Minopoli si confessa: “Mi sento in colpa per quello che ho fatto”

Prima parte dell’intervista all’ex direttore sportivo dello Spezia, reo di aver portato i liguri vicini al fallimento e indirettamente in Serie B.

Ciao Michele, la prima domanda che ti voglio fare alla luce di quanto è successo la scorsa stagione è: come ti è venuto in mente di fare il direttore sportivo? Gli sbagli che hai fatto sono tanti e gravi.

Ciao, beh, innanzitutto mi è subito piaciuto come ruolo. Il problema è che prima di diventarlo non ero molto attivo, quindi, quando sono tornato ho deciso di cimentarmi per provare questa esperienza da dirigente.

Va bene, però ora, parliamoci chiaro. Sei stato accusato e squalificato soprattutto per avere più giocatori in rosa del numero consentito. Ora, capisco tutto, ma come si fa a non accorgersi di un tale errore?

All’inizio essendo nuovo ero molto spaesato e molte cose mi erano sfuggite, però poi, prima del mio esonero dal ruolo di D.S dello Spezia, avevo capito di stare sbagliando. Purtroppo mi sono accorto che era troppo tardi.

Per colpa tua ora lo Spezia non solo ha dovuto riformare la squadra, ma è anche retrocessa. Non ti senti un po’ in colpa?

Sì, mi sento veramente in colpa per aver lasciato questa bella squadra in quella situazione. Tengo a dire ai ragazzi che mi dispiace molto e mi scuso con loro. Colgo l’occasione per salutarli tutti, soprattutto il nuovo capitano Gabriele Di Leo, e gli auguro una grandissima stagione piena di soddisfazioni. Auguro alla squadra di raggiungere tutti gli obiettivi al più presto che, sotto la guida del Presidente Coghi, si possono raggiungere facilmente.

Si conclude così la prima parte dell’intervista a Michele Minopoli. In attesa della seconda parte, firmata dal direttore Diego Spezzacatena, voglio personalmente aggiungere come questa intervista sia stata utile per capire come certi ruoli importanti, non vengano presi sul serio da certi soggetti. Bisognerebbe avere più senso di responsabilità e autocritica verso se stessi, senza usare parole generiche. La squalifica ormai è passata, si spera solamente che questi provvedimenti servano per il futuro e per imparare la lezione. Per fortuna sono arrivate almeno le scuse.

Andrea Ingrassia

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