Life is Stranges. Le parole del terzino amaranto

È il 26′ minuto dell’ultima giornata di Serie A. L’arbitro fischia fallo e il Picchi cade in un silenzio assordante per ciò che sta accadendo: catellino rosso, espulso Raffioni. Il Livorno deve vincere per potersi salvare. Già in un’occasione DiLeo ha compiuto il miracolo e ha salvato la porta di uno Spezia già retrocesso. Al 53′ un nuovo pugno nello stomaco colpisce i tifosi toscani: Facchino la butta dentro, un goal che vuol dire Serie B, ma non tutto è finito. La Champions è stata decisa dopo il 90′, perché la salvezza dovrebbe essere un discorso diverso? E così il Livorno ci crede, attacca e al 79′ Cerardi colpisce il palo a porta vuota. Nessuno può sapere cosa ha pensato e cosa ha detto ai compagni che lo hanno prontamente consolato. Forse ha fatto come il mitico Gianni Rivera in quell’Italia-Germania fuffa 4-3 in Messico ’70 che era “costretto” a segnare per farsi perdonare da un errore – anche in quel caso centrava il palo – ed è così che la Dea del calcio interviene e lo stesso Cerardi, al 84′ segna il goal della speranza che illude tutti coloro che amano il calcio e i miracoli… Non c’è più tempo e non va come in Messico ’70. Il risultato è quello che nessuno – tranne i tifosi del Bologna – sperava: il Livorno, dopo un solo anno, torna in Serie B. Per IlCarro ho quindi intervistato Stefano Stranges, terzino destro amaranto.

IlCarro: Per come è andata la stagione è davvero meritata la vostra retrocessione?

Stranges: Il campionato è nato bene con il 5-0 al Napoli, ciò faceva ben sperare in chiave salvezza, ma poi come tutti sappiamo è finito nel peggiore dei modi con la beffa del pareggio in casa con lo Spezia ultimo in classifica che non aveva più niente da chiedere al campionato. A parte i nostri errori, che purtroppo ci sono costati diversi punti – soprattutto negli scontri diretti – va detto che la sfortuna ci ha messo del suo. Molte volte meritavamo di più di quanto raccolto e alla fine tutti i punti persi per strada hanno gravato sul risultato finale, portando alla nostra retrocessione. Per esempio stavamo vincendo a Bologna lo scontro diretto e siamo rimasti in dieci uomini negli ultimi minuti, ciò ha portato al ribaltamento del risultato a favore degli emiliani che per giunta hanno segnato il gol vittoria nel recupero. Un pareggio – che sarebbe stato più giusto), facendo i giusti calcoli ci sarebbe bastato per regalarci la salvezza, ma ormai è inutile piangere sul latte versato, anche noi abbiamo avuto le nostre colpe.

IlCarro: Dunque, per come si è sviluppata, si è trattata di una stagione altalenante? Di chi è la colpa, se ce n’è una?

Stranges: Decisamente altalenante. Siamo partiti con una vittoria roboante contro una squadra storica e forte come il Napoli, ma già dalla seconda partita abbiamo iniziato ad avere problemi seri che hanno portato ad una grave crisi. Verso la fine del girone d’andata ci stavamo rialzando e abbiamo ottenuto un periodo decorato da quattro vittorie su cinque gare. Era un momento decisamente felice e favorevole, sembrava che finalmente avessimo trovato il bandolo della matassa, eravamo addirittura a ridosso dell’Europa. Invece siamo crollati di nuovo in una crisi nera da cui non siamo più usciti, se non nella vittoria di Lecce che faceva sperare quanto meno in una salvezza last minute che comunque non sarebbe stata immeritata, soprattutto visto il nostro cammino in Coppa Italia che sicuramente ci ha stancati. Purtroppo, quando si retrocede le prime colpe sono della squadra. La sfortuna può essere un’attenuante perché se domini una partita dando l’anima ma al massimo prendi dei pali e poi perdi allo scadere in dieci più di tanto non puoi fare. Io sono orgoglioso dei ragazzi e del mister perché, secondo le previsioni di inizio stagione scorsa, a quest’ora avremmo dovuto essere in Serie C. Invece abbiamo ottenuto un grande traguardo l’anno scorso. Purtroppo, non siamo riusciti a mantenere la categoria, ma torniamo in B a testa alta, consci del fatto di aver sempre dato il massimo per onorare la maglia.

IlCarro: Il Livorno farà molto mercato in uscita, nessuno vuole perdere il giro della nazionale e della Serie A… Tu hai intenzione di andartene o restare?

Stranges: In realtà quasi tutti abbiamo deciso di rimanere per cercare di riconquistare la Serie A. Campagna ha chiesto la cessione perché un asso come lui non merita la Serie B e soprattutto perché nella serie cadetta avrebbe perso, da regolamento, il giro della nazionale. Fiore, un nostro veterano aveva detto di dover abbandonare per motivi personali, ma forse rimane. Io e altri due o tre giocatori aspettiamo di conoscere il nuovo mister per capire se rientreremo nei suoi piani e come ci troveremo con lui. Se dovessimo partire andremo solo nella nostra squadra del cuore, -io Napoli – o alla Cremonese per essere allenati da un signor allenatore come Campagna, ora che il nostro mister Franco ha dovuto abbandonarci per motivi personali. Il resto della squadra, da quel che so, ha già dato la disponibilità a restare. Noi amiamo questa maglia e vogliamo regalare ai tifosi un’altra gioia dopo quella dell’anno scorso per farci perdonare di averli delusi quest’anno.

IlCarro: Ti ringrazio per la collaborazione, è stato un piacere intervistarti!

Stranges: Grazie a te per la piacevole chiacchierata. Per me è stato un piacere e un onore, non per niente ho più volte detto che mi sarebbe piaciuto tantissimo essere intervistato da voi perché vi stimo molto e vi seguo sempre con piacere. Fate ogni giorno un ottimo lavoro con articoli molto interessanti e davvero ben scritti.

Campagna è in partenza, mentre Amadori e mister Franco hanno già lasciato Livorno, non sappiamo chi resterà ma tutti noi de IlCarro auguriamo il meglio alla società toscana con la speranza di che torni nella massima Serie il prima possibile.

 

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