IlCarro intervista: Mirco Diotto.

Oggi IlCarro intervista il nuovo acquisto del Drink Team. Fino a poco fa lo conoscevano tutti come Berdiotto, andiamo a scoprire tutto su di lui in questa intervista!

Conosciamo tutti o quasi Diotto nel Progetto, ma nella vita reale Mirco chi è?
Mirco Diotto nella vita reale è uno studente universitario, prossimo alla laurea; sono una persona rispettosa verso tutti, nel Progetto e non, perché secondo me il rispetto è alla base di ogni relazione umana. Sono una persona che nella vita reale come nel gioco cerca sempre di mettere a suo agio l’interlocutore.

Sei passato in poco tempo dalla Juve al Drink Team, a cosa è dovuta questa scelta?
Alla Juve nel complesso mi sono trovato bene, soprattutto a livello di trionfi, avendo vinto lo Scudetto. Nonostante io sia arrivato a metà della stagione sono diventato subito protagonista, e sono stati 6 mesi fantastici, dalla Juve sono andato via perché il rapporto con alcune persone è andato via via incrinandosi; ma arrivato al Drink ho trovato uno spogliatoio fantastico che mi ha accolto veramente bene.

Quali sono le persone che ti hanno spinto ad andare via dalla Juve?
Partendo dal fatto che mi ero subito innamorato del progetto che aveva la Juventus, sicuramente una delle figure che ho apprezzato di più durante il periodo bianconero è stato D’Anteo che secondo me riusciva a far ruotare alla perfezione i giocatori. Ma comunque due elementi in particolare, un difensore e un terzino, volevano essere le prime donne della squadra; a loro consiglio di giocare loro stessi a FM e di autoincludersi nelle formazioni.

Al contrario di chi ti ha fatto lasciare la Juve, chi magari ti avrebbe spinto a rimanerci?
Diciamo che convincermi a rimanere lì era veramente difficile. Il “colpo di grazia” è stato quando è stato messo in discussione l’operato di D’Anteo, ma comunque a questa cosa nessuno si era opposto, tranne il DS Gallorini tramite alcune live. Ci sono state due persone in particolare che, indirettamente, mi spingevano a rimanere: Kasemi e Paudice.

Hai parlato bene di Kasemi e Paudice, se fossi DS della tua attuale squadra li porteresti con te?
Loro due in una mia ipotetica squadra li porterei sicuramente, perché comunque quando ero alla Juve non si lamentavano mai se magari non giocavano, commentavano sempre nel gruppo squadra per incitare il resto dei giocatori ed erano attivi anche sul gruppone; insomma il prototipo dell’utente perfetto del Progetto.

Hai speso belle parole anche su D’Anteo, lo porteresti al Drink al posto di Trojer?
D’Anteo ha sicuramente un posto speciale nella mia carriera nel Progetto, anche perché lui mi ha fatto crescere a livello di giocatore, facendomi giocare con continuità, e mi ha fatto anche vincere il mio primo trofeo; ma nonostante tutto non lo cambierei mai con l’attuale allenatore del Drink anche perché ritengo Trojer, come D’Anteo, un mister molto valido.

Sempre parlando di D’Anteo, cosa ne pensi delle sue dimissioni dalla Juve?
Secondo me sono molto giustificate, perché la rottura fra giocatori ed allenatore c’era stata dopo quel sondaggio, nonostante il tentativo di smorzare l’accaduto da parte di alcuni. Sul fatto che lui si sia dimesso per motivi di tempo sicuramente può essere una causale, ma secondo il mio personalissimimo parere la causa principale del suo addio dalla Juve è stato quel sondaggio

Continuando a parlare di Juve, di Arnone cosa ne pensi e che rapporto hai?
Oltre ad essere un grande difensore è una brava persona a livello caratteriale ed era anche uno dei senatori della squadra. Da quel poco che ho visto nel gruppo che era una persona molto attiva, era anche uno dei primi a rispondere nel gruppo. Però con lui comunque non ho avuto un rapporto stretto perché durante il periodo alla Juve ho legato con tutt’altre persone.

Se fossi stato in Arnone avresti fatto quel sondaggio per confermare o meno D’Anteo sulla panchina?
Io non l’avrei mai fatto quel sondaggio perché comunque il motivo dello stesso non riguardava i risultati, ma il fatto che Alessandro faceva giocare tutti e quindi non privilegiava i senatori della squadra. Secondo me la maggior parte della squadra non voleva D’Anteo fuori.

Invece con Gallorini che rapporto hai? Cosa ne pensi del suo operato?
Gallorini per me è un DS molto valido, anche perché ha fatto vincere lo Scudetto ad una squadra che aveva risorse finanziarie quasi nulle; di lui mi piace anche come si rapporta con i giocatori, infatti con me è stato sempre molto gentile ed educato. Forse una nota dolente è stato quando durante la questione del sondaggio ha messo in primo piano il club e ha tralasciato alcuni giocatori che magari si potevano sentire chiamati in causa. Ma complessivamente secondo me è un direttore sportivo molto competente.

Come ha preso lo spogliatoio della Juve il tuo addio?
Parto subito dicendo che comunque il mio addio è stata una cosa privata fra me e Gallorini, è stato lui a contattarmi perché aveva visto che dopo quella questione del sondaggio non ero più lo stesso; dopo che gli ho comunicato la mia decisione Gallorini ha iniziato ad aggiornarmi sulle varie trattative finchè arrivò il Drink, squadre che ho accettato sapendo anche che era ed è un bello spogliatoio.

Come eri a conoscenza di questo aspetto?
Allora sinceramente all’inizio lo pensavo perché comunque era una squadra gestita da admin e si tende a pensare anche che sia una squadra composta da gente attiva, quindi con un bello spogliatoio. Questa cosa mi è stata confermata da un mio caro amico, Alessio Gega, che comunque mi parlava spesso del Drink in chat privata e mi confermava che il gruppo era piacevole.

Hai parlato di Gambardella, che ne pensi di quello fatto al Cittadella?

Il Cittadella è stata la mia prima esperienza, quindi all’inizio ho soprattutto cercato di capire come funzionasse tutto il Progetto. Sono andato via subito dal Cittadella soprattutto perché mi era stata detta una determinata rotazione dei giocatori, come quella che usa D’Anteo, cosa che poi non è stata fatta. Sono andato alla Juve per un colpo di fortuna, perché sfumò l’accordo con un difensore del Livorno, Stranges mi pare.

Una squadra che ti cercò fu anche il Livorno. Cosa ne pensi dell’attuale situazione della squadra toscana?
Ho letto che la situazione del Livorno non è delle più rosee, infatti oltre alla retrocessione il Livorno ha anche perso una pedina importante, quale Stranges. Fra l’altro come hai ricordato, prima di approdare alla Juventus avrei dovuto giocare con la maglia del Livorno proprio per prendere il posto di Stranges, in partenza per Torino; poi all’epoca l’affare saltò e per ironia della sorte fui proprio io a sostituire il mancato arrivo dello stesso Stefano nella rosa bianconera.

Essendo tu un tifoso della Fiorentina, perchè decidetti di andare proprio alla Juve?
Partendo dal presupposto che se sei un professionista devi sottostare agli avvenimenti che avvengono durante la tua carriera, io alla Juve ci sono andato principalmente a causa di Bifano, allora allenatore. Alberto lo conoscevo comunque tramite altri gruppi Facebook, ho accettato subito perché sapevo che Bifano era considerato uno dei migliori allenatori del Progetto e sapevo che era anche molto influente.

Perché fino a poco tempo fa il tuo cognome in game era “Berdiotto”?
Non ho inizialemnte inserito come cognome “Berdiotto” per motivi di privacy; in realtà io, essendo appassionato di videogiochi, in particolare quelli di calcio, amavo un giocatore di nome Mirco Bertotto, e quindi fondendo il mio cognome col suo è nato “Berdiotto”; ma visto che questo appellativo creava fraintendimenti ho deciso di cambiare il cognome in “Diotto”.

Cambiando argomento, con chi hai legato più nel Drink Team?
Tralasciando Gega, che già conoscevo, ho legato molto con Urbano (dopo arrivano le mazzette n.d.r.), che tra l’altro già conoscevo attraverso gruppi Whatsapp; poi ho legato molto anche con Mollo, che è stato uno dei primi ad accogliermi, oltre a Trojer e Ballarini che ritengo persone molto competenti; ultimamente sto avendo un buon rapporto anche con Cioè, anche lui nuovo arrivato.

Hai parlato di Urbano, Mollo e Cioè, cosa pensi di loro?
Sono tutti e tre molto alla mano; sono molto attivi sia nel gruppo Whatsapp che nel gruppo Facebook. A differenza del gruppo Whatsapp della Juve, dove i senatori parlavano fra di loro e quindi non integravano i nuovi, loro tre cercano subito di far sentire a proprio agio gli ultimi arrivati.

Sempre parlando di Drink, quali sono gli obiettivi della squadra irlandese?
Secondo me è sbagliato porsi obiettivi, ma comunque penso che la visione generale della società sia quella di un ritorno in Europa; ad ogni modo fisseremo traguardi più o meno alti a seconda di come si svilupperà la stagione.

Cosa ne pensi di Trojer e Ballarini?
Entrambi non hanno bisogno di presentazioni; su Trojer penso che sia un grande allenatore, l’anno scorso ha avuto un’annata difficile ma rimane un ottimo mister, altrimenti non sarebbe sulla panchina del Drink Team. Noi stessi giocatori dobbiamo aiutare Danilo garantendo molta attività all’interno del Progetto. Di Ballarini penso che sia un grande, ha creato, insieme agli altri admin, veramente qualcosa di sensazionale, anche se il Progetto secondo me non ha ancora la fama che si merita.

Grazie mille per quest’intervista Mirco!
Ma grazie a voi per aver scelto me per un’intervista, è stato un piacere, visto che vi rispetto molto.

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