Franco al Veleno. Il “vizio” di Altomare e “i secondi fini” di Campagna

Dato il rapporto fra me ed il mio interlocutore mi rivolgerò a lui dandogli del tu. Siamo qui con l’ex allenatore del Livorno, Claudio Manfredi Franco. Il nome probabilmente non dirà nulla ai meno esperti del gioco, che ricorderanno il “FRAAANCO ” pronunciato durante le live, quindi parlaci un po’ di te.

Nel PG sono stato allenatore per due stagioni al Livorno e trequartista del Lecce prima e del Livorno poi. Nella vita studio o provo a farlo psicologia e lavoricchio saltuariamente. Vuoi lo studio, vuoi il lavoro, non sono più riuscito a seguire bene la squadra e ho dovuto dare le dimissioni. Come giocatore ho intenzione di rimanere nel progetto, non a Livorno.

Ecco, parliamo di questa parentesi Livorno . Nessuno vi considerava la stagione scorsa ed avete ottenuto una promozione in A. Quest’anno purtroppo c’è stata una retrocessione all’ultima giornata. Cosa è successo secondo te ? Cosa cambieresti ?

Mi assumo la totale responsabilità, da un mesetto e mezzo non ho più prestato molta attenzione alle tattiche. Solitamente cambiavo sempre qualcosa per limitare il gioco degli avversari, negli ultimi tempi non avevo proprio il tempo di loggare nel pomeriggio per studiare gli accorgimenti. Mettici pure una buona dose di sfiga, ed ecco che arriva la retrocessione. Ricordo qualche partita persa immeritatamente, potrei citare il match con la Juve o quello col Bologna. Insomma, è andata male.

Non pensi che il tuo “non voglio rimanere a Livorno” possa essere visto come il capitano che abbandona la nave? Perché hai deciso di lasciarlo anche da calciatore?

Sarò schietto, non stimo Altomare. È il motivo per cui sono scappato da Lecce ed è per lo stesso motivo che voglio andare via da Livorno. Altomare, durante una trattativa, tempo fa – poco dopo che furono eliminate le rate nelle trattative – in veste di presidente del Lecce mi chiese di aggiungere delle rate fuori bilancio, rate promesse sulla parola, salvo poi rimangiarsi tutto dopo che lo bloccai sul nascere. In più ho visto un progetto Livorno molto confuso, ancora non mi spiego come sia stato possibile vendere a due banane Campagna.

Interessante. Andiamo per gradi. Ti chiedo un parere sulla dirigenza del Livorno.

Che ti devo dire, hanno sempre lasciato tutto a me. La gestione della squadra era delegata in toto al sottoscritto. A me andava bene, per carità. Poi nel momento in cui ho mollato, la cosa si è ritorta contro. Torno al discorso cessioni, si è alzato un polverone su Amadori immotivato: lui voleva andare e io l’ho voluto accontentare, portando una discreta cifra nelle casse della società. Non ne sapevano nulla, come secondo me, non sapevano di tutti gli acquisti fatti da me e De Meo a gennaio. Però gli è andato bene svendere Campagna per un milione e mezzo. Non do loro le colpe, semplicemente si son ritrovati a rifare i presidenti dopo un anno di assenza. Gli mancavano dei tasselli. Mi auguro che si riprendano, Oliver mi è sembrato più attento. Poi a loro devo praticamente le ultime due stagioni, mi hanno scelto quando non avevo nessuna referenza.

Su Altomare hai fatto accuse pesanti , potresti provarle ?

Già gli screen li mandai ai tempi che furono, ma fu graziato perché ci ripensó subito. Se avesse trovato un altro furbone a trattare ci sarebbe stata una trattativa viziata sul nascere senza che nessuno ne sapesse nulla.

Altomare ha destato parecchie perplessità accettando il Frosinone da allenatore , per poi lasciare l’incarico poche ore dopo. Questa cosa che mi stai dicendo alimenta ancora di più i dubbi su alcuni suoi modi di fare . Avresti Altro da aggiungere ?

No.

Se dovessi consigliare qualche giocatore del Livorno , che nome faresti e perché?

Del Livorno consiglierei Carnevali, Harb e Gagnesi. Carnevali secondo me farebbe le gioie di qualsiasi mister della serie A. Media altissima, tante palle recuperate e tanta spinta in avanti. Harb ha fatto male, in termini di prestazioni, ma su di lui investii tanto, si potenzierà in modo massiccio. È anche una garanzia in termini di attività.

Consideri definitivamente conclusa l’esperienza come allenatore?

Considerando che non ho intenzione di abbandonare in toto la parte relativa al gioco, rimarró anche come allenatore in seconda di Campagna. Ufficialmente è una figura che non esiste, diciamo che mi interesseró più da vicino alla causa Cremonese, provando qualche modulo in offline o aiutando Salvo nell’aspetto tecnico della gestione.

Da dove ti piacerebbe ripartire come giocatore?

So che è arrivata un offerta dal PG, e stamani si è palesato anche il Drink. Sono due mete che mi incuriosiscono. Tra le due preferirei la squadra irlandese, dato che conosco il mister!

Il Drink già provò a prenderti a gennaio, fallendo nell’obbiettivo. Che rapporto ti lega al mister ?

Lo conobbi al Lecce, allenatore preparato e persona chiara e corretta.

Vuoi dirmi la tua su tutti questi scandali che ci son stati nel gioco?

Mi fanno passare la voglia, sinceramente. Un motivo in più che mi spinge a non ricoprire incarichi che presuppongono interazioni con altre società. Lungi da me giudicare male l’operato degli admin, che a mio avviso fanno un lavorone. Però… Una volta passati a fm19, con un nuovo database, avrei considerato l’idea di una pena un pochino più severa.

Chi preferisci fra Ballarini e Pironti?

Simpatici entrambi, propendo per Ballarini che fa un lavoraccio con le schede e col database. È anche il ruolo che fa la differenza. Pironti si occupa della gestione “politica”, finendo, come giusto che sia, nello sfociare nel policamente corretto. E il politicamente corretto non si adatta spesso ai miei gusti

Campagna o Trojer?

Trojer è più limpido, gioca per divertirsi e per passarsi il tempo in compagnia. Campagna è più lungimirante, ha spesso secondi fini, alla lunga è un modo di giocare che premia di più in termini di risultati. Li stimo, mi diverto con entrambi in modi differenti.

So che un aereo ti aspetta, quindi ti saluto e ti ringrazio per la disponibilità Claudio.

Ciao a tutti, buon Natale.

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