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Entella: quando il Puzzer è al comando.

Ciao Paolo, siamo qui per parlare della tua avventura come DS dell’Entella, squadra militante in Serie B. Se dovessi descrivere con degli aggettivi la tua società, come la riassumeresti?

Buongiorno, non esiste un limite di aggettivi qualificativi che potrei attribuire all’Entella.
Vorrei però descriverla, in modo sintetico per poi approfondire in un secondo momento, in questo modo: Una dirigenza attenta e una squadra motivata costituiscono una realtà “solida” che emergerà nel prossimo futuro.
Mi ritengo soddisfatto del lavoro dei ragazzi, della loro partecipazione, e sono felice che abbiano trovato due presidenti adeguati e abili nei quali credere ciecamente

Siete riusciti a coltivare talenti che, per attività, potrebbero essere titolari anche in alcune big di A. Quali sono i parametri secondo cui scegliete i giocatori da acquistare, in ordine di importanza?

In primo luogo il nostro obiettivo è quello di creare un gruppo coeso e siamo stati davvero fortunati ad avere nelle nostre fila dei calciatori che si sono rivelati essere anche delle bravissime persone. Il talento e i bonus attività sono un riflessivo di un ambiente coeso. All’interno dello spogliatoio abbiamo degli elementi in grado di fare gruppo e di creare una sana rivalità calcistica atta al miglioramento della rosa.
I parametri per l’acquisizione di nuovi calciatori passa sempre dagli osservatori, dal vaglio della dirigenza e da una analisi di mercato.
A malincuore abbiamo dovuto cedere alcuni giocatori, non tanto per un vero bisogno, ma per un surplus del ruolo stesso.
Infatti va notato che in questa sessione di mercato, abbiamo principalmente preferito fare degli scambi. Abbiamo acquistato per rafforzare e dare duttilità tattica, in pratica.
Io credo fermamente che la rosa della scorsa stagione, così come quella di quest’anno, meriterebbe davvero di trovare una collocazione nella lega maggiore. Per me, appunto, essendo che molti dei nostri giocatori potrebbero essere titolari in serie A, dovranno guadagnarsi la promozione e prendersi il posto che spetta loro.
Su questo siamo fiduciosi.

A Settembre avete acquistato l’attaccante Di Gaetano e lo avete ceduto a Dicembre, creando una plusvalenza di 200.000€ sul cartellino. Calcolando che il passaggio a FM19 non da certezze sui moduli da utilizzare, sei d’accordo sul motivo dell’eccesso di attaccanti nel ruolo oppure lo avresti tenuto ancora in rosa per avere, appunto, una maggiore duttilità tattica?

Personalmente avrei preferito tenerlo in rosa, ma la volontà del giocatore di andarsene ha prevalso. La plusvalenza è stata una casualità dettata dal mercato e dalla situazione. Non è nostra politica acquistare giocatori per puntare a rivenderli dopo pochi mesi: ci focalizziamo su progetti a medio/lungo termine. Di Gaetano è un ragazzo in gamba, quando scende in campo gioca per la squadra come fulcro del gioco, per questo è stato difficile lasciarlo partire.
Ovviamente abbiamo rafforzato il nostro reparto di attacco con i nuovi acquisti: due ali molto offensive e un centrocampista di sostanza in grado di accompagnare e sostenere l’azione.

Parliamo invece dell’altro neo-acquisto: Claudio Però. Lo hai avuto come mister al Genoa in cui eravate anche compagni di squadra. Chiavari è la piazza giusta per un allenatore emergente come lui?

Claudio è un allenatore affidabile, non dimentichiamo che ha pure esperienza europea. Quante altre squadre cadette possono vantare, senza nulla togliere a chi le allena, di aver sulla panchina qualcuno con il suo palmares?
E poi Claudio è già qui all’Entella dalla stagione scorsa come collaboratore addetto al marketing, quindi ha già avuto modo di conoscere l’ambiente.
L’Entella è la piazza giusta per lui? Non gli chiediamo dei risultati immediati e siamo certi che con la sua dedizione otterrà consensi e ci sbalordirà con dell’ottimo calcio.

Parliamo un po’ del Progetto invece: come vedi lo sbarco verso FM19? Hai qualche timore nel cambio della piattaforma?

Nessun timore, anzi, sono entusiasta del cambio di piattaforma e non vedo l’ora di vedere come i vari team approcceranno e si adatteranno ai cambiamenti.

Meglio chi crea meme o chi crea racconti in GDR?

Entrambi. Ognuno, a livello espressivo e artistico, deve poter utilizzare la forma comunicativa che sente di padroneggiare meglio, o che vorrebbe coltivare.

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