C’eravamo tanto amati

Buona sera cari lettori e lettrici di Progetto X, siamo qua oggi con Antonio Vinciguerra e Carmine Lupia: prego presentatevi pure per chi non vi conoscesse

Antonio: Buonasera a tutti. Mi presento, Antonio Vinciguerra, 17 anni e attaccante del Fublet.

Carmine: Ciao, sono Carmine e a tempo perso gioco in porta per il Fublet!

La stagione appena conclusa, vi ha visto arrivare secondi, dietro una Cremonese irraggiungibile, come l’avete vissuta da calciatori?

Antonio: Una stagione fantastica. Non avrei mai immaginato di fare una stagione come questa, la prima in questo Progetto e con la maglia del Fublet. Nessun rimpianto, o almeno per me. Abbiamo fatto una grande prova e abbiamo dimostrato a tutti chi siamo. Individualmente penso di aver fatto un ottima stagione. Ora siamo in A e vogliamo rimanerci più tempo possibile, sperando di vincere anche qualcosa.

Carmine: Si poteva fare di più? Non penso, abbiamo dato il massimo e abbiamo meritato tutto. Da calciatore penso sia stata la mia migliore stagione in termini di rendimento e risultati, ovvio rammarico relativamente ai premi individuali di categoria. Ribadisco in questa sede di essere stato scippato del premio di miglior portiere dell’anno. Premio che alla luce di quanto fatto e visto avrei ampiamente meritato.

Senz’altro Carmine ti riteniamo uno dei migliori portieri, quindi al di là del premio, la tua nomea non è di certo diminuita, vi sentite già in grado in questa prima stagione di A, di poter puntare a qualcosa in più della salvezza?

Antonio: La salvezza è il primo passo da compiere, anche al più presto possibile. Poi daremo il 100% per ambire a qualcosa di più. La butto lì: la metà classifica la prendiamo facilmente. Siamo un gruppo unito e se ci mettiamo in testa di fare qualcosa, la facciamo!

Carmine: Ovviamente, la squadra è rodata e il gruppo compatto. L’aver mantenuto l’ossatura della squadra anche nella serie superiore sicuramente potrà farci partire con un vantaggio in più dato che non ci sarà bisogno di assimilare schemi e lavorare sull’affiatamento. Poi con un portiere come me, si punta diretti all’Europa!

In redazione e penso non solo in redazione, ci siamo sempre posti una domanda, si dice Lupìa, Lùpia o come cazzo si dice?

Antonio: Ovviamente non si dice, ma nel dubbio io lo chiamo Lupini, dovete sapere che il livello di amicizia tra noi due è abbastanza alto

Carmine: Giocatevi dei soldi, scommettete e poi vi dico chi vince!

Visto che siamo in argomento, incominciamo una domanda solo per te Antonio, perché Lupia ha preso di mira proprio te?

Antonio: Non lo so, da come sono stato aggiunto al gruppo della squadra, mi ha preso di mira, ma ancora non mi colpisce. Sono più di 3 mesi che tenta di colpirmi. Anche se in realtà meglio non ascoltarla certa gente, soprattutto uno di cui non si conosce nemmeno il cognome. Alla fine lo sappiamo tutti, non lo sa nemmeno lui il suo cognome. Grande Lupiniii. Lui lo sa che lo voglio bene

Invece tu Carmine, ci puoi spiegare da dove deriva il tuo dualismo con Vinciguerra?

Carmine: Perché in una squadra c’è sempre bisogno di qualcuno da bullizzare e lui è il predestinato essendo il più piccolo. Ovviamente poi ero contrario al suo acquisto visto che è uno scaldabagno anche se sarà il nuovo Zlatan!

Antonio, da dove nasceil soprannome Scaldabagno?

Antonio: E sapete tutto… che scassaballe Paolo Bianchi. Scaldabagno per i miei tiri potentissimi, che neanche 10 pippe come Lupini sono capaci di parare.

Carmine da dove nasce il soprannome del Christo Burracho?

Carmine: Il soprannome nasce da una spropositata passione per le serate a base di alcool (Paolo Bianchi ha qualche prova tangibile) e la tendenza alle paperelle dovute ad eccessi di agonismo che in determinati momenti mi hanno fatto guadagnare l’appellativo di “mani bucate”

Antonio come ti trovi in un attacco dove tutti giocano bene o male lo stesso minutaggio (e ti devi contendere il posto con senatori del calibro di Colasante e Maffei)

Antonio: Purtroppo se andassi in un altra squadra ci sarebbe la possibilità di giocare un po’ di più, però va bene così. Come detto prima, il gruppo è unito, quindi in alcuni casi è buono sapere che stiamo tutti sullo stesso piano. Poi diciamocelo chiaramente, come faccio a lasciare una squadra con un mister come Martinelli, che si uccide per noi, un presidente che rischia la sua vita facendoci videochiamate mentre guida per informarci sulle ultime novità, e poi come faccio a lasciare Lùpia, Lupìa, Lupini, come cazzo si dice, da solo senza di me.

Carmine, cosa ne pensi di aver fatto fuori uno come Bruno Carfì?

Carmine: Sono entrato in squadra consapevole di dovermi giocare il posto con Bruno. Sempre grande rispetto per lui ma alla lunga ho guadagnato il posto da inamovibile. Mi è sempre piaciuto paragonarlo a nonno Ballotta.


Vi ringraziamo per la disponibilità e vi auguriamo il meglio per la prossima stagione, come sempre vi lasciamo lo spazio per i saluti finali e se volete aggiungere qualcosa fate pure

Antonio: Grazie. Un saluto a tutti, belli e brutti. Un saluto speciale a mister Martinelli e a Paolo Bianchi, è grazie a loro se sono qui oggi. E auguro un grosso in bocca al lupo al nuovo ds Gabriele Colasante.

Carmine: Ciao belli. Ci vediamo in Champions League. Vorrei solo aggiungere che Vinciguerra se la piange, ma sa meglio di me che Maffei è bollito e il Rapace non c’entra la porta da Marzo ’98. Ergo gli conviene essere determinante per non prendere sculacciate.

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