Livorno in Alto mare

Negli ultimi giorni il Livorno, retrocesso in B, sta avendo problemi: sono infatti recenti le notizie di uno smantellamento della squadra, con alcuni dei protagonisti della scorsa stagione venduti a causa di disguidi.

Noi del Carro abbiamo deciso di cercare di ricostruire questa situazione interpellando giocatori e dirigenti del Livorno, per cercare di capire cosa è successo in quella che fino all’anno scorso, sotto la guida di mister Franco, sembrava una bella storia felice, ma, come in tutte le storie, se va tutto bene ci si può solo aspettare un peggioramento.

Abbiamo intervistato i due DS uscenti, Antonio Del Prete e Stefano Stranges, per chiedere una ricostruzione dei fatti e le loro opinioni in merito.Il primo “evento” che ha portato a questa crisi si può ricondurre all’ultima giornata di Serie A della Stagione 3, dopo la quale il Livorno viene condannato alla retrocessione. Questo porterà a due gravi conseguenze; la prima è che l’allora allenatore Franco rassegna le dimissioni, per mancanza di tempo da dedicare alla squadra. La seconda conseguenza sarà una causa della retrocessione in B con i big di squadra che chiedono la cessione per poter, giustamente, avere la possibilità di giocare in Nazionale. Antonio Del Prete, ormai ex DS, le definisce “valide motivazioni; non abbiamo nulla da rimproverargli, non li incolpo di nulla”. Nello specifico si tratta di Salvatore Campagna, lo stesso Franco giocatore e Luca Amadori. Il regista ora alla Lazio è stato oggetto di numerose polemiche: le accuse sono di un prezzo troppo basso, una cessione frettolosa e pilotata. “Prendere solo 1,5M è uno scandalo – le parole di Stranges, che continua – avrei fatto di tutto per tenerlo. Non avrei mai accettato meno di 2,5M, gli misi a contratto una clausola rescissoria di 7 milioni proprio per legarlo ai nostri colori. Al massimo, per assecondare la sua richiesta di non perdere la nazionale, avrei accettato un prestito oneroso nell’attesa di ritornare in A. Della trattativa, la dirigenza ne era al corrente e l’ha approvata. Ora è troppo tardi per lamentarsi”.Il lavoro di Campagna per la squadra, oltre che come Marketing Manager designer del logo e oltre ai preziosi 300k di bonus portati alla squadra, era quello di riuscire a tenere unito lo spogliatoio, insieme a Franco, Michelini e i DS. Un lavoro prezioso che vale più dei 300k, soprattutto perché mantiene attivi anche altri giocatori, che anche se non da bonus, quantomeno non fa subire depotenziamenti. E questo si è sentito subito: lo spogliatoio ha iniziato a sgretolarsi. La nomina dell’allenatore, Altomare, è stata “una scelta obbligata, in quanto era l’unico candidato”, ci svela Del Prete. Che, a riguardo, aggiunge: “Ci avevano messo in guardia, ma aveva assicurato di poter dedicare anima e corpo al progetto Livorno. Ho fatto l’errore di credere in lui. Ha latitato fin dalla sua nomina, quando si trattava di dover studiare i potenziamenti per la stagione 4 ci siamo dovuti arrangiare io e Stranges, perché lui, come la dirigenza, era assente. Qualche giorno fa, ho consigliato alla dirigenza di esonerarlo. Hanno comunque voluto dargli fiducia, almeno per fargli dimostrare qualcosa sul campo”. Stranges, allo stesso modo, è sulla stessa lunghezza d’onda. “per quanto riguarda le capacità dell’allenatore, non posso giudicare non avendo visto sul campo il suo lavoro. Ma per quanto riguarda la capacità di tenere unito il gruppo, a differenza di Franco, è stato un vero flop”. Ed è stata proprio la nomina di Altomare ad averlo spinto a chiedere la cessione, come spiegò nell’intervista a IlCarro di qualche settimana fa, inoltre la decisione della dirigenza di rinnovare la fiducia ad Altomare ha causato altro sgretolamento nello spogliatoio. In brevissimo tempo, Carnevali e i due DS, che oltre al ruolo dirigenziale avevano un ruolo professionale come calciatori, arrivano la cessione. Il primo a San Marino per 700k, gli altri due alla Juventus per una cifra complessiva di 2,8M.

Riguardo alla cessione dei DS sono uscite notizie un pò “accusatorie” verso di loro, con i dirigenti del Livorno che hanno contestato il fatto che i due DS si siano venduti “a vicenda”: i due, ormai ex, DS ci tengono però a precisare che pur essendo stata un’azione “da furbetti, siamo riusciti a slegare il noi DS dal noi giocatore” secondo le parole di Del Prete, che precisa che “nonostante molte squadre mi avessero cercato direttamente a me per trattare la mia cessione dal Livorno, io le ho indirizzate verso l’altro DS”. La dirigenza dei toscani non è stata quindi d’accordo ad avallare le cessioni ma, secondo le parole di Stranges, “come mai si è lamentata una volta che è stata ufficializzata la nostra cessione e non si è mai degnata prima di vedere la situazione nonostante le nostre lamentele riguardo la situazione della squadra?” Se ciò non bastasse, una volta che i due DS hanno ufficializzato la loro cessione, si sono visti lanciare “fango addosso” dalla dirigenza, questo secondo uno Stranges che ha “parecchi sassolini da togliersi dalle scarpe”, nonostante tutto quello che avevano fatto per la squadra nelle stagioni precedenti, con la dirigenza del Livorno che ha preferito dare fiducia ad un Altomare arrivato da poche settimane, piuttosto che discutere della situazione con i due DS che erano a Livorno da molto più tempo.

Ma di tutta questa situazione, il nodo centrale della discussione, Altomare, cosa ne pensa?Altomare ritiene che “nel mondo del calcio di figure non idonee al loro ruolo ne esistono, e Livorno negli ultimi tempi ne ha avuto conoscenza”; è un Altomare che non le manda sicuramente a dire ma è invece pronto a “lanciare un guanto di sfida a chi non ha creduto nel progetto e ha lasciato prima del previsto per proprie motivazione”; riguardo alla questione dei due DS invece dice che “nel calcio se non hai i DS sei rovinato, ma nel caso del Livorno è meglio che sia andata così, con i due DS che non avevano voglia di rimanere e che soprattutto non lavoravano per il bene comune del Livorno, facendo il male della stessa squadra, vendendo i migliori per pochi spiccioli e lasciando la baracca in male acque”; quindi nonostante ammetta che la sua assenza in questo periodo sia stata “totale” a causa di problemi famigliari (Noi del Carro speriamo che possano essere risolti nel più breve tempo possibile) l’allenatore degli amaranto ritiene di non essere stato aiutato a dovere da Stranges e Del Prete, nonostante i due DS abbiano contattato personalmente i giocatori per i potenziamenti, poiché i due hanno poi lasciato la squadra nella situazione precaria e non proprio idilliaca in cui si trova ora. Altomare ritiene quindi che le maggiori cause della “Crisi Livorno” siano dovute ai due DS, licenziati dalla società. 
La squadra labronica è ora ad un bivio, con Altomare che deve ripagarsi la fiducia data dalla dirigenza con i risultati sul campo, perché sbagliando si impara, ma solo se si vuole realmente imparare.

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