La solitudine dei Charizard

Pokémon è un media franchise giapponese di proprietà della The Pokemon Company creato nel 1996 da Satoshi Tajiri. Esso è incentrato su delle creature immaginarie chiamate per l’appunto “Pokémon”, che gli umani possono catturare, allenare e far combattere per divertimento. Il franchise nasce come coppia di videogiochi sviluppati da Game Freak e pubblicati da Nintendo per la console portatile Game Boy. L’enorme successo ottenuto in tutto il mondo ha portato alla creazione di ulteriori videogiochi, anime, film, manga, un gioco di carte collezionabili, libri e innumerevoli gadget e giocattoli.

Premessa alquanto inutile scopiazzata da WIkipedia, anche le pietre e i Gallarato conoscono i Pokémon, ma è una introduzione che andava fatta per simulare la sorta di giornalismo a cui ci ispiriamo. Il 90% di noi ha giocato con almeno una versione per Gameboy dei Pokemon, il restante 10% era troppo povero per farlo. Pokemon rosso, pokemon giallo, argento ecc ecc… fino a Ultrasole e Ultraluna. Come in Serie A – Operazione Nostalgia, anche in Pokémon ci sono i nostalgici che sentendo Ivs Evs e menate varie rispondono con:

“Ma che sono ste robbe?? Dov’è Terremoto BOOM GYAAH SWISH”.

Non capiscono nulla, non sanno stare al passo coi tempi e nostalgicamente rievocano metodi e cose che ad oggi son diventati obsoleti; ma dove vogliamo arrivare con questa premessa così prolissa? Vedremo. La storia… Che roba bella. E le cose da scoprire, poi. La prima volta che il tuo amico ti diceva “Lo vuoi Mew? Lo clono e te lo passo” e tu con una mano nel Gameboy e l’altra tra i pantaloni rispondevi con finta indifferenza “Si dai”. Far prostituire il tuo Ditto con tutti i tuoi animaletti, stuprare – figuratamente – la Lega Pokémon per farmare più livelli e soldi possibili. E poi si Tyranitar e Terremoto. Dai, Terremoto resta una figata anche da pubalgici.

Si ma dove vogliamo arrivare? Forse stiamo perdendo il filo.

Una cosa che pubalgici e nostalgici amavano fare era creare una squadra equilibrata. Sfidando capipalestra con un unico tipo di Pokemon pensavano “ma questi sono strani”. Non avrebbero mai creato una squadra con 5 Metapod ma neanche una con 5 draghi, perché il gelido inverno arriva anche qui.

Equilibrio.

La base di tutto. Bilanciare ogni tipologia e rispondere ad ogni eventuale attacco. Mettere mosse capaci di fronteggiare le proprie debolezze per poter affrontare chiunque. Il livello e la fissazione di portare tutti al 100 all’unisono. “Oddio questo è 64 e lui 59 non va mica bene, condiv. Exp” E si procedeva spediti per umiliare gli amici nei parchi. “Calcio e nascondino? Macché fuocobomba e tuonopugno”. Ci arriviamo a sto punto? Dai, forse sì. Dopo 400 parole, volte a far allontanare i lettori annoiati che non ci interessano. Perché tanto sono quelli che se noi dicessimo “La Terra è un geoide” direbbero a prescindere “la Terra è piatta e ai bordi abbiamo l’effetto Pacman”. Arriviamo al punto e facciamo sto benedetto parallelismo con il mondo del Progetto Gaming.

Come vengono costruite le squadre nel Pg?

Da un lato abbiamo il socialFublettismo con stipendi uguali. Condivisibile o meno non lascia spazio a lamentele, ma probabilmente neanche all’estro e alla stella. Forse un po’ come i famosi capipalestra con tutti i pokemon uguali.

Abbiamo la Garra Charrùa del Genoa e della Cremonese, con stipendi pompati – nelle dovute proporzioni – e poche trattative, con una cantera attiva e costante. Insomma i nostri nostalgici 6 di partenza pompati di proteine, calcio e vitamine, magari non vinceranno tanto ma nel bene e nel male sono la nostra famiglia.

La gestione PG, dove con lungimiranza si accolgono tutti, nessuno escluso, per poter gestire meglio alcuni profili bersagliati dalle polemiche – giuste o sbagliate che siano – e aiutarli nel loro reinserimento. Come avere Pokémon di livello troppo alto e difficilmente gestibile, ma che una volta ottenuta quella dannatissima medaglia diventerebbero devastanti.

Poi abbiamo la Juve e il Milan con i pokemon pesantemente – e giustamente – nerfati dopo qualche serie “si perché Dugtrio è troppo op smettiamola”. E alla fine abbiamo quella squadra diversa, nuova. Una squadra gestita forse da chi si affaccia per la prima volta in questo mondo. Quando non usi più una cartuccia e la presti al tuo cuginetto che ti chiede di giocare e tu annoiato e persuaso lo fai.

Lui accende il gioco – MIO DIO CANCELLA IL TUO SALVATAGGIO – e chiama il proprio personaggio “Pene” e l’avversario “Culo” , iniziando a costruire la propria squadra. Sceglie Charmander perché “ma lo vedi è un drago!” e inizia così la sua avventura. Parte da Pallet town e arrivato da Brock inizia a prendere le prime delusioni. Non prende nessun altro, non prende Mankey nè altro, lo evolve in Charmeleon e lo batte. Prosegue con lui e trascura tutto il resto. Usa il resto della squadra come MN e va avanti. Charizard al 40 e gli altri al 15 in una zona in cui gli avversari sono intorno al 30. “Wow sembra proprio facile” Charizard è potente e ara tutti. Arriva però quel momento in cui Charizard fallisce. E cosa succede? Anche “Pene” fallisce. Perde il du(r)ello, soldi e squadra.
“Ma questo è un gioco e tanto posso riprovarci”. Fino a quando non arriva quel muro insormontabile che dovrà farti rivedere il tuo piano, e sarà in quel momento che capirai il reale significato di questo gioco.

Per quanto sia possibile immaginiamo la realtà, Charizard coccolato, dopato di vitamine e carboidrati. E poi guardiamo gli altri cinque. Sono quelli trattati come se fossero scarti che da lì a poco avreste sostituito. “Perché tanto ho Charizard e gli altri servono per mantenere lui, tolgo a loro per dare a lui”. Se tutto ciò fosse nella realtà nascerebbe l’invidia nel resto della squadra. Se questa cosa dovesse accadere nel PG sarebbe lo stesso.
Se un intero progetto della società si basasse sul dare uno stipendio da inattivi a tutta la squadra per mantenere un Charizard cosa succederebbe? Beh, se quei ragazzi sapessero come funziona questo Gdr potrebbe crearsi una situazione spiacevole. Se quei ragazzi fossero informati sul reale valore di quei soldi e riuscissero a capire che con quei soldi così scarsamente ricevuti non ci fai nulla, scoppierebbe il caos. Meno male che esistono un regolamento e tantissime guide disponibili nel gruppo. Tutti possono sbagliare ma per fortuna si può sempre rimediare. “Siamo ancora in tempo no?”

In questi giorni il gruppo ha attraversato momenti difficili, e alcune squadre hanno subito penalizzazioni pesanti, ma se c’è una cosa che può salvare tali società in questi momenti complicati è l’unione e – perché no – l’amicizia. Prima del Progetto, prima del successo, prima delle vittorie, prima di tutto ci sono le persone. Ci sono tanti ragazzi che non possono far nulla di concreto per vincere le partite perché tanto le gioca un mister solo. L’unica cosa che possono fare questi ragazzi è supportare la squadra, tenere vivo un gruppo e far parte di una grande famiglia. Tutto ciò però è una grossa responsabilità da parte dei “genitori” e va gestito con capacità e onestà.
Insomma, il Charizard ed in particolar modo il suo allenatore dovrebbero capire che almeno le caramelle rare andrebbero ridistribuite tra tutti gli altri Pokemon, in maniera più o meno equa.  Non vogliamo puntare il dito contro nessuno. Perché anche noi de “IlCarro” sbagliamo, eccome se sbagliamo!

Ognuno gestisce la propria squadra Pokémon come meglio crede, livellando, nutrendo le proprie creature e stipendiandole come più ritiene giusto. Una cosa però non dovete mai dimenticarla. Senza quei ragazzi affamati, senza quelle persone e senza quell’amicizia che fa da collante le squadre sono solo numeri, bot e “1impegno”. Il Progetto è fatto di persone prima dei numeri e del gioco. Senza quei ragazzi che si fidano ciecamente di voi e delle vostre parole “esperte” le vostre squadre sono nulla; un nulla che rischia di sparire a suon di depotenziamenti, lasciando un solitario Charizard spento dall’assenza d’aria.

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