IlCarro intervista Alessandro Terzo

Intervistiamo oggi uno degli uomini più discussi del mercato del Progetto Gaming, il nuovo acquisto del Bologna, nonchè ex capitano dell’Avellino Alessandro Terzo.

Tutti conosciamo Alessandro Terzo all’interno del gioco, che cosa fa Alessandro nella realtà?

Nella realtà sono uno studente di giurisprudenza – quasi laureato – e nerd, essendo un amante dei videogiochi, giochi da tavolo, anime e manga. Amo il calcio ma sono un tifoso molto tranquillo del Milan e mi ritengo anche molto oggettivo.

Terzo di nome e di fatto. Come hai vissuto la scorsa stagione da capitano dell’Avellino? Cosa ne pensa dei playoff della scorsa stagione?

L’anno scorso, dopo un primo mese un po’ sottotono, siamo riusciti a trovare una continuità che sinceramente non mi aspettavo, a causa dei problemi con l’attività di alcuni compagni. Il Mister ha fatto un lavorone che ci ha permesso di sognare addirittura in una promozione diretta. I playoff ci hanno lasciato con l’amaro in bocca, poiché entrambe le gare col Cesena sono state dominate, ma il risultato è quello che conta e ci ha penalizzati.

Cosa le ha lasciato l’esperienza all’Entella, felice della stagione appena conclusa? Perché non ha continuato, allenando magari il suo Brescia?

L’esperienza a Chiavari mi ha fatto capire alcune cose, sia positive che negative. Di positivo vi è sicuramente la gioia di allenare un gruppo unito a cui piace questo splendido Progetto. Ma, ahimè, mi ha fatto comprendere tutti i miei limiti come allenatore, non riuscendo a far fronte alle difficoltà. Ed è proprio questo il motivo che mi ha spinto a farmi da parte, non allenando il Brescia la prossima stagione.

Sappiamo che conosce un nostro giornalista, Salvatore Campagna, da prima del progetto. Cosa ne pensa della sua cessione alla Lazio?

Ha colto un’ottima occasione e non posso che essere felice per lui. Vedendo il prezzo a cui è stato venduto e paragonandolo col mio, sicuramente la Lazio ha fatto il colpo del mercato, ma il Livorno avrebbe sicuramente potuto tirare di più, così come avrebbe potuto tirare di più per Franco, altro membro attivissimo del Progetto. Auguro a Salvo il meglio per questa sua nuova avventura.

Anche il suo prezzo è stato ritenuto da qualcuno eccessivo, qualcosa da dire a riguardo?

I prezzi del mercato sono strani. Se fossi stato venduto la stagione scorsa, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire visto i prezzi che circolavano. Quest’anno, a causa della svendita di Campagna e Franco, alcuni hanno avuto da ridire. Come già detto più volte in queste settimane, ritengo il mio prezzo di vendita giusto.

Cosa l’ha colpita di Bologna, cosa l’ha portata nella patria dei tortellini?

L’insistenza di Bicocchi nel volermi in primis, e la presenza di un gruppo molto attivo. Essendo questa una comunità GDR, la componente del ruolo è importante, ed un gruppo che sappia farlo è il massimo. Trovo qui Franceschi, che mi volle fortemente all’Avellino quando entrai nel draft, ed è un onore poter giocare al suo fianco.

Che cosa ne pensa della stagione da allenatore di Fazzini? Cosa del suo lavoro da Ds finora? Essendo quasi tutti i presidenti del Brescia molto esperti, vi confrontate spesso sul mercato?

Fazzini è dovuto partire da zero con una squadra del tutto nuova, nonostante composta da giocatori validissimi. La partenza non è stata delle migliori, ma per fortuna è riuscito a dare un’inquadratura alla squadra e sfruttare il nostro attaccante migliore, Palladino, fino a farlo divenire capocannoniere della Serie B. Forse tutta quella serie di risultati utili, che ci ha portati in una posizione molto tranquilla in classifica, ha portato troppa sicurezza, con un crollo nel finale di stagione, che ci ha portato comunque alla salvezza. Sulle capacita da DS di Fazzini non bastano gli elogi: aveva già fatto molto bene al Cittadella, qui ha confermato le sue squisite doti nel trovare giocatori utili alla squadra, sia come scheda, che come attività, che ritengo sia la cosa più importante.

Oltre al trequartista del Drink Team Mollo, conosce qualcun altro del gruppo nella realtà?

Nella realtà ho conosciuto D’Amore e Maiello del Brescia, poi Santi dell’Avellino, e altri utenti sparsi come Miglioresi e Bustamante. Conosco inoltre da oltre dieci anni Aruta del Napoli mentre con Manzoni del Torino ci conosciamo dai tempi dell’asilo.

Ha con qualcuno un’amicizia che va oltre il gruppo?

Ho stretto con persone che non ho ancora avuto modo di conoscere di persona, come Ciancolini e Angeli della Cremonese, oltre ai già citati Aruta e Manzoni.

Chi ti ha portato nel gruppo?

Il gruppo l’ho conosciuto grazie allo spam ossessivo compulsivo di Campagna nel Qweqwe, un gruppo Facebook già frequentato da alcuni dei membri che ora sono anche nel Progetto. Inizialmente li snobbai, poi mi decisi e direi di aver fatto un’ottima scelta.

Che cosa ti ha portato a scegliere il Senegal come nazionale?

Ad essere onesto e molto diretto, la possibilità di far parte di un gruppo in cui ci sono molti giocatori storici del Progetto, per farmi notare e quindi giovarne all’interno della community. Spero di toglierci belle soddisfazioni l’anno prossimo dopo la cocente eliminazione dalla Coppa d’Africa quest’anno.

Che cosa, invece, ne pensa del cambio panchina nelle varie nazionali italiane?

Penso che un cambio sia stata la cosa più saggia. Senza nulla togliere agli altri allenatori, penso che affidare le giovanili a Campagna e Michielini sia stata un’ottima mossa, non solo per le loro capacità manageriali, ma anche per la capacità di creare un gruppo molto unito. Discorso a parte per ADD. È un membro validissimo del Progetto e uno dei capostipiti, ma forse avrei fatto allenare qualcuno con più esperienza, spero mi smentisca.

Per quale motivo ha lasciato Avellino?

Avevo un accordo con la società a Gennaio, dopo l’offerta della Juventus di lasciare in caso di proposta da una squadra di serie A. Mi dispiace sicuramente per l’Avellino, ma non volevo restare un altro anno in B, voglio giocarmi le mie chance in A con il Bologna.

Ti ringrazio Alessandro per l’intervista. Ti auguro le migliori fortune sia per il Brescia che per il Bologna. 

 

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