Premessa: l’intervista è stata conclusa circa 10 giorni fa, nel mentre sono successe diverse trattative, e altri avvenimenti all’interno del mondo Juve.

Dopo tanto tempo, poco dopo il post Progettopoli per la precisione, La redazione di Progetto X ha l’onore di intervistare i dirigenti della Juventus, Alessandro Gallorini e Alessandro D’Anteo. Intanto complimenti per la vittoria dello scudetto. Quanto era prevista e sperata questa impresa?

D’Anteo (DA da ora in poi): Ciao e grazie! Poco dopo il mio arrivo sulla panchina della Juventus fu nominato Gallorini come DS in sostituzione di Franceschi. In uno dei primi scambi di messaggi mi chiese una previsione sulla posizione finale in campionato in modo da vedere quanto avremmo potuto prendere di bonus; in tutta onestà gli dissi che l’obiettivo era il 2° / 3° posto e non era un discorso di scaramanzia ma l’attenta considerazione della situazione visto che la Juventus era stata privata di giocatori del calibro di Pizzo, Cecchetti e Dellisanti, Navoni e Norfini avrebbero giocato più poche partite per passare al Milan, mettiamoci in più il cambio di allenatore con quindi tutte le tattiche da dover assimilare nel gioco e il numero elevato di giocatori nuovi in squadra nel mercato di gennaio.

Ovviamente la speranza c’era e c’ho sempre sperato che arrivasse questo titolo sia per una cosa personale (visto che mi portavo sempre dietro la mancata impresa della prima stagione con la Lazio), che per i ragazzi della squadra investiti da un ciclone per una cosa di cui loro erano all’oscuro e per niente colpevoli; forse più per la seconda visto che quando mi sono proposto come allenatore della Juventus non ho minimamente pensato ad una cosa personale, ma mi sono messo nei panni dei ragazzi che nel giro di poco tempo hanno visto la loro squadra penalizzata, il DS bannato e il mister andarsene per passare ad una diretta rivale.

Gallorini (GA da ora in poi): Ciao e grazie per i complimenti. Se dicessi che al mio arrivo già prevedevo di vincere lo scudetto, mentirei. Ricordo che chiesi al mister una sua previsione, in modo da potermi muovere meglio sul mercato, e lui in tutta onestà mi disse che probabilmente il nostro obbiettivo era il terzo posto, forse il secondo. Poi ovviamente la speranza ci è sempre stata e mano a mano che vedevamo che nonostante tutto, partita dopo partita, eravamo sempre lassù ci siamo resi conto che forse avevamo sbagliato le previsioni.

Invece la squadra ha tenuto botta, e giocatori apparentemente meno importanti si sono rivelati fondamentali (penso a un Di Caccamo, per esempio) per questa scalata alla vittoria dello scudetto. Concordate?

DA: Era un altro dei motivi per il quale non ero ottimista. Avevamo 4 giocatori creati durante la stagione quindi con una CA più bassa rispetto a chi era già nel progetto; eppure tutti loro si sono rivelati fondamentali e hanno reso molto di più di quanto mi aspettassi.

GA: Questa è stata la nostra forza: la Juve non è una squadra composta da 11 titolari e 7 riserve. La Juve è un gruppo omogeneo, dove ogni giocatore da il suo contributo. Non ci sono titolari e riserve e questo porta anche i giocatori “creati da poco” a migliorarsi. E tutto questo è merito esclusivamente del mister.

Evidentemente avevano, nonostante la CA di 110, le skill giuste al posto giusto e questo ha permesso i loro avatar di poter dare un contributo importante a questa semi impresa! D’altronde, un 110 di CA non per forza è più “scarso” di uno con 130 di CA.

DA: Certo certo! Diciamo che, di solito, i giocatori nuovi hanno mentali più scarse, che a volte li fanno rendere meno.

GA: Concordo in pieno, anche perché la CA dipende da moltissimi fattori, per esempio se un giocatore fa due ruoli sale la CA, ma se questo ha le skill giuste per il ruolo e il tipo di gioco di squadra allora “siamo a cavallo”.

Nonostante abbiate dimostrato che per voi il collettivo viene prima di tutto, mi fate due nomi che secondo voi hanno influito a questa vittoria quasi sorprendente? Paudice non vale, troppo scontato! (rido, ndr)

DA: L’hai detto tu: è stata una vittoria del collettivo e tutti hanno influito in egual misura. Vero che Carlo è stato il nostro bomber, ma vorrei ricordare i miracoli di Rizzo contro il Milan, il goal di Colaleo contro il PG, gli assist di Arnone, i passaggi di Agosta, i rigori parati da Carrano, i recuperi di Bonaldi, le punizioni di Kasemi… onestamente non riesco a fare due nomi perché davvero credo che ognuno abbia messo un tassello importante nel puzzle che ha portato alla vittoria!

GA: Sinceramente non è facile trovare due nomi che hanno influito più degli altri: ogni singolo giocatore ha dato il suo contributo per la vittoria finale. In ogni partita c’è stato un protagonista diverso in campo, segno di quanto il mister abbia trovato il modo ad ognuno di rendere al massimo. Proprio per questo mi viene da dire che alla fine è stato lo stesso mister a fare la differenza. Non è una frase di circostanza, credetemi. Ci saranno anche mister più “preparati” o più in voga, ma D’Anteo è il miglior mister che ci possa essere, almeno per questa squadra. Non credo che con un’altra persona al comando avremmo ottenuto i soliti risultati.

Oltre al campo però bisogna tener conto del peso specifico che hanno avuto certi utenti all’interno dello spogliatoio: tra tutti mi vengono da citare Agosta, Arnone, Bonaldi, Carrano, Di Caccamo e Paudice. Non me ne vogliano gli altri, ma è anche grazie a loro se il gruppo non si è sfaldato completamente. Hanno capito ogni singola scelta che abbiamo dovuto prendere io e D’Anteo, hanno preso per mano tutti gli altri componenti dello spogliatoio e hanno gettato una solida base per far rinascere un bel gruppo. Non a caso sono anche tra gli utenti più attivi, non solo su Facebook, ma anche sul gruppo di Whatsapp. Probabilmente proprio quel gruppo, che è stato croce e delizia delle passate gestioni, è stato il nostro punto di forza fuori dal campo.

Il vostro modo di essere “politicamente corretti” fa capire come tutti remassero per un obiettivo comune. Ma sicuramente qualche momento di leggera flessione nella serenità dello spogliatoio, almeno a livello di singoli c’è stata, o per lo meno si è percepita, specie nel momento in cui siete usciti dalla Champions League ed è uscito dagli spogliatoi un caso interno sul modo di gestire i giocatori. Non mi interessa parlare di un caso specifico, che è stato dibattuto già abbastanza, ma quello che vi chiedo è: quali sono state le emozioni, le paure in quella parte fondamentale del campionato, che avrebbe potuto farvi addirittura perdere la vetta visto che, nonostante abbiate messo le mani in avanti, il sogno era quello di vincere questo campionato?

DA: Per quanto mi riguarda è stato un momento non facile: due sconfitte in campionato e l’uscita dalla Coppa. Per un breve momento ho messo anche io in discussione il mio modo di gestire la rotazione dei giocatori, poi però mi sono detto che sarei andato avanti per la mia strada perché non volevo vincere snaturandomi e se dovevo perdere, volevo farlo con la mia testa prendendomi le mie responsabilità.

GA: È stato un momentaccio da ogni punto di vista: è capitato in un periodo nel quale non potevo essere presente h.24 nel gruppo per via del lavoro e temevo più che di perdere il campionato di perdere la fiducia dei ragazzi. Mi scocciava da morire essere arrivati fino al quel punto, averci sperato e essermi sbilanciato con i ragazzi, per poi veder sfumare tutto in poche partite. Poi io di mio sono una persona supercompetitiva (purtroppo) e sto male anche quando perdo a pari o dispari. Per fortuna tutto è rientrato e alla fine ce l’abbiamo fatta.

In queste due dichiarazioni appaiono due caratteristiche lampanti: lo spirito del progetto di lasciar giocare i più attivi, a costo dei risultati perché meritano tutti se sono tutti attivi, a scapito pure del risultato, e l’ambizione da juventino di voler vincere. È corretta questa mia interpretazione?

DA: Io sono interista, quindi l’ambizione da juventino non mi appartiene (ride ndr). Non per questo però mi piace perdere, anzi sono uno molto competitivo che si tratti di un videogioco piuttosto che di una partita a carte o un gioco da tavolo; però mi piace vincere con il mio stile, con le mie idee. Nella seconda stagione ero nell’Inter e, nonostante fossi molto attivo, nella prima metà stagione mi fecero giocare solo 3 partite; so cosa vuol dire essere attivi e stare in panchina e, visto che non l’ho trovato giusto nei miei confronti, non voglio che succeda anche ai miei giocatori. Il progetto si basa sull’attività dei ragazzi e bisognerebbe capire che non si può lasciare in panchina uno solo perché è scarso o gioca male, non è colpa sua, lui può solo essere attivo nel progetto, di più non può fare. Alcuni sono convinti che facendo molto turnover ne risenta la squadra perché i giocatori non si abituano a giocare tra loro… credo di aver dimostrato il contrario.

GA: Si, è proprio così. Noi vogliamo vincere sempre, ma nel modo che più ci piace a noi, facendo giocare tutti. Vogliamo distaccarci nettamente dalla passata gestione, vogliamo dimostrare che è possibile far divertire tutti e vincere. Poi, nel caso in cui non vincessimo, allora sproneremo i ragazzi ad essere più attivi per “racimolare” qualche spicciolo in più e potenziarsi di conseguenza di più.

Signor D’Anteo, so benissimo che lei è juvent…ehm… interista sfegatato nel fuffa. Infatti la mia allusione di juventinità era riferita al suo compagno DS. Con ciò condivido al 1000% la sua filosofia e le faccio i complimenti per aver vinto, premiando l’attività del gruppo e non cercando di far giocare inattivi o poco attivi ma con schede più forti di altre, visto che purtroppo spesso e volentieri chi è forte nelle skill, non lo è altrettanto nell’attività all’interno della community (al momento). L’immagine che ha ora la Juventus penso sia pulita, a differenza del periodo pre Progettopoli.

DA: Sfegatato è una parola grossa, basti pensare che quest’anno ho visto 2 partite dell’Inter e la stagione scorsa forse 5. Comunque grazie per i complimenti e spero che un po’ tutti, prima o poi, capiscano che l’attività viene prima delle skill.

Detto ciò una nuova stagione sta per iniziare e la Juventus viene colpita da un ulteriore ban di un giocatore spesso discusso e controverso. Cosa è successo?

DA: Diciamo che gli admin sono sempre stati molto caritatevoli con Colaleo nelle sue battaglie personali e dopo un post nel gruppo Juventus hanno preso questa decisione.

GA: Il punto è che non è successo nulla di particolare ma probabilmente il ban è stata l’unica via percorribile. Giovanni (Colaleo ndr.) ha sempre avuto degli atteggiamenti nei confronti degli altri utenti un po’ sopra le righe. Nessuna offesa, ma sospetti, litigate inutili e via discorrendo. Gli admin sono stati fin troppi gentili a non prendere decisioni prima. Tutte queste situazioni si sono accumulate e dopo svariati rimproveri sia da parte nostra che da parte degli admin, eravamo giunti alla conclusione che la cessione era la soluzione migliore per tutti.

Il problema sono state le sue condizioni che ci ha dettato, altrimenti sarebbe rimasto da noi a prescindere dai diversi punti di vista.
Ha fatto un post sul gruppo privato dove cercando di scusarsi per tutte le “malefatte” ha in realtà lanciato accuse più o meno velate nei confronti di tutti, admin e dirigenti Juve compresi, continuando a non capire che era ciò che gli veniva rimproverato, ovvero di non continuare a sostenere arrogantemente di avere ragione a prescindere da ciò che gli contestavamo.

Gli admin quindi hanno deciso per il ban, scusandosi anche di non essere intervenuti prima, magari con multe o altri tipi di sanzioni, visto che oltre ad alcuni avvertimenti verbali, non aveva mai ricevuto (sembra strano ma è così) alcun tipo di sanzione.
Alla fine di tutto mi dispiace, sia perché ogni ban è una sconfitta sia perché credo che oltre la sua cecità di fronte a discorso abbastanza semplici, ci sia un bravo ragazzo. Ma le regole sono precise e uguali per tutti, chi non le rispetta merita di uscire più o meno elegantemente dal progetto.

Un potenziale tesoretto che si è purtroppo per voi è svanito, causa ban. Nonostante il grosso gap delle multe subite per Progettopoli, avete fatto diversi investimenti pesanti, acquistando due giocatori, ironia della sorte, provenienti della Cavese: Amadori e Bisceglie, oltre ad acquisti “minori”, come Martello e Della Morte. Avete altre trattative in porto in entrata/uscita?

GA: Al momento stiamo facendo qualche valutazione e stiamo osservando come si muove il mercato. La rosa a mio avviso per questa stagione è completa, magari potranno esserci qualche movimento “minore”, ma solo se capitano delle occasioni. Abbiamo già in mente come intervenire la prossima stagione: puntiamo ad avere una rosa ultra competitiva, puntando esclusivamente ad avere giocatori super attivi. Penso che nel giro di una/due stagioni potremmo veramente competere a livello internazionale.

DA: Non so se definirlo potenziale tesoretto visto che stava rifiutando tutte le squadre, ma comunque è sempre una brutta cosa quando c’è un ban. Abbiamo agito bene sul mercato riuscendo poi ad avere abbastanza soldi per permetterci i due acquisti pesanti e altri un po’ meno (e oltre a quelli citati da te devo aggiungere Ceraolo e Lucatelli) ma non per questo meno importanti. Al momento la rosa è completa e preferiamo tenere i soldi che ci arriveranno dai bonus per sistemare i contratti di chi se lo è abbassato per aiutare la squadra dopo progettopoli, ma che nonostante tutto è rimasto attivo e ci ha dato una grande mano.
(Le altre operazioni sono state nei successivi giorni: Schiattereggia, poi bannato, Perini e Pepe in prestito ndr)

Quali pensate siano gli acquisti più roboanti, meno chiacchierati ma che saranno importanti/fondamentali e potete farmi un commento in generale su questo mercato, anche riguardo ai prezzi che stanno girando?

DA: Per quanto riguarda i prezzi io resto della mia opinione: ogni DS è libero di sparare il prezzo che vuole, se trova qualcuno che gli da quei soldi vuole dire che ha fatto bene a chiedere quella cifra. In questo mercato ho visto molti casi simili, ma con prezzi completamente diversi: basti pensare un Campagna svenduto a 1.5M, mente un Tomasetti acquistato alla modica cifra di 2.65M; molti fanno il prezzo sulle skill o sul rendimento in campo, io preferisco valutare l’attività (poi ovvio che un giocatore mi possa dire che sarà attivissimo, poi sparisce… capita, rischi del mestiere). Vedo comunque un buon mercato con molte squadre che hanno agito bene rafforzandosi.

L’acquisto meno chiacchierato, ma che risulterà fondamentale? C’è pure bisogno di chiederlo? Quello di D’Anteo alla Roma… se poi sarà fondamentale per i giallorossi o per gli avversari non si può sapere. E un altro acquisto che nessuno ha considerato è quello di Gallo alla Lucchese; io l’ho avuto al PG e oltre ad essere un bravo ragazzo, è veramente forte, peccato che ha trovato uno scarsone come mister.

GA: Il prezzo di un giocatore è una cosa un po’ particolare. Senza dubbio sono alti, altissimi soprattutto se pensiamo alle prime cifre dei primi movimenti di mercato.
Però come dicevo ci sono mille fattori e secondo me non c’è un prezzo che va bene per tutte le squadre. Faccio un esempio: se avessi bisogno di un giocatore x, con determinati valori alti, sarei disposto ad offrire più di quanto è il suo valore, pur di essere sicuro di portarmelo a casa, visto che ho bisogno di quel giocatore.
Caso diverso invece se per un ruolo penso che un giocatore vale l’altro: in questo caso farei sicuramente un’offerta più bassa rispetto all’esempio di prima.

Poi bisogna tenere conto dell’attività, di quanto può coinvolgere i nuovi compagni (sia in positivo ma anche in negativo), del budget a disposizione, del contratto che vogliano offrirgli e tante altre variabili. L’unica cosa che non comprendo sono i rilanci sulle offerte: se io offro un milione, non ha senso che un’altra squadra rilanci di 50 o 100k. Sarebbe più logico rilanciare sul contratto offerto. Sull’acquisto meno roboante non saprei: ce ne sono stati tanti poco chiacchierati, ma nessuno mi ha sorpreso troppo, viste anche le cifre per l’appunto. Azzarderei Pascutti, che abbiamo ceduto proprio noi al Benevento.

Beh non credo che Deidda sia più bravo di lei, Mr. D’Anteo, anzi! Per quanto riguarda la questione rilanci concordo. Ma chi vuole vendere cerca anche di monetizzare il più possibile, quindi sicuramente un’offerta più cospicua non si rifiuta, anzi. Fatta questa riflessione vi chiedo: chi pensate in questo momento si sia rinforzato di più?

GA: PG e Lazio su tutte.
DA: Purtroppo mi tocca concordare col finto DS.

Che obiettivi vi prefissate per la prossima stagione?

DA: Trovare un DS! (ride, ndr). Non mi piace fare proclami; ovvio che mi piacerebbe essere il primo allenatore a vincere due scudetti consecutivi o il primo a vincere una coppa europea, ma resto dell’idea che voglio divertirmi e far divertire tutti i ragazzi della squadra

GA: Nella mia testa mi ero fissato tre obbiettivi: il primo obbiettivo era di migliorare la rosa, sia dal punto di vista delle skill sia dal punto di vista dell’attività e lo abbiamo già raggiunto; il secondo obbiettivo era di migliorare alcuni ingaggi e appena ci verranno confermati i bonus raggiungeremo ufficialmente anche questo obbiettivo.
L’ultimo obbiettivo riguarda le prestazioni sul campo: se dovessi ragionare solo su una stagione direi che dobbiamo puntare per forza come minimo agli stessi risultati dello scorso anno (scudetto e quarti di champions).

Ragionando però su più stagioni l’obbiettivo minimo per quest’anno è l’entrata in Champions League , passare almeno il girone di coppa e provare ad andare il più lontano possibile in coppa Italia. Non perché io abbia una mentalità da perdente, anzi sono tutto l’opposto, ma questa stagione avremmo molte più rivali dello scorso anno che ci contenderanno lo scudetto e ho il timore di creare false speranze nei ragazzi. Oltretutto un buon piazzamento in campionato ci garantirebbe un’entrata monetaria comunque positiva per fare un ulteriore step verso l’alto. Ovvio che poi proveremo a vincerle tutte!

Ultime domanda di questa lunga intervista: questione monoruolo: le recenti vicissitudini relative a squadre non organizzate per poter affrontare questo impegno. Pensate sia stato troppa drastica questa scelta o hanno sbagliato le squadre ad aver atteso troppo, incasinando anche altre società? (Vedi caso Vicenza).

DA: Penso che la verità sia nel mezzo. Giustamente gli admin hanno deciso di svoltare drasticamente nel monoruolo per evitare troppi conflitti d’interesse e che uno avesse troppi ruoli, ma forse il progetto non era ancora pronto per accogliere questa novità vista la carenza di allenatori (sono quasi precisi per le squadre e basta che uno o due decidano di mollare per impegni personali e si va in difficoltà a trovare i sostituti) e DS (questi soprattutto perché è un ruolo molto noioso, che richiede tempo e pazienza e non tutti sono tagliati per farlo); dall’altra parte c’è da dire che gli admin avevano avvisato per tempo e molti di noi si erano già premuniti di decidere quale ruolo portare avanti e avvisare l’eventuale presidente/DS della volontà di abbandonare il ruolo in modo che questi avesse la possibilità di trovare un sostituto per tempo, purtroppo non tutti lo hanno fatto.

GA: Una scelta drastica andava fatta. Penso che il monoruolo sia necessario per evitare situazioni spiacevoli: purtroppo non tutti siamo onesti e qualcuno ha cercato di approfittarsene di questa “falla”. Onestamente credo che sia le società e sia i singoli utenti abbiano avuto il tempo necessario per fare delle scelte. Casi come quello del Vicenza sono eccezioni, dovute forse allo sbaglio di qualcuno che ha promesso e poi non ha mantenuto.

Il monoruolo però sta evidenziando un problema ben più grande: la mancanza di dirigenti, che siano allenatori o DS: enso che questo problema vada affrontato nell’immediato perché c’è il rischio concreto che tra non molto ci si ritrovi squadre che non hanno allenatori.

Questi problemi infatti hanno portato a diversi casi di “deroghe”: preferite la linea morbida attuata degli admin, o sareste stati più fiscali

DA: Sicuramente gli admin hanno scelto la linea che secondo loro era la meglio per il progetto; io sono molto più “sergente” quando si parla di regole quindi dopo l’ultima partita avrei fatto un check e obbligato a scegliere chiunque ricoprisse più ruoli visto che comunque c’erano stati diversi mesi per poter organizzarsi. Se sia più giusta la mia linea o la loro non si può sapere, credo che tutte e due abbiano dei pro e dei contro che comunque gli admin hanno sicuramente soppesato prima di agire.

GA: Sicuramente gli admin hanno preso una decisione giusta concedendo delle deroghe. Io personalmente sarei per la linea più rigida, però è anche vero che (purtroppo) non tutti prendono troppo sul serio questo progetto (ahimè) e quindi le deroghe erano l’unica strada percorribile.

Grazie mille per la vostra disponibilità ed il vostro tempo!

Maurizio D.