Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi…

Stefano Stranges a tu per tu con noi di Progetto X

Ciao Stefano, è un piacere poter intervistare un membro storico del Progetto, per chi non ti conoscesse presentati in-game e off-game.

Ciao Salvatore, il piacere è mio di essere intervistato da un grande giornalista come te. Per me è un onore far parte di questo bellissimo progetto da anni, anche se c’è chi vi partecipa anche da più tempo ancora. Comunque io mi chiamo Stefano, ho 35 anni (ma ne dimostro molti meno, almeno all’interno… *ride* N.d.R.) e sono di Roma, anche se originario della Calabria (un bacio al mio compare Nicola Filippone).

Nella vita sono un praticante avvocato, con la passione della danza (ho ripreso da pochi mesi le lezioni e a giugno farò il saggio dopo 4 anni di stop forzato), del calcio e del cinema (collaboro con una casa di produzione).

Nel gioco ricopro con orgoglio il ruolo di terzino destro nella Juventus campionessa uscente d’Italia (un abbraccio a compagni, mister e dirigenza e a tutti i tifosi), nonché di direttore sportivo nella Salernitana (in coppia con Francesco “waoooo” Avogaro) e del Catania nata da poco, con obiettivi non proprio celati di conquistare la serie A con i granata per bissare l’impresa di Livorno con il mitico Claudio Franco (che abbraccio) e la serie B con il Catania, anche perché così non mi toccherebbe scegliere in quale rimanere nel caso si trovassero a giocare entrambe nella stessa serie (ovviamente un bacione a tutti i compagni, mister, dirigenza e tifosi di entrambe). [nota della redazione: se il Catania salisse in B e la Salernitana in A, per la regola del “monoruolo” non potrebbe coprire l’incarico in entrambe comunque]

Mi hai raccontato dei tuoi giri nel progetto, sia come calciatore che come DS, faresti un piccolo excursus della tua carriera anche per i nostri lettori?

La carriera da calciatore non è molto movimentata (si fa per dire…): cresciuto nella primavera dell’Inter, sono stato ingaggiato dal Livorno neo promosso in B. Qui ho conosciuto gente fantastica, come il mister Franco che mi manca tantissimo (con tutto il rispetto per mister trovato con cui mi sto trovando molto bene), o Salvatore Campagna con il quale ho un rapporto di amore-odio (lo stimo moltissimo e gli voglio tanto bene ma ogni tanto litighiamo, ma per fortuna passa subito), nonché un grande amico come Filippo Pitorri, che è entrato poco dopo di me nel progetto. Con questo fantastico gruppo, di cui ho avuto anche l’onore di essere direttore sportivo, siamo riusciti nell’impresa di centrare la serie A, sotto l’ottima guida di mister Franco (che è riuscito sempre a tenere unito il gruppo e attivi i singoli giocatori, salvo casi eccezionali, oltre a trovare sempre la tattica e la formazione giusta per arrivare a centrare questo storico traguardo).

L’anno successivo partimmo nel migliore dei modi con un 5-0 al Napoli, ma poi entrammo in crisi, pur riuscendo nell’impresa di arrivare in semifinale di coppa Italia (peccato per l’ultimo step, perché se avessimo vinto con la Roma ora giocheremmo in Europa, ma inutile piangere sul latte versato e in bocca al lupo alla Roma per il cammino europeo).

Purtroppo alla fine siamo retrocessi all’ultima giornata non riuscendo a battere lo Spezia e da allora è scoppiato il caos, con il mister che per motivi di tempo dovette rassegnare le dimissioni, alcuni suoi fedelissimi e altri giocatori che volevano mantenere la serie A che chiesero la cessione e così via fino a quando, a seguito del nuovo caos portato da Altomare, anche io e Del Prete abbiamo deciso di migrare per altri lidi.

Ora giochiamo entrambi alla Juventus (che ringrazio ancora per aver creduto in me e avermi concesso l’onore di indossare questa storica e gloriosa maglia) dove abbiamo ritrovato anche due ex compagni di squadra ai tempi di Livorno (Perfetti e quel matto di Amadori).  Mi spiace solo di non aver trovato anche Mirco Diotto, passato da poco al Drink Team, che stimo molto.

Ho anche avuto il privilegio di essere convocato nella nazionale maggiore e addirittura di fornire un assist per uno dei gol segnati in quel periodo (contro la Croazia) – approfitto per ringraziare ancora il CT per avermi dato questa fantastica opportunità -.

La carriera da DS  è molto più movimentata. Iniziai a Livorno come già accennato nella stagione della promozione in A, poi venni esonerato e passai dopo poco all’Udinese, una nobile decaduta che puntava al pronto ritorno in A, ma per evitare conflitti in sede di mercato con l’altro DS di allora, Davyd Andryesh che saluto, decisi di farmi da parte e arrivò l’offerta del Torino, che mi diede l’occasione di lanciarmi in una piazza importante, ma per vari motivi delusi le aspettative e così decisi di lasciare spazio ad un DS migliore, che potesse portare la squadra dove meritava, ovvero in Europa se non allo scudetto.

Tornai allora al Livorno fresco di retrocessione per provare a replicare l’impresa fatta con mister Franco, ma purtroppo il caos scoppiato me lo ha impedito e sono stato nuovamente esonerato, ora ricopro l’incarico a Salerno con obiettivo serie A e a Catania con obiettivo serie B. Spero di ripagare al meglio la fiducia delle due società.

Al Torino cosa non ha funzionato? Da quel poco che ho visto del progetto il Toro è una delle realtà più coese e forti che ci sono in giro…

Al Torino c’era il problema che loro usano una Chat diversa da whatsapp, quindi spesso mi ritrovavo a leggere messaggi magari importanti anche con grande ritardo, anche perché dovevo al tempo stesso seguire la Chat del Livorno su whatsapp, così ho deciso per il bene della squadra di lasciare in modo da poter far posto ad un DS migliore che potesse portarli ad ottenere grandi successi.

Comunque confermo che il Torino è una grande famiglia oltre che grande squadra. Sono tutti molto attivi, si ride e si scherza, ci si aiuta a vicenda Etc, infatti mi mancano molto, siamo rimasti in ottimi rapporti e chissà che un giorno non potrò tornare da loro.

Qual è il segreto per rimanere attivo, da così tanto tempo, all’interno del progetto, cosa ti spinge ad andare avanti stagione dopo stagione?

Il segreto è che ogni volta che ho tempo vado subito in pagina ufficiale o nelle pagine ufficiali delle squadre dove gioco e nelle chat Whatsapp per tenermi sempre informato, commentare, dare consigli Etc.

Ad esempio per ultimo ho indetto un sondaggio nella pagina del Catania per scegliere le tre nuove maglie, per far divertire i giocatori a disegnarle e postarle in modo che così restano anche attivi. Mi spinge la passione per il calcio in generale, per football manager nello specifico, ma anche il fatto che qui sopra ho conosciuto persone speciali con cui ho legato molto, ma anche con gli altri compagni di progetto è sempre bello ridere e scherzare e scambiare pareri. Poi vuoi mettere la gioia di vedere le persone felici quando condividi con loro traguardi come ad esempio la promozione in a con il Livorno? E peccato che non esistano anche i tifosi veri perché fare felice una città come ha fatto Franco a Livorno sarebbe una gioia immensa, ma già sapere che i tuoi ragazzi, magari alcuni che hai scelto tu per la rosa o comunque che hai comprato su indicazione del mister o del presidente, sono felici per aver centrato un grande traguardo.

Ci parli meglio del tuo secondo allontanamento da Livorno? Hai qualche commento in merito?

Commenti non ce ne sono perché è passato e perché a mente lucida capisco che purtroppo sono cose che possono capitare.

Comunque praticamente è successo che io e Del Prete iniziavamo a non vedere di buon occhio Altomare, perché non era mai presente, sbagliava i potenziamenti e i ruoli in campo dei giocatori, così Antonio Del Prete ha deciso di parlare con il presidente (anche lui molto poco presente, ma posso capire gli impegni extra gioco, anche se, secondo me, il presidente è una figura fondamentale in una squadra ed è sempre meglio se sia molto attivo come ad esempio i presidenti della Salernitana o quello del Catania – alla Juventus mi pare di aver capito non ci siano) per chiedere l’esonero, ma Oliver Major ritenne più giusto vederlo prima in azione per non prendere decisioni affrettate, così ho ricevuto la richiesta di cessione di Del Prete che non si rispecchiava più nel progetto Livorno, credo più o meno per lo stesso motivo mio – ovvero l’assenza del presidente e del mister, l’inattività di molti giocatori e la partenza di colonne come Campagna (che con Franco teneva unito e attivo lo spogliatoio) o Amadori (ritrovato poi a Torino).

Visto che anche Del Prete, uno dei pochi attivissimi, nonché mio amico, voleva lasciare, ho capito che non si poteva più andare avanti perché il progetto del Livorno non combaciava col mio di ripetere l’exploit dei tempi di Franco, così anche io chiesi la cessione, ma ne io ne Antonio Del Prete sapevamo che non ci si potesse vendere tra DS, ma pensavamo che solo se uno fosse stato giocatore e DS per vendersi avrebbe dovuto chiedere al mister o al presidente, così, visto anche le nuove richieste di cessione che iniziavano ad arrivare dopo la nostra cessione, il presidente ha deciso di licenziarci, peccato perché io e Antonio (Del Prete N.d.R.) avevano deciso di provare a mettere a segno qualche colpaccio per dare una mano alla rinascita del Livorno, ma non ne abbiamo avuto tempo.

Sono sicuro che il Livorno si risolleverà, soprattutto se Oliver Major avrà più tempo da dedicargli e se arriverà un allenatore valido come quello che sostituì Altomare (gli chiedo scusa se ora non mi viene in mente il nome ma penso che abbiate capito a chi mi riferisco).

Vorrei chiederti qualcosa in più sulla cessione Campagna, visto che a più riprese Pironti ha dichiarato che avrebbe speso tranquillamente 3 milioni per assicurarsi le prestazioni sportive di Salvatore, come mai non avete fatto partire un’asta che sicuramente vi avrebbe garantito un introito molto maggiore?

Io, riguardo la cessione di Campagna, posso parlare da esterno, perché al tempo ero ancora a Torino. Sinceramente rimasi basito quando lessi che era stato ceduto a quella cifra. I primi tempi i cui ero DS a Livorno gli ritoccai il contratto per convincerlo a rifiutare le offerte di top team e non indebolire la squadra che stava lottando per la promozione in serie A, gli misi anche una clausola da 7 milioni (su consiglio, altrimenti la avrei fatta anche da 10) per far cedere sul nascere ogni possibile pretendente al suo cartellino.

Poi come sapete venni licenziato dal Livorno e da allora non mi interessati più io del mercato. Il fatto di aver venduto uno dei migliori top player in circolazione – se non il migliore – a 1.5kk, fa pensare a grave incapacità di chi lo ha venduto o ad un gesto di gran magnanimità dello stesso. D’accordo che Salvatore premeva per andarsene perché non voleva perdere il treno della nazionale – e ci può stare, anche se io avrei provato a convincerlo a conquistarlo con l’attività – però si poteva gestire meglio la situazione, in modo da venderlo al giusto prezzo se non di più attraverso un’asta che sicuramente ci sarebbe stata intorno ad un giocatore di questo livello.

Mi fa ridere poi che sia stato accusato di averlo venduto ad un prezzo irrisorio, quando al tempo ero DS del Torino e che una volta capita la gaffe esce fuori che chi doveva seguire ogni minima cosa riguardante la squadra non sapeva chi avesse venduto il giocatore e alla fine era proprio lui. Quindi in base a ciò deduco che sia stata scarsa esperienza, però ormai è andata così inutile piangere sul latte versato. Importante è che il giocatore sia contento perché anche io ho sempre messo davanti la felicità dei giocatori, poiché un giocatore scontento non farà mai il bene della squadra

Come ti trovi alla Juve? Avresti mai pensato che la squadra sarebbe stata in grado dell’exploit Scudetto dopo “progettopoli”?

Mi sto trovando molto bene. Oltre agli ex compagni di Livorno ho trovato ragazzi fantastici, un grande mister e un ambiente ideale per fare bene. Mi sono ambientato subito. L’impresa post progettopoli è la conferma che nulla è impossibile. Basta credere nei propri mezzi, essere ottimisti e lavorare sodo.

E’ la prima volta che giochi in Champions, ci descrivi l’emozione che si prova?

È un’emozione indescrivibile, anche se vai in panchina, il solo sentire l’inno della champions ti fa tremare le gambe. Poi sentire centinaia di migliaia di tifosi urlare “The champions” alla fine mette i brividi. Non da meno l’emozione di poterti confrontare con realtà e campioni provenienti da tutta Europa. Peccato solo per l’inizio, avrei sperato in un risultato positivo ma la competizione è ancora lunga.

Dove arriverà la Juve quest’anno?

La Juve è una signora squadra e lo ha dimostrato anno scorso, può andare lontano

Che ambiente c’è a Salerno? Un commento sull’inizio di Stagione della Salernitana?

C’è un ambiente fantastico: i tifosi ci sostengono sempre fino al fischio finale, vengono a dare il loro supporto anche agli allenamenti. I giocatori sono molto uniti e danno sempre il 100%, fino all’ultimo, poi spesso ridiamo e scherziamo tra noi per tenere sempre alto il morale. Il mister è davvero valido, riesce a tenere attivi i giocatori, tiene unito il gruppo, è stato in grado di risolvere la falsa partenza con la sconfitta con la Lucchese e i due pareggi di fila rischiando un cambiamento tattico molto offensivo che ha portato grandi risultati. Anche i presidenti sono molto attivi e interessati all’andamento della squadra. L’inizio è stato molto sfortunato, con la Lucchese due pali, due rigori contro e un’espulsione, avremmo meritato molto di più e se avessimo vinto non avremmo rubato nulla, poi la vittoria con la Spal sudata e due pareggi di fila, ma con il cambiamento tattico messo in atto dal mister abbiamo trovato il giusto equilibrio mettendo a segno una bella serie di risultati positivi con vittorie di prestigio come il 4-2 al Parma in coppa Italia o il 5-2 alla Roma in campionato. Se continuassimo così credo che potremo andare davvero molto lontano.

Parliamo di Nazionale, la lotta è accesissima per conquistare un posto in squadra, cosa si deve fare per meritare la Maglia Azzurra?

Come dicevo sopra ho avuto l’onore di indossare la Maglia Azzurra in passato e di fornire anche un assist nella partita persa 2-1 con la Croazia. È un’emozione indescrivibile poter indossare la maglia che rappresenta il tuo paese. Ovviamente si c’è sempre una lotta senza tregua per guadagnarsi un posto in nazionale. Un consiglio che mi sento di dare è dimostrare attaccamento a squadra di appartenenza e al progetto restando molto attivi, poi bisogna dare sempre il massimo per ottenere ottimi risultati e, riguardo la nazionale maggiore, giocare in serie A, almeno in passato non venivano convocati giocatori di altre serie.

Il DS è un ruolo molto divertente, ti permette di avere a che fare con molte persone del progetto, come vivi questo ruolo? Ci sveli qualche trucchetto del mestiere?

Divertente ma molto duro e di grande responsabilità, non è per tutti. Devi tenere sempre sotto controllo il bilancio, aggiornarlo ad ogni piccola modifica, passare copia al presidente, devi trattare con i colleghi in fase di mercato per comprare al meno possibile o vendere al più possibile, devi redigere i contratti e depositarli dopo averli trattati Etc. Io lo vivo bene perché mi è sempre piaciuto, nonostante le tante difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Ho ottimi rapporti con tutti i componenti delle squadre per cui lavoro. Trucchetto del mestiere è tenere tutto in ordine a portata di mano, controllare sempre che sia tutto in regola, avere un filo diretto col mister per capire le sue necessità in sede di mercato, mantenere ottimi rapporti anche coi giocatori e cercare di tenerli attivi, ci sono tanti altri consigli che potrei dare, però sappiate che se vorrete intraprendere questa carriera è tosta, ma ne vale la pena, soprattutto quando il tuo lavoro porta vantaggi alla squadra

Il Catania sta volando, come hai costruito la squadra? Hai seguito la tua esperienza o la scelta dei giocatori è stata collegiale insieme alla dirigenza?

Lavoro di concerto, anche alcuni giocatori presenti in rosa mi hanno segnalato qualche nuovo iscritto. ci siamo concentrati molto sulle caratteristiche per prendere il meglio e finora lo abbiamo fatto

Come invogli le nuove leve a rimanere attivi? E’ più difficile mantenere l’attività delle nuove leve o dei giocatori di vecchia data?

Cerco di dare il buon esempio essendo tra i più attivi della squadra, mi informo sulle loro giornate e qualsiasi cosa li faccia trovare bene in squadra e sul progetto, poi cerco di organizzare eventi come contest, come quello per le tre maglie nuove del Catania. Poi ovviamente ci saranno motivi vari per cui alcuni non lo resteranno, però noi faremo di tutto per renderli attivi. In teoria è più difficile per le lunghe leve restare attivi perché può capitare che sopraggiunga la noia dopo tanto tempo, mentre magari le nuove leve viaggiano sulle ali del l’entusiasmo per l’ebrezza della nuova esperienza.

Come convinceresti un tuo giocatore a intraprendere la carriera di DS o di Presidente? Io noto che troppi elementi attivi nel progetto non vogliono fare il grande salto, come li sproneresti?

Potrei dire che mettersi in gioco in ruoli come questi ti aiuta a crescere. Direi quantomeno di provare perché soprattutto il lavoro da DS è tosto ma bellissimo da svolgere

Essendo nel progetto da tanto tempo, avrai sicuramente stretto amicizia con tantissime persone, a chi ti sei legato di più? Ci racconti un aneddoto divertente che lo/la riguarda?

Sono talmente tanti che per non dimenticare nessuno, non mi sento di citare un nome.

Il tuo momento di gloria nel progetto qual è stato? E la tua più grande delusione?

La convocazione in nazionale come singolo e la promozione in A con il Livorno come gruppo.
La mia più grande delusione è la retrocessione con il Livorno arrivata in modo beffardo.

E l’altrettanto beffarda mancata qualificazione alla Champions con il Torino.

Qual è l’obiettivo di Stefano per quest’anno?

Centrare tutti gli obiettivi con le squadre in cui gioco: scudetto e Champions con la Juve, promozione in A con la Salernitana e promozione in B con il Catania, poi magari trovare il mio primo gol in campionato e ritrovare la convocazione in nazionale

Stefano, grazie del tempo che ci hai dedicato e alla prossima

Grazie a voi. Un abbraccio a tutti

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