Prima candelina per Angela

Angela “Lady Torino” Iadicicco

Di solito faccio le grafiche di augurio di buon compleanno ai miei compagni di squadra della Torres, invece stasera sono qui a rendere omaggio, con un’intervista, a una delle persone che da più tempo calcano i campi del Progetto:  Angela Iadicicco che oggi compie il suo primo anno all’interno del gioco.

Angela, per chi non ti conoscesse presentati in game e in real-life:

Salve a tutti, innanzitutto sono onorata per questa intervista. Gioco nel Toro, e sono presidentessa del Vicenza e dell’Empoli, e ds dell’Empoli. Nella vita real studio Scienze dell’Educazione, sono una persona semplice, anche se per certi versi complicata, sono simpatica e mi affeziono molto alle persone, odio la falsità e le persone che non dicono quello che pensano, sono molto schietta e se devo dire una cosa, anche se può essere sbagliata, la dico. E’ per questo che, forse, posso risultare antipatica.  Amo il calcio e sono tifosissima della Juve.

Partiamo con una domanda di rito, come hai conosciuto il progetto?

Ho conosciuto il progetto grazie a Valerio Arnone, (che è anche il mio socio). Un giorno, in un gruppo whatsapp in comune, ha parlato del progetto, e, anche se non avevo capito bene di cosa si trattasse, spinta dalla curiosità e dall’istinto, ho deciso di iscrivermi. Penso se non fossi stata così curiosa, non ne avrei mai fatto parte. Viva la curiosità.

Sbaglio o ti chiamano Lady? Da dove è venuto fuori questo soprannome?

si mi chiamano Lady, precisamente Lady Torino. Il soprannome mi è stato dato da Fabio Bicocchi quando giocava ancora nel Toro, il motivo è stato perché ero l’unica donna del Toro e perché lui lo trovava carino.

Un anno sono tante stagioni, sono tanti giorni passati a leggere il gruppone, a conoscere persone, a impegnarsi per una bella invenzione ma soprattutto a divertirsi, se dovessi cristallizzare dei momenti fondamentali della tua esperienza finora: quali sarebbero?

Ce ne sono tanti, prima di tutto il mio arrivo al Torino, è stato il momento chiave. Arrivare al Torino mi ha dato tanto, lì ho imparato tante cose che prima non sapevo, ho imparato come funzionasse il gioco e a capire il meccanismo. Un altro momento importante è stato l’acquisto del Vicenza, ho potuto mettere in pratica quello che avevo imparato al Toro, così come acquistare l’Empoli. Inoltre un altro momento fondamentale è stata l’ultima partita di campionato, perdere all’ultima giornata e vedere infrangersi il sogno Champions mi ha fatto capire tante cose, mi ha fatto capire quanto io amassi questa squadra, gioire e soffrire con i compagni per qualcosa. Per me quello è stato un momento fondamentale perché anche le cose negative possono lasciarci qualcosa. Un altro momento bello, ed attuale, è la convocazione in nazionale

Il progetto come lo vivi? Hai contribuito anche tu alla sua evoluzione? E al suo ingrandirsi?

Io lo vivo in modo quotidiano, lo vivo con passione e con il sorriso. Per me non è solo un gioco, è qualcosa di più e ridere e scherzare sul gruppo principale, sui gruppi squadra e in chat. E’ gioire per un risultato buono, è avere adrenalina e ansia per una partita, arrabbiarsi per una partita finita male. Lo vivo con emozione. Credo molto in questo progetto, e soprattutto credo  molto negli admin, e chi ne fa parte, per questo ho deciso di ricoprire un ruolo importante, cioè il presidente, nel progetto.

Parliamo della tua esperienza da calciatore, hai sempre militato nel Toro?

Prima di arrivare al Toro, ero all’Avellino. Esperienza breve

Qual è il rapporto con i tuoi compagni?

Sono tutti cattivi e antipatici… Scherzo! Bellissimo, ho un bel rapporto con i miei compagni. Sono molto legata a loro, voglio bene a tutti, a Maurizio, Massimo, Giacomo, Andrea… Siamo un gruppo molto unito e compatto, e questo grazie ai presidenti; ridiamo, scherziamo, ci prendiamo in giro, li tempesto di messaggi nella chat gruppo, poi c’è Daniele che manda sempre foto di cibo, e mi fa morire dalle risate. E’ stata questa loro complicità e unione che mi ha fatto amare questi colori, mi sentirei persa se dovessi lasciare questa squadra.

Quali sono gli obiettivi stagionali del tuo giocatore? E del Toro?

Il mio obiettivo è quello di fare e dare il meglio alla squadra. Onorare questa maglia fin in fondo, fammi trovare pronta nel momento del bisogno, e dare una mano sempre. L’obiettivo del Toro è senza dubbio confermare la buona stagione fatta nella stagione passata, e fare bella figura in Europa League

La tua esperienza all’interno del progetto ti avrà fatto conoscere tantissime persone, con chi hai legato di più? (Puoi fare più di un nome ma i lettori gradirebbero anche qualche aneddoto)

Si, ovvio qui ho conosciuto tante belle persone. Con chi ho legato di più? In primis con Fabio Bicocchi. Per me è come un fratello, c’è un rapporto bello, anche se non ci conosciamo dal vivo, lui sembra conoscermi meglio di chi invece mi conosce di persona, a volte sembra capace di leggermi nel pensiero. Mi è stato vicino anche nei momenti un po’ negativi (non parlo del progetto),e lo ringrazierò sempre questo, so che per me ci sarà sempre, come io ci sarò per lui. Sa ascoltare e ti sa consigliare, è quella persona che, quando sei giù di morale, basta sentire e ti fa tornare il sorriso, è terapeutico. Poi ho legato anche con Maurizio Deidda, se sono arrivata dove sono, la maggior parte del merito è il suo, e io non smetterò mai di ringraziarlo. E’ riuscito a trasmettermi la passione per il progetto, inoltre mi ha dato una mano a capire come funzionasse il gioco, mi ha dato consigli, e, ad ogni dubbio che avevo su qualcosa, mi ha sempre dato una risposta. E’ una persona stupenda, sempre disponibile e gentile con tutti. Sono contenta di averlo conosciuto e di quello che ha fatto per me. Ho legato anche con Massimo Pauletto, il capitano del Toro, è una persona molto simpatica e divertente, sempre con la battuta pronta, e con le parole giuste per motivare noi del Toro, e in squadra c’è bisogno anche di persone così. Lo vedo un ottimo compagno per bere birre. Voglio citare sia Giacomo Sedda che Andrea Conte, mi hanno trasmesso i valori del gioco e il valore della squadra, sono persone straordinarie e capaci di coinvolgere i componenti della squadra. Anche loro mi hanno aiutata molto , anche in questioni extra progetto. Aggiungo anche Valerio Arnone e Davide Saladino, il primo è il mio socio, lo conosco ancora prima di entrare nel progetto e anche se spesso mi viene a punzecchiare, sono molto affezionata a lui, il secondo è il mio ds del Vicenza, lo conosco da poco ma, appena arrivata al Vicenza, mi ha accolto bene, mi ha dato una mano a conoscere la squadra, e mi ha aiutato parecchio quando sono diventata ds dell’Empoli.

Quale è stato l’episodio più divertente all’interno del progetto?

Non ce n’è uno in particolare (sono troppi), ma se dovessi scegliere, quello che mi ha fatto morire dalle risate, è stato il video divertente creato da Fabio sui noi giocatori del Toro, dove io interpretavo la Cenerentola del Toro.

E la tua delusione più cocente?

La delusione più grande è stata quando il mister del Vicenza è andato via cosi all’improvviso. Avevamo fatto il mercato insieme, e in base alle sue scelte. Non è stato il fatto che sia andato, ma il modo in cui lo ha fatto. Io in mattinata avevo capito che ci fosse qualcosa che non andava, così gli avevo mandato un messaggio, ma non avevo ricevuto risposta. Poi lui il pomeriggio stesso, aveva comunicato, tramite un post sul gruppo, il suo abbandono. Sono rimasta delusa da questo comportamento, avrei preferito saperlo in privato, e non tramite un post.

Sei riuscita a conoscere membri del progetto dal vivo?

Si, ho conosciuto Andrea Conte e Marika Calcagno a Caserta, in quanto Andrea doveva portarmi la maglietta del Toro, Marika era da poco iscritta nel progetto e da subito ho avuto l’impressione di conoscerla da molto tempo, peccato abiti lontano! Andrea è molto simpatico e non è cattivo come sembra in gruppo.  Poi ho conosciuto Maurizio Deidda a Firenze, conoscerlo mi ha fatto piacere, quello che pensavo su di lui ho avuto modo di confermarlo da vicino. Solo che mi ha fatto camminare troppo per Firenze.

So che oltre a fare il giocatore, sei anche DS, giornalista e presidentessa sia del Vicenza che dell’Empoli, affermare che sei una persona multi-tasking sarebbe un eufemismo, come riesci ad organizzare tutto?

Il segreto sta nel circondarsi anche di collaboratori fidati e per fortuna, sia all’Empoli che al Vicenza li ho trovati. Il progetto mi porta via molto tempo e ne sono felice, perché vivo la cosa con passione. Sono una presidente abbastanza presente, sia durante le partite, che nella quotidianità. I momenti di pausa e di svago, li dedico ad ascoltare la squadra e a mandare messaggi alla squadra. Cerco di essere più disponibile possibile. Per il ruolo del ds, forse è un po’ impegnativo, soprattutto nel periodo del calciomercato, ma svolgo la cosa con passione. Sono ds da poco quindi ancora devo vivere il calciomercato vero e proprio, ma credo che con lo spirito giusto si possa riuscire a viverlo con serenità.

Qual è il segreto con quale riesci a fare gruppo? Al Vicenza, in S3, sono andati la bellezza di 880k di bonus attività, per non parlare del Torino dove avete preso quasi 2,5 Milioni. Come riesci a motivare i giocatori a impegnarsi nel progetto?

Per quanto riguarda il Toro, il merito va ai presidenti e ai senatori, sono riusciti a coinvolgere le persone nel progetto, sia per quanto riguarda le live sia per l’attività. Per quanto riguarda il Vicenza, io sono arrivata quasi a fine stagione, quindi non mi prendo il merito della scorsa stagione. Cerco di coinvolgere la squadra, e di renderla partecipe, grazie anche all’aiuto di Valerio, del ds, del mister Carlo e del mm Fabio. Voglio creare un gruppo unito e compatto, e voglio che ci sia rispetto verso tutti, dal presidente al magazziniere. Solo creando un gruppo unito, si può portare la squadra ad essere parte attiva del progetto, insieme e con obiettivi uguali, Non costringere chi non vuole farlo, anche perché le cose fatte per forza non vengono mai bene.

Hai attraversato, da spettatrice, tutti i vari scandali che si sono succeduti all’interno del Progetto, cosa porta, secondo te, la gente a barare? Come mai non si riesce a seguire una linea di condotta che sia compatibile con l’agonismo e con il fair-play?

Secondo il mio parere, chi ha barato lo ha fatto perché non riesce a comprendere la bellezza e la semplicità del gioco. Chi bara vuole vincere a tutti i costi, ma non capisce che la vera bellezza del gioco è divertirsi e passare del tempo insieme, confrontarsi con la squadra, vivere una sana rivalità con gli altri, seguire con divertimento e passione le live e la squadra.

Cosa consiglieresti ai neo-iscritti per vivere al meglio l’esperienza di gioco?

Quello che consiglio io e che rispecchia anche il mio modo di fare, è vivere il gioco con passione, di creare un legame con i compagni di squadra, senza rivalità o antipatie, accettare la panchina, perché conta il gruppo, rispettare le scelte del mister e non lamentarsi. Consiglio di vedere, non tanto il nome della squadra, ma chi ne fa parte e se si crea legame con i compagni.

Cosa diresti a chi ha le potenzialità per ricoprire altri ruoli all’interno del progetto ma si limita a fare il calciatore?

Direi di buttarsi, se davvero crede in quella cosa. Basta circondarsi delle persone giuste, e chiedere aiuto e consigli a persone fidate. Non lasciarsi demoralizzare, e pensare che non può farcela. Bisogna credere in se stessi e nelle potenzialità che abbiamo.

Cosa vorresti che fosse implementato all’interno del progetto?

Il progetto già cosi va bene. Una cosa che mi piacerebbe è vedere coinvolgere le persone in live, intendo proprio intervenire in live tramite discord magari. Magari un presidente, un ds, un senatore di una squadra, un giocatore chiave, per parlare delle sensazioni pre-partita, oppure parlare del post partita. Una sorte di intervista, insomma

Ci faresti un bilancio finale sulla tua esperienza?

La mia esperienza è positiva. Gioco in una bellissima squadra, in compagnia di persone stupende. Sono presidente di due squadre bellissime, che mi stanno dando parecchie emozioni e soddisfazioni. Sono legatissima ai miei giocatori. Sono stava convocata in Nazionale. Faccio parte della Redazione Progetto X, dove ci sono persone che stimo, come Pironti. Credo che più di così non possa andare, mi manca solo l’esperienza da allenatore, magari più avanti inizierò a pensarci

Tanti auguri Angela e grazie da parte di tutta la community di Progetto FM!

Grazie a te. Un saluto a tutti

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