Spezia, si pagano ancora gli errori delle gestioni precedenti, non solo Minopoli

Gli errori e le irregolarità commesse dalla dirigenza nella S3 ricadono ancora sull’inizio S4 e su giocatori che non hanno mai avuto a che fare con quella gestione

Sicuramente questo è il primo pezzo “tosto” della nostra redazione, una sorta di “inchiesta” o meglio un racconto, dall’interno, per fare il punto della situazione in casa Spezia. Perché fare il punto sul Nurvast? Perché, come molti ricorderanno, la società ligure ha avuto numerosi problemi  a partire dall’estate 2018, a cavallo fra la Stagione 2 e la Stagione 3, e poi per tutta la terza annata di Progetto Gaming FM, che hanno portato ad un’inevitabile retrocessione. Ma non solo, quelle malsane gestioni, una in particolare, hanno creato indirettamente problemi anche alla nuova società in vista della Stagione 4 e a molti giocatori che sono arrivati dopo. Per spiegare meglio il tutto sarà necessario ripercorre, velocemente, la storia dello Spezia.

Facciamo un passo indietro all’estate 2018.  E’ il 13 giugno. Sul gruppo della squadra parte un sondaggio per decidere il destino dell’allenatore Antonio Accardo, gestore unico della squadra nella Stagione 2 e artefice, insieme ai giocatori, della sofferta salvezza. Accardo è pronto ad iniziare anche la Stagione 3, ma a seguito del sondaggio decide di dimettersi. Il problema? Il nuovo campionato comincia quattro giorni dopo!

Il 14 giugno l’amministrazione annuncia l’arrivo in bianconero di Pasquale Canario come nuovo allenatore e di Michele Minopoli come Direttore Sportivo, sino a quel momento figura assente allo Spezia.

Il 21 luglio arrivano i primi problemi. L’amministrazione fa partire un sondaggio all’interno dello spogliatoio per decidere il futuro di Canario, spesso assente durante le partite. Il Mister viene trattenuto dai suoi.
Arriviamo al 24 luglio, quando arriva il primo problema serio. Lo Spezia riceve una multa di 600.000 € per aver presentato in ritardo la documentazione utile per il Fair Play Finanziario.
Passa un mese e ritorna il sondaggio sul destino di Canario in bianconero. Anche questa volta i giocatori decidono di trattenere il loro tecnico. Nel frattempo parte il mercato di riparazione, con l’arrivo di molti nuovi giocatori, tra i quali un certo Denis Coghi.
Il vero terremoto, però, è dietro l’angolo. La prima scossa arriva il 13 settembre, quando Pasquale Canario decide di dimettersi evitando l’ennesimo sondaggio all’intero dello spogliatoio. Nella stessa giornata viene annunciato Gabriele Cocco come nuovo tecnico.

La vera bomba scoppia tre giorni dopo. E’ la sera del 16 settembre, siamo oramai a metà della Stagione 3, con lo Spezia pienamente invischiato nella lotta per non retrocedere. Nel gruppo Facebook principale appare un annuncio dell’amministrazione. Lo Spezia ha una nuova proprietà, Antonio Vitolo e Carlo Maiorano. Contestualmente la nuova presidenza decide di sollevare Michele Minopoli dal ruolo di Direttore Sportivo. Il nuovo DS ad Interim sarà Alessandro Pironti.
Il post scatena nel giro di pochissimi secondi più di due decine di commenti, senza contare i commenti ai commenti. La stragrande maggioranza degli autori si schiera pienamente dalla parte del DS, che appartengano allo spogliatoio spezzino o meno. Agli occhi di tutti, infatti, Minopoli ha fatto un ottimo lavoro, mettendo in piedi una squadra quasi da zero dopo la gestione Accardo, in poco tempo e con il bilancio in rosso.
Solo qualcuno nota una particolarità strana, Pironti DS. Perché un amministratore del gioco dovrebbe diventare DS ad Interim di una squadra? Forse qualcosa che non va c’è. Subito, per stemperare gli animi sulla polemica che ne sta nascendo, viene spiegato nei commenti che lo Spezia ha una rosa di 29 giocatori, contro il limite massimo di 22, con 5 prestiti contro la regola dei 3. Il problema quindi c’era, e come se non bastasse, stando alle nostre fonti, molti dei giocatori non avevano mai nemmeno ricevuto ufficialmente il contratto e non erano nemmeno state passate le copie dei giocatori a Filippo Ballarin. Stando alle nostre informazioni, su 29 giocatori di proprietà dello Spezia solo 10 erano da considerarsi attivi, di cui 4 in prestito. Il tutto avendo un bilancio ancora sanguinante, con il budget dei bonus sperperato tra inattivi e prestiti onerosi.
Va precisato un fatto, molto importante, Maiorano e Vitolo non arrivarono allo Spezia per la gestione Minopoli, avevano semplicemente intenzione di comprare una squadra di Serie A e lo Spezia era la più appetibile, sia per il basso costo, sia per la possibilità di ripartire da zero sfruttando la regola degli attivi che vanno a sostituire gli inattivi. Dunque non fu un acquisto forzato o spinto dall’amministrazione del gioco, come qualche maligno potrebbe pensare, per far fuori Minopoli. Ovviamente i due, venuti a conoscenza insieme agli amministratori del progetto della grave situazione presente , decisero di rimuovere il DS.

Il giorno dopo, per illustrare meglio la situazione, viene pubblicato un articolo dello stesso Alessandro Pironti sul portale di Progetto Gaming, in cui viene spiegata nel dettaglio la situazione e viene anche mostrato il comportamento poco maturo e responsabile del DS Minopoli, che continuava a non ritenersi responsabile di nulla o comunque autore di un problema minore. Anzi, riteneva una scorrettezza l’aver ricevuto l’annuncio del licenziamento direttamente sul gruppo Facebook principale, dimenticando, però, di non aver risposto alle chiamate dell’amministrazione in privato.

Infine, il 18 settembre, sfruttando la regola che consente di sostituire gli inattivi con dei nuovi attivi liberi, lo Spezia viene rimpolpato di nuovi giocatori. Questo non basta, però, ad evitare la retrocessione.
Infine, l’11 dicembre arriva l’annuncio dell’acquisto da parte del giocatore Denis Coghi della squadra, che vedrà come sua affiliata il Verona, entrambe sotto la stessa presidenza e con Salvo Crescimone a fare da DS.

Dobbiamo dire, ad onor del vero, che dopo le nostre analisi e ricerche, è stato evidente come anche la gestione, seppur breve, di Maiorano e Vitolo non è stata spettacolare. In primis non si è mai provveduto ad introdurre un nuovo DS, dopo il lavoro svolto in via preliminare da Pironti, inoltre ai nuovi giocatori, arrivati con la regola dell’inattivo per l’attivo o con il calciomercato, non fu mai fatto siglare un contratto, ne furono pattuiti stipendi e bonus, né ai nuovi né ai vecchi presi da Minopoli, dei quali la stragrande maggioranza non ha mai ricevuto un vero contratto con ingaggio e parametri bonus.

E qui sta il punto. La nuova società, in vista della Stagione 4, ha avuto prima problemi a recuperare il bilancio reale della squadra, per capire come muoversi sul mercato, ma soprattutto, insieme ai giocatori, si è vista fortemente penalizzata dalla situazione dei contratti assenti. Infatti, della rosa dello Spezia che ha terminato la Stagione 3, solo di 7 giocatori sono stati recuperati i contratti, dei quali solo 2 rimasti in rosa. Sicuramente avevano un contratto ufficiale Nasi, Avogaro, Cifariello, Sverze e Trivisani, inoltre sono stati recuperati quelli di Marino e Di Leo, anche se quest’ultimo è risultato incompleto (manca la parte dei bonus). Infine, tutti gli altri hanno ricevuto uno stipendio simbolico di 90.000 €, di gran lunga inferiore a quello che probabilmente avevano o avrebbero pattuito, e non avendo mai messo nero su bianco le clausole dei bonus, l’amministrazione si è vista costretta a calcolare di tutti in quale parametro si sarebbero collocati, basso – medio – alto, per poi ridurre del 50% l’importo, per evitare elargizioni eccessive. Questo è andato a penalizzare sia la proprietà, che sta facendo di tutto per sistemare le cose (campagna acquisti oculata, chiarezza e trasparenza sui contratti, l’aspetto comunicativo e dell’attività) ma anche giocatori che, arrivati a fine Stagione 3 e catapultati in bianconero quasi per caso, si sono visti senza contratto, senza ingaggio e senza bonus, o comunque con delle cifre quasi “simboliche” attribuitegli.
Insomma, problemi nati alla fine della Stagione 2 vanno a ricadere ancora sulla Stagione 4, almeno all’inizio, e saranno definitivamente superati solo grazie ad un grande lavoro del duo Coghi – Crescimone e dell’amministrazione del progetto.

Diego Spezzacatena

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