Bicocchi: uno, nessuno e centomila… L’intervista a Fabio Bicocchi

Salve a tutti i nostri lettori e un saluto speciale a Fabio Bicocchi. La ringraziamo per averci concesso questa intervista. Si presenti e ci parli dei suoi ruoli all’interno del Progetto, e se vuole, cosa fa nella vita reale

Fabio: Ciao Angela, anzi Lady Angela, e grazie per l’invito. Basterebbe ripercorrere un attimo la mia vita reale per capire che il casino che BicoccU fa nel gioco… è coerente col BicoccHI reale! Nato e vissuto a Ravenna, diplomato come geometra, laureato in ingegneria elettronica, trasferito a Como per la Governo (fidanzata n.d.r.) e lavoro a Milano… arbitro di calcio, tifoso dell’Inter, attore teatrale (per troppo poco tempo), amante dei giochi da tavolo… devo continuare? Ecco come nasce il personaggio BicoccU super poliedrico: giocatore del PG, presidente del Pordenone, DS uscente del Bologna ed entrante del Milan, marketing manager del Bologna e del Vicenza, ambasciatore del consolato sardo… spero di non essermi dimenticato altro

È un persona super impegnata allora, sia nella vita che nel progetto. Partiamo dal principio. Come ha conosciuto il progetto?

Fabio: A Modena Play 2017 sono stato attirato dallo stand progetto gaming – Fublet, da buon amante dei giochi da tavolo e del calcio, il board game del Fublet di Paolo Bianchi e Bruno Carfì mi ha da subito appassionato… poi ho visto i bei capelli di Pironti… e mi sono innamorato del progetto

Quindi è rimasto colpito più dalla bella chioma di Pironti, piuttosto che dal progetto… Ci parli un pò del suo esordio. Con quale squadra ha debuttato?

Fabio: Pironti è una persona fantastica, basterebbe in effetti anche solo la sua presenza per spostare gli equilibri… Comunque, da buon ingegnere rompiscatole quale sono, prima di accettare il progetto volevo ben capire che nesso ci fosse tra il Fublet e il gruppo…. siamo persone difficili, noi ingegneri. Alla fine ci siamo arresi un po’ tutti nel dare e ricevere spiegazioni e mi sono iscritto. Per il mio impatto mediatico fin dalle prime ore, il buon Luca Franceschi venne più volte a cercarmi allo stand… e fu proprio lui ad accaparrarsi il mio cartellino, per il Bologna. Lui e tutta Torino (Conte, Sedda, Deidda e Pauletto) mi fecero la corte e mi innamorai dei granata. Da qui nasce la mia storia del gioco di ruolo.

È stato preso dal Toro in prestito la scorsa stagione. Qual è stato l’impatto appena arrivato in squadra?

Fabio: Arrivare al Torino è stato tanto bello quanto “scontato”, nel senso che l’ho vissuta come una di quelle cose che prima o poi sai che devono succedere… anche se per poco. Caroselli, launeddas che suonavano tipo vuvusela, pecore che belavano in ogni strada e tavolate bandite di porcheddu e pane carasau (se ho scritto male qualche termine, chiedo scusa, sto ancora studiando). Ruolando ON GAME ho sempre dato contro ai ds del bologna per l’alta valutazione che facevano di me, ma, ripeto, OFF GAME li adoro tutti (Bicoccu sa solo dare amore alla gente). Poi c’è stata la convocazione nel Senegal, di cui comprai la nazionalità proprio perchè sapevo allenava il mio adorato Luca Franceschi… e da lì il Bicoccu attaccante granata iniziò a far prestazioni obbrobriose, perdendo la forma fisica e trovando molte panchine, quando invece prima aveva trovato continuità e qualche goal. La panchina è stato comunque un modo per far più chiacchiere con lady granata ed aumentare la complicità

Come tutti sappiamo, e come ha scritto lei stesso, è nato questo amore granata, ma purtroppo finita la stagione, ha dovuto lasciare la squadra. Come ha vissuto l’addio al Toro?

Fabio: Lasciare i granata è stata difficile, ma le amicizie nate lì continuano a prescindere dalla squadra in cui si sta: Angela, Agostino, Vanali, Sedda, Deidda, Figoni, Conte etc… ringrazio per questo prestito che me li ha fatti conoscere

Ora invece è stato ingaggiato dal Pg. Quali sono i suoi obiettivi nella nuova squadra? E come si trova all’interno del gruppo?

Fabio: Mi piace dar nomi differenti alle cose, come “prezzemolo” al Bologna… rinominai il Pg in PsG , appunto perché al buon emiro Pironti bastò un rene per comprarmi (sua cit). Essere corteggiati dalla squadra di uno degli admin è fantastico, specialmente se è quello con i capelli più belli del gruppo. Non ho preteso niente, è già tutto bello così: certo, sapere di esser titolare come cosa non dispiace! Qui ritrovo Bulbasaur, Fagone, la favolosa Marika (anzi, è lei che ha raggiunto me!), il dottor avvocato Fusco, Stefano Dimartino (o Martino Di Stefano, prima o poi inizierò a fargli venire dubbi!) e…. il cucciolosissimo Pasquale Canario. Con tutto il resto del gruppo avrò modo di consolidare amicizia e discorsi, per ora li conosco “per fama”, dato che ognuno di noi qui è iperattivo!

Lei è molto attivo nel progetto, anzi secondo me uno dei più attivi. Oltre a questo è anche coinvolgente e sa farsi stimare e voler bene. Come reputi questa cosa? E soprattutto perchè è così amato del gruppo?

 Fabio: Son qui per divertirmi, che per me vuol dir “esser sinceri”. Se fossi falso e forzassi questo mio atteggiamento, mi annoierei e smetterei di partecipare. Qui come nella realtà, mi piace non aver problemi con nessuno: se trovo poi riscontro dall’altra parte, anche esser amico con le persone! Spesso mi capita di dar subito confidenza, dimenticandomi che non tutti hanno il mio carattere: se il mio atteggiamento sta sulle scatole basta dirmelo e lo accetto col sorriso. Come successe i primi tempi col maestro Campagna che mi bloccò per un meme, a cui chiedo ancora scusa (ora che mi ha sbloccato “credo/spero” di non esser nel suo death note). Anche se è un gioco, metto sempre impegno in tutto ciò che faccio: ricordo, per esempio, le vacanze natalizie nascosto col pc a far mercato per il Milan, cercando di sfuggire agli insulti dei familiari in casa.

Lei è una persona sempre disponibile e si vede, infatti. Ha deciso di ricoprire il ruolo di Mm sia nel Bologna (la sua prima squadra oltretutto), sia nel Vicenza. Lo ha fatto solo per una questione lavorativa, o c’è qualcos’altro che l’ha spinta?

Fabio: Bologna è stata la mia prima squadra da giocatore, l’ho poi cullata da DS … e ci torno da mm: certe storie di amore non finiscono mai! Rimanere in mezzo ai ragazzi sarà un piacere prima di tutto per il supporto e coinvolgimento che creo, anche a livello di attività. In secondo luogo aiuterò il nuovo DS che sto formando personalmente ad ambientarsi e crescere nel ruolo, come fece il buon irlandese con me.  Con il Vicenza il discorso è simile, sono lì più per amicizia che capacità tecnico/grafiche: a entrambe ho palesato i miei limiti e incompetenza con photoshop e simili, ma mi vogliono così bene che ci passano anche sopra! (poi magari è un format che piace realmente). Peccato solo che da quest’anno i soldi del mm non si possano usare per potenziare il calciatore

Un altro importante ruolo che svolge è appunto il ds. Da questa stagione è ds del Milan, e la cosa sta andando benissimo. Come è il ruolo da ds? E qual è il segreto per riuscirci alla grande?

Fabio: Metto passione in tutto quello che faccio, specialmente, se ci sta dietro della matematica o investimento: da buon ingegnere e giocatore di board games, quale sono. Prime esperienze all’Avellino (Angela, ero il tuo ds!) e al Pg per aiutare Pironti a tener vivo l’ambiente. Fu lui stesso a suggerirmi di andare al Bologna a farmi le ossa, dove c’era una situazione disastrosa che ha penalizzato anche i giocatori, ma non voglio scendere nei dettagli. Essere affiancati da persone competenti… ED AMICI, come Franceschi, Conte, Sedda e Deidda può solo farti amare ciò che fai (peccato poi, non averli potuti raggiungere nel medesimo ruolo al Torino). Da una sfida all’altra, ecco che approdo al Milan come ennesima sfida personale per cercare di dar tranquillità all’ambiente e unirmi agli amici Zirattu, Lopresto, Massessi etc… Piano piano sto conoscendo anche il resto del gruppo, come il buon Giuseppe Roberti con cui ho legato particolarmente (non sto a scrivere tutti i nomi, sapete che voglio bene a tutti!). “Non sarò il migliore, ma ho avuto il coraggio di buttarmici”, mi dico sempre: sostituire uno dei migliori DS come Lopresto non è mai facile, ma sono qui con grinta, voglia e determinazione. Spero di aver dato al gruppo la miglior squadra che le situazioni permetteva: comunque andrà, ho la coscienza pulita di averci messo tutto me stesso, ed eventualmente ne pagherò le conseguenze mettendoci la faccia.

Oltre a buttarsi nel ruolo di ds, si è buttato anche in quello di presidente. Infatti lei è presidente del Pordenone. Ci racconti brevemente come è nata questa idea e la scelta dei suoi soci

Fabio: Il Pordenone lo conoscevo da anni, grazie al loro coro ignorante “rutti e scoregge, noi siam di Pordenon”. Poi mi innamorai definitivamente di loro quando arrivarono agli ottavi di coppa Italia a San Siro e la loro pagina fb iniziò a far meme assurdi, da cui si poteva solo imparare. Ci tengo comunque a precisare (come in una canzone che scrissi per loro) che “noi ci siamo sempre stati, anche prima del Meazza”: è facile salire sul treno dei vincitori, noi li abbiam sempre tifati. Da qui ho subito colto la palla al balzo appena c’è stata l’opportunità di comprare una squadra umanizzabile: un’occasione per finanziare il progetto, come offrire qualche birra a Fil e vivere il gruppo assieme agli amici…anche reali! La cordata presidenziale composta dall’amicissimo Luca Amadori che io ho portato nel progetto allo stand a Modena Play, il neo melodico Salvatore Faber Diana che ci dà testimonianza dell’esistenza di via Brombeis e Luca Bisceglie uno dei migliori amici baresi, assieme a Paparella che non siam riusciti ad inglobare nel progetto pordenonese. I bonus attività presi dalla squadra rendono da subito onore al nostro lavoro, per quanto, spesso, criticato per spam e esultanze “maleducate” ritenute fuori luogo: noi presidenti esperti, con l’aiuto di Marika che abbiam voluto fortemente come addetta stampa, stiamo insegnando a tutti come vivere al meglio il progetto, tenendo le cose che agli altri non piacciono, solo per noi. Per l’impegno da subito dimostrato, faccio i complimenti ai neo iscritti: capitan Caputo, portierone Mike Luciano, Michael “lagerman” (che rivedrete al mio fianco sotto altre vesti) e la governo Lucia, amica real mia e di Amadori.                                            

Siamo arrivati alla fine di questa bella e simpatica intervista. La ringraziamo per la disponibilità. Le auguriamo un grosso in bocca al lupo per tutto.

Fabio: Ringrazio per la pazienza nell’avermi intervistato: lady Angela, l’unica che abbia avuto il coraggio di farlo

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