IlCarro intervista Riccardo Serafini

Riccardo Serafini, membro storico del Progetto, presente dalla Stagione 1, si introduca.
Salve, quasi tutti mi conoscono all’interno del Progetto, ma mi presento lo stesso per quei pochi (fortunati) che non mi conoscono: sono lo storico mister del Cesena, colui che ha inventato la famosissima tattica a “pista di biglie” e non solo, sono anche il bomber del Parma di mister Gallarato.

Parliamo allora di questa fantomatica pista di biglie; nasce per caso? Le ha portato più gioie o più dolori e perché ha deciso di accantonarla?
Sfatiamo un tabù. La pista di biglie nasce come un normalissimo 3-4-3, utilizzato nella Stagione 1 quando ero allenatore del Fublet; lo schierai in un’unica partita, contro la Roma, per sbaglio avanzai l’esterno sinistro alto e con questo nacque la pista di biglie. Dopo quella invenzione Paolo Bianchi mi cacciò giustamente e io da lì non la utilizzai più.

Si ritiene il maggior colpevole di quella retrocessione?
Sì, ero un allenatore molto inesperto, alla mia prima panchina; nonostante tutto, ringrazio Paolo per la fiducia riposta in me durante quelle quattordici partite, sicuramente se fossi stato un pochino più accorto all’epoca sarebbe andata diversamente; probabilmente col Serafini di oggi non sarebbe finita così.

Veniamo ora a tempi più recenti. Cogliendo l’occasione per congratularci per la promozione in Serie A, l’altra faccia della medaglia vede una situazione attività non proprio florida; siete la quartultima della B e partite come ultima nel prossimo campionato di A. Sappiamo che avete presentato ricorsi ma la situazione non dovrebbe variare di molto. Cosa non ha funzionato? Pretese troppo alte nei bonus dei contratti?
In tutta sincerità noi pensavamo di aver assegnato ai nostri giocatori dei bonus raggiungibili, purtroppo molti di questi non sono stati ottenuti per diversi sfortunati motivi; per esempio alcuni giocatori sono risultati meno attivi in questa stagione rispetto alla scorsa, probabilmente pensavano di raggiungere comunque i bonus; poi onestamente non si capisce come gente come Arrigo che segue tutte le dirette su Twitch non abbia raggiunto almeno il bonus live; secondo me il bot non è assolutamente affidabile come risorsa per calcolare il bonus, poiché ho notato molta gente che ha partecipato alle live per tutta la stagione e che nonostante questo non ha raggiunto il rispettivo bonus. (Perfavore Ale e Fil non linciatemi).

Aldilà di quello che può essere un caso singolo come Arrigo, che gli admin sicuramente verificheranno, se guardiamo alle squadre che hanno avuto l’attività migliore vediamo che dietro ci sono sempre persone esperte che hanno saputo gestire al meglio i propri utenti; tu che nel Progetto sei un veterano, pensi (assieme al tuo DS Cafarella) di aver sbagliato qualcosa nel coinvolgimento dei tuoi ragazzi?
Non penso proprio, io e Andrea abbiamo fatto il massimo per i ragazzi, ora magari non saranno creativi o che altro, ma vogliono bene al Cesena e il mio obiettivo era proprio che tutti i miei giocatori avessero a cuore il Cesena; i bonus contano relativamente e da noi sono quelli che dimostrano di volere più bene al Cesena che poi avranno le ricompense maggiori; è vero i soldi hanno un loro peso, soprattutto in un gioco in cui li guadagni grazie all’attività e li usi per migliorare il tuo calciatore, ma anche quelli meno attivi hanno dimostrato di voler bene alla causa bianconera, infatti l’aspetto più bello è che nessuno vuole andare via da Cesena, poiché i giocatori amano questo gruppo e soprattutto amano il grande cavalluccio, e lo dico con un certo orgoglio in quanto romagnolo e tifosissimo del Cesena nella realtà.

Se tanti sono quelli che non vogliono andar via, pochi sono quelli che sono arrivati a Cesena di recente. Qual è l’obiettivo per la prossima stagione e pensa che le rare operazioni in entrata siano sufficienti a raggiungerlo?
L’obiettivo è senza dubbio la salvezza, il nostro scopo era mantenere l’ossatura della squadra che ha vinto i Playoff con qualche innesto per puntellare la rosa. Penso che Pistocchi e Fregosi siano due acquisti utili in due ruoli dove avevamo più necessità, poiché disponevamo solamente di due centrali e di appena un terzino; poi il resto della squadra è di buon livello, con Arrigo, Esposito e Lo Piano su tutti; li considero giocatori che farebbero gola a squadre che giocano per l’Europa che conta, quindi sì la squadra secondo me è in grado di salvarsi, ma ci sarà da soffrire parecchio.

Veniamo ora alla parte se vogliamo più leggera dell’intervista. Serafini calciatore: spieghi una volta per tutte la sua decisione di passare, a metà stagione, ad una squadra in piena lotta salvezza come il Parma, quando la cercavano club molto più illustri.
Mai stato uomo da grandi squadre, a me piace essere l’eroe delle piccole e portarle a essere grandi; destino vuole che la proposta del Parma fosse congrua con le mie aspettative di carriera: sarei stato il giocatore di punta e avrei avuto una squadra molto attiva in cui giocare, hanno creduto in me e io ho creduto nel loro progetto. Adesso non me ne voglio più andare, per questo motivo ho addirittura fatto inserire una clausola di 7 milioni nel mio contratto. Non me ne vogliano i big team che mi hanno cercato ma mi possono offrire anche stipendi da 3 milioni a stagione che io preferirò sempre le squadre piccole. È più bello rendere le piccole grandi, più che ingrandire ancora di più i club già illustri.

Una critica che le potrebbero muovere è che arrivato a questo punto della carriera non ha ancora il coraggio di prendersi le responsabilità in una grande squadra.
Farà mai, anche in un futuro molto lontano, questo ipotetico salto?
Sono già in una grande società, quindi per come la vedo io, il salto l’ho già fatto.

A proposito del Parma, alcuni esponenti della nostra redazione ritengono che per una serie di fattori l’anno prossimo potrebbe essere una grande stagione per i gialloblù, è d’accordo? E lei cosa si aspetta?
Condivido anch’io le stesse sensazioni; in mia opinione saremo la rivelazione del campionato e lotteremo come minimo per un piazzamento nei Playoff, poi se quelle davanti dovessero distrarsi…

Ci parli ora dell’ambiente Udinese, la squadra che ha lasciato prima di approdare a Parma, come ha trascorso il suo periodo coi friulani e secondo lei com’è stato possibile portare la squadra Campione d’Italia in Serie C in due stagioni consecutive.
Il primo anno nonostante l’amara retrocessione personalmente mi sono trovato bene, poi una volta arrivate le divergenze societarie l’anno seguente ho dovuto lasciare la squadra, troppe prese in giro, non si sapeva a quanto ammontasse il debito e c’era pure gente all’interno della dirigenza che continuava a sostenere che fossimo in attivo; ho preferito lasciare per l’ambiente scomodo che si era venuto a creare. Ad ogni modo penso che la causa di tutto sia stato uno staff troppo inesperto.
Comunque nonostante le annate non troppo positive, voglio fare un saluto con affetto a una tappa importante della mia carriera da giocatore, carriera che è migliorata anche grazie all’Udinese, quindi faccio loro un grande in bocca al lupo sperando che col nuovo restyling societario tornino a competere nelle categorie che più contano.

Parliamo di Nazionale. Recentemente sono stati eletti i due commissari tecnici degli Azzurrini, con Salvatore Campagna e Nicholas Michelini rispettivamente alla guida dell’Under 21 e dell’Under 19. Lei essendo un classe 2001 rientra nel bacino di quest’ultimo, quali sono le sue sensazioni a riguardo?
Tecnicamente sarei del 2002 ma Filippo mi ha creato erroneamente un anno più anziano, ma tralasciando questo piccolo dettaglio, Michelini è un grande allenatore, ha già fatto cose strepitose sulla panchina della Lazio e penso che farà altrettanto bene allenando l’Under 19. Lo stesso penso di Salvatore, è un tecnico molto preparato, ha dominato un campionato ostico come la Serie B e secondo me con lui in panchina la Cremonese lotterà per le posizioni di vertice anche nella massima serie. Difficile chiedere di meglio per le due nazionali giovanili.

Se potesse acquistare un calciatore in particolare, un pupillo che vorrebbe nella sua squadra quale sarebbe?
Se potessi prenderei Mark Aperio dal Genoa. Per quello che penso io il miglior giocatore nel complesso in questi tre anni.

Descriva con una parola le seguenti figure: Federico Gallarato, Alberto De Donatis, Paolo Bianchi, Salvatore Campagna, Andrea Conte.
Gallarato: pop-corn, De Donatis: purgatorio, Bianchi: abnegazione, Campagna: albero, Conte: pianoforte (non so se sia il termine più adatto, ma intendo dire che è uno che la tocca sempre piano il buon Andrea).

Stiamo giungendo alla conclusione, quello che ancora ci preme sapere è se nella carriera di Serafini, sia quella da calciatore sia quella da allenatore, c’è qualche rimpianto, qualcosa che cambierebbe e perchè.
L’unico rimpianto che ho è la prima esperienza di allenatore di cui parlavo a inizio intervista. Ma è un rimpianto non perchè c’è stata, ma per come è andata, dal momento che la rifarei in ogni caso, mi ha formato parecchio; come sappiamo spesso aiutano di più a farti crescere le esperienze negative piuttosto che quelle positive.

Grazie per essere stato in nostra compagnia. Le auguriamo le migliori fortune per la stagione che prenderà il via a breve.
Auguro lo stesso a voi de IlCarro, grazie davvero per l’opportunità che mi avete concesso con questa intervista, è stata lunga ma molto piacevole.

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