite consiglio di amici.

Lei, fino ad adesso, è sembrato un personaggio abbastanza esterno al Progetto. Ha iniziato nel Bari, dal quale poi è stato svincolato. E’ tornato e attualmente milita al Cesena. Cosa l’ha convinta a ritornare nuovamente attivo nel Progetto?

Ho saputo che serviva un allenatore alla Fiorentina che portasse un po’ d’aria nuova all’interno della squadra. Adoro le sfide, sono il pane quotidiano di cui mi nutro costantemente e ho pensato che fosse un qualcosa che potesse portare benefici a me e al club.

Che ne pensa del precedente allenatore? Seguirà le sue idee oppure ripartirà da zero?

Penso che il lavoro di ogni allenatore sia una storia a sé, non conosco la sua situazione e quindi non me la sento di giudicarlo. Preferisco parlare di quello che c’è ora e del futuro, che sono le cose più importanti. Ho le mie idee e ho subito dato un’occhiata alla squadra, decidendo di adottare dei cambiamenti significativi nel modulo e nei ruoli dei giocatori

Quali moduli secondo lei possono dare un’importante svolta tattica alla Fiorentina? Prenderà spunto da allenatori di caratura Mondiale o ha sempre avuto una sua idea di calcio?

Abbiamo una grande forza offensiva e sono dell’idea che vada sfruttata appieno. Il nostro modulo primario sarà il 4-3-3 e in caso ci servisse più spinta in avanti basterà avanzare un centrocampista sulla trequarti e diventerà automaticamente un 4-2-3-1.
Mi piace molto il bel gioco, provo grande ammirazione verso il lavoro di Guardiola e il concetto primario da cui egli stesso si è basato: il calcio totale dell’Olanda di Crujff. Perciò proverò ad ottenere: sia risultati importanti sia un impostazione di gioco bella da vedere.

Secondo lei ci sono già tutti i mezzi per questa idea di gioco? O ci sono reparti da rimaneggiare?

L’idea di gioco del “tiki taka” è molto difficile da applicare, servono giocatori con determinate caratteristiche. Io penso che in questa squadra ci sia molto talento, ma prima che un allenatore applichi al 100% la sua filosofia calcistica serve costruire un ambiente armonioso in modo tale che tutti possano lavorare in totale tranquillità. Ho bisogno, prima di tutto, di guadagnarmi il rispetto di ogni singolo giocatore e il modo migliore per farlo è quello di condurli alla vittoria ogni lunedì e mercoledì.

Quali sono i suoi obbiettivi nel breve e nel lungo termine?

Nel breve termine sicuramente la salvezza, anche se io non mi accontento. Nel lungo termine, invece, costruire una famiglia e andare tutti insieme in Europa. So che potrei essere considerato un pazzo nel dire una cosa del genere vista la posizione e il numero di punti in classifica, ma per la forza individuale e corale della squadra non meritiamo per nessun motivo il piazzamento attuale.

Se dovesse dare una percentuale, quante speranze ha la Fiorentina attualmente di salvarsi?

Dico 99,9% perché di certo nella vita non esiste niente. Lascio quello 0,1% un po’ per scaramanzia, nonostante sia pronto a mettere la mano sul fuoco che a fine anno questo piazzamento sarà solo un brutto ricordo di giorni andati.

Nella prossima partita la sua squadra avrà un incontro difficilissimo, affrontando la squadra forse più compatta del progetto. Come ha intenzione di arginare questo ostacolo?

È dura non lo nascondo, ma nel calcio fa la differenza la motivazione e noi ne abbiamo da vendere. Abbiamo bisogno della presenza di tutti. Dobbiamo andare oltre l’ostacolo perché solo lì c’è un risultato importante. Sono convinto che la mia squadra dimostrerà a tutti fin da subito che quell’ultimo posto non ci appartiene.

Come è stato accolto dal gruppo? Ha legato particolarmente con qualcuno?

Mi hanno accolto tutti benissimo, posso capire eventuali scetticismi vista la mia esperienza ma voglio dimostrare a tutti che ci si può fidare di me.
In particolare ringrazio Gabriele Marchi, mio ex allenatore al Bari e ora un punto fermo della mia Fiorentina, per avermi dato questa possibilità di dimostrare di che pasta sono fatto. Non lo deluderò.

Visto che è da poche ore allenatore ci sono dei giocatori che già conosceva? Se si li descriva.

Conosco solo Gabriele Marchi per il momento, tuttavia, posso dire di avere a disposizione una splendida squadra. Sarà difficile per me fare delle scelte partita per partita considerando la forza individuale di ogni giocatore.

Grazie mille per la disponibilità e buona fortuna alla sua Fiore, vuole lasciare un messaggio al gruppo?

Le cose da dire sono veramente poche, i ragazzi sono perfettamente cosa devono fare e cosa è richiesto loro. L’unica cosa che mi sento di dirgli è di restare uniti perché la stagione è ancora lunga e ci aspettano tante dure prove che singolarmente non potremo mai superare, ma collettivamente possiamo insegnare calcio.
Ora è arrivato il momento di mettersi sotto con il lavoro.
FORZA FIORENTINA!!!

Gabriele Marchi.

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