Un cuore sardo…Giacomo Sedda

Un saluto ai nostri lettori, e un saluto speciale a Giacomo Sedda. La ringraziamo per la sua disponibilità a rilasciare questa intervista. Ci parli di lei, sia per quanto riguarda i suoi ruoli all’interno del Progetto gaming, sia per quanto riguarda la sua vita privata.

Giacomo: Buongiorno a tutti, sudditi e non. Lavoro come informatico per una azienda della Microsoft, al momento nel settore della robotica. Sono il monarca reggente del regno di savoia ed alleno il Torino.

Ecco signor Sedda, lei è sia presidente, che allenatore del Toro. Come è iniziata questa avventura da presidente? E perchè ha scelto proprio il Torino?

Giacomo: Perché allenavo già da una stagione quando siamo stati messi in vendita. Ed un soggetto ora bannato espresse interesse nella società. Pur di non lasciarla nelle sue mani, preferii agire e comprarla.

Il Toro attualmente ha quattro presidenti, anzi fino a poco tempo fa eravate in cinque. Lei ha iniziato da subito la sua avventura con gli attuali presidenti? Inoltre come è gestire una squadra essendo ben quattro soci?

Giacomo: Già all’inizio dell’avventura eravamo in 5: io, Pauletto, Deidda, Conte e Altomare. Io avevo già l’esperienza di mezza stagione alla Salernitana, dove lasciai la quota per gestire il Toro al 100%. Altomare lasciò a fine stagione, venendo sostituito da Lupo praticamente subito.  Per quanto riguarda la gestione si, non è male avere altre persone su cui contare e con cui confrontarsi.La maggior parte delle volte in cui non si è in accordo, subentrano gli altri dirigenti ma la linea generale di gestione è praticamente condivisa da tutti!

Già, infatti si vede anche da fuori che c’è intesa tra voi presidenti del Toro. Anzi il Toro si può dire che è una delle squadre con un gruppo più unito e compatto del progetto. A cosa è dovuto? Qual è il “segreto” del Toro?  

Giacomo: Il segreto non esiste. Esiste il lavoro, anche nel selezionare i profili interessanti prima delle schede. Ogni singola volta che ci muoviamo per qualcuno valutiamo sia l’attività, o la potenziale attività, che la scheda. Aggiungere ad un team una personalità significa anche fare in modo che si trovi bene e interagisca il più possibile con il gruppo. In questo senso, è indifferente la generazione della scheda, alla fine chi si trova bene resterà (È proverà a portare bonus). Non è un caso che noi oramai si venda poco, puntando sin da subito a formare una sorta di famiglia, e per ora la maggior parte dei giocatori non mi chiedono mai di andarsene.

●Vero, nel Toro c’è questo senso di familiarità, e si vede la mano positiva di tutti voi dello staff. Oltre il presidente, lei è anche l’allenatore di questa squadra. La passione per questo ruolo come è nata?

Giacomo: Son nel progetto da sempre, inizialmente come giocatore perché non mi ritenevo in grado di allenare. Quando l’allenatore del Toro si dimise decisi di provare a salvare la squadra, sedendomi in panchina. Gioco a fm dal 2010, con circa 800 ore annuali su ogni versione uscita da allora.

Quindi ha molta esperienza per quanto riguarda la praticità del gioco. Eppure fare l’allenatore non è una cosa facile, si sente tutto il peso e tutta la pressione addosso. Lei come scarica la tensione prima di una partita? Ha qualche rito?

Giacomo: Si, metto in muto il microfono prima che la Santa sede mandi gli agenti a casa mia. In realtà il mio punching ball è spesso stato Deidda, che sopporta le mie ventimila telefonate.

A proposito di Deidda, il Toro era ad un passo dalla Champions nello scorso campionato. L’ultima partita è stata allenata appunto da Deidda. Gli ha dato qualche indicazione precisa prima di quella partita?

Giacomo: No in realtà non potevo per ragioni personali e non ho avuto modo, dato il tempismo, di poter dare indicazioni al “vice”.

E in linea generale qual è la differenza tra allenare e guardare una partita in live , dove non si può praticamente intervenire? Lei avverte più tensione quando allena o quando non allena?

Giacomo: Quando non alleno tantissime volte vorrei poter urlare agli allenatori in live quando penso di poter cambiare qualcosa per cercare di risolvere le partite, ma so che verrei odiato quindi resto nel mio. Allenando ho comunque sotto controllo tutto, quindi porto il peso degli errori ed il merito delle intuizioni, non reggerei al vedere le partite senza allenare.

In fondo anche per i giocatori non è facile vivere le partite e saper di non poter far nulla, figuriamoci per un allenatore. Lei oltre ad essere presidente del Torino, è anche presidente del Cagliari. Per chi non conosce il motivo di questa scelta, può spiegarlo?

Giacomo: Quando il progetto stava nascendo, ci si poteva iscrivere in qualsiasi società a scelta. Io chiesi di giocare nel Cagliari. Ma gli admin, all’epoca, lo avevano rimosso per fare spazio al Fublet. Ho rotto i coglioni per tre stagioni per questa cosa.

Nello specifico, perchè proprio il Cagliari?

Giacomo: Perché sono di Cagliari, tifo il Cagliari, vivo a Cagliari

Quindi, lei è stato uno dei primi ad iscriversi al progetto. Come ha conosciuto Progetto Gaming?

Giacomo: Per caso in realtà. Vidi un post di un certo Filippo e decisi di iscrivermi, tirando dentro al gruppo (ed alla squadra scelta) anche il povero Deidda.

Lei conosce Deidda di persona, anzi vi conoscete ancor prima del progetto. Conosce qualcun altro di persona? E chi le piacerebbe conoscere, in particolar modo, tra gli utenti del gruppo?

Giacomo: Beh si, ho conosciuto tantissime persone ai vari raduni. Oltre agli admin, Damla, tutti i partecipanti al mondiale, Frunzio… Se potessi incontrerei tutti di persona, o quasi.

Siamo alla fine dell’intervista. Per concludere le chiedo: quali saranno i progetti e gli obiettivi per la nuova stagione? Sia in ottica Toro, sia per il Cagliari.

Giacomo: Onestamente? Non ci mettiamo obbiettivi al momento. Il Cagliari sarebbe bello salisse in b, ma più credibilmente deve costruire la rosa per restare in serie C, qualsiasi cosa in più sarà gradita. Per il Torino, il minimo è confermarsi, il massimo migliorarsi.

La ringraziamo per la sua disponibilità, è stato un piacere averla con noi. Se ha qualcosa da aggiungere o qualcosa da dire…Intanto le faccio un grosso in bocca al lupo per la nuova stagione ed un felice 2019.

Vi ringrazio per l’occasione e colgo l’occasione per augurare un buon campionato a tutti.

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