Davanti la Lavagna

È l’undici agosto e lo Spezia arriva allo stadio Tardini pronto ad affrontare una squadra di livello superiore e soprattutto con il morale non troppo alto dopo il pareggio con l’appena promossa Salò.

La Squadra bianconera si presenta ai blocchi di partenza con uno dei moduli preferiti da mister Coghi: ovvero il 4-1-2-3 con gli esterni di attacco più arretrati rispetto l’unica punta centrale.

Il mister attraverso questa disposizione tattica cerca di intraprendere un cammino virtuoso volto a valorizzare le schede dei vari giocatori; lo stile di gioco è un tiki taka verticale, quindi viene ricercato spesso il possesso del pallone e la profondità al di là della difesa avversaria per destabilizzare l’equilibrio dell’incontro. Ora andiamo a vedere più nello specifico come questo si sia sviluppato all’interno del match con il Parma.

Per quanto riguarda la fase di costruzione e di sviluppo possiamo notare, secondo i dati statistici della partita, che la squadra ha cercato spesso di gestire il pallone pur con risultati non sempre ottimali. Grazie alle hit map possiamo notare come la sfera abbia percorso poco le vie centrali e la trasmissione sia stata difficoltosa per via di una pressione avversaria notevole e riconducibile anche al numero di contrasti vinti dalla squadra emiliana. Un altro problema nella fase di sviluppo è riconducibile alla velocità con cui i bianconeri hanno cercato di far scorrere la palla e questo non ha giovato la precisione dei passaggi.

La fase difensiva ha goduto di una prestazione monstre del nostro portiere Di Leo e dei due centrali difensivi Giannattasio e Tomeo. In fase difensiva lo Spezia è riuscito a vincere l’83% dei contrasti e ha commesso pochi falli nonostante la porta sia comunque stata tempestata di tiri. Probabilmente sarebbe raccomandabile cercare di fermare prima le incursioni avversarie per evitare pericoli più grossi di quei poi realmente procurati dalla squadra emiliana; appunto le chiare occasioni da goal per il Parma si riducono ad una sola chance.

Infine, per concludere, vorrei sottolineare le prove di Miscio, Lagati e Gigli (autore del goal) oltre che del terzetto difensivo citato poco più sopra.

S. Paone

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