IlCarro intervista: Alessandro D’Anteo

Siamo qui oggi con Alessandro D’Anteo, allenatore della Juventus da gennaio (in-game) subentrato ad Alberto Bifano, attualmente in testa al campionato. Oltre a questo, Alessandro è anche il presidente della Lucchese, squadra allenata da Maurizio Deidda che ha concluso il discorso salvezza in Serie B alla 41ª giornata, al primo anno assoluto nel Progetto. D’Anteo è anche portiere della Fiorentina, squadra che concluderà un campionato piuttosto tranquillo a metà classifica.

Ilcarro: Andiamo tuttavia per gradi e partiamo con questa domanda: chi è Alessandro D’Anteo al di fuori del progetto?

D’Anteo: Sono un ragazzo toscano di 33 anni che sta aspettando di avviare la propria attività di pasticceria. Mi piace il calcio (tifo Inter al di fuori del progetto), i videogiochi (manageriali, avventura, sparatutto… un po’ tutti) e i libri!

Ilcarro: E come sei venuto a conoscenza del progetto?

D’Anteo: Cercavo gruppi di Football Manager. Ho visto nella lista questo e sono entrato! All’inizio ero nella Samp ma non ero attivissimo sia perché non giocavo, sia perché non avevo ben capito il meccanismo. Poi un giorno vidi il post di Fil nel quale cercava un mister per l’Atalanta e dissi “Cavolo, ma qui si può anche allenare!”.

Ilcarro: Quindi poi ti sei proposto come allenatore a Filippo ed è arrivata anche la prima panchina, che non è stata quella dell’Atalanta, ma bensì quella della Lazio. Quali sono stati i tuoi primi pensieri all’insediamento sulla panchina biancoceleste?

D’Anteo: Esatto! Beh, non è stato facile il passo da fare riunioni di spogliatoio col computer a fare discorsi di squadra con persone reali. In più la Lazio era in una situazione di classifica pessima e con lo spogliatoio quasi del tutto assente! Fortunatamente, nel gruppo c’era anche Crippa che mi fu di supporto.

Ilcarro: Nonostante il risultato finale, che coincise con la relegazione in B all’ultima giornata, come giudicherebbe il suo operato a posteriori? Positivo, negativo e soprattutto perché lo riterrebbe tale?

D’Anteo: Io credo sia stato positivo. Quando arrivai davano la squadra già per retrocessa e invece abbiamo rimesso tutto in discussione retrocedendo solamente all’ultima giornata. In più, molti ragazzi tornarono attivi e partecipi nel progetto.

Ilcarro: E così pare averlo ritenuto anche una persona molto importante all’interno del progetto, Alessandro Pironti, che decise di assumerti come allenatore al Progetto Gaming. Con quali premesse iniziasti sulla panchina dei PGini?

D’Anteo: Inizialmente l’obiettivo era lo scudetto – o comunque lottare per un posto in Champions – e infatti fu fatto un ottimo mercato con nomi importanti come Crippa e Casalati. La stagione iniziò malissimo con 3 sconfitte, i giocatori faticavano ad imparare le tattiche, ma nonostante questo a metà stagione eravamo a lottare per un posto in Europa League… poi mi scoppiò il PC ed essendo impossibilitato ad acquistarne uno nuovo, lasciai la panchina a Pironti.

Ilcarro: Questo spiega in parte perché Pironti, nonostante ti sia dimesso a 6 giornate dal termine a -2 dall’Europa League, continui a ripetere in live che sulla panchina del PG non avevi fatto bene. Non credi che sia stato un po’ troppo sognatore, visto che comunque i cremaschi venivano da un piazzamento nelle parti meno nobili della classifica?

D’Anteo: Sognare non fa mai male. È vero che la squadra nella stagione precedente non aveva brillato, ma forse potevo fare qualcosa in più. Devo dire però che la stagione successiva – quella attuale praticamente – dopo alcune partite di campionato con la Lucchese mi sono accorto di una cosa. Nel creare l’allenatore avevo lasciato la spunta sull’opzione che ricalcola i valori in base alla reputazione della squadra – o una cosa simile – tenendo conto che il PG è stato creato dal Pescara i miei valori erano molto bassi rispetto ai miei colleghi (come lo erano le prime partite sulla panchina della Lucchese). Senza quella svista, forse, sarebbe stato diverso, non saprei dirlo.

Ilcarro: Ad ogni modo, le dimissioni non furono l’ultimo episodio con i pigini in quella stagione: in particolare ci riferiamo a Morelli. Con la Lucchese ufficialmente promossa in B, ha cercato il giocatore dai biancoblu. Lei e il suo ex-datore di lavoro avevano due valutazioni molto diverse sul prezzo del giocatore. Ad un certo punto, compare un post sul gruppo, cancellato subito dopo da qualcuno, in cui indispettito dalla situazione annuncia che avrebbe lasciato il progetto, cosa che ha fatto. Nel frattempo, il giocatore genera tensioni nello spogliatoio della sua squadra. Più avanti, ritornerà sui suoi passi. Tutto quello che ci chiediamo è “perché?”

D’Anteo: Effettivamente successe un po’ di confusione! Fu solamente un’incomprensione tra me ed Ale, io ebbi un reazione esagerata e sbagliai. L’unica correzione che devo fare riguarda il fatto che Morelli non generò tensione: espresse solamente la volontà di venire alla Lucchese e dopo il mio allontanamento dal Progetto, disse che avrebbe continuato tranquillamente nel PG.

Ilcarro: Mentre allenava il Progetto Gaming, era uno dei cinque presidenti in cordata alla Salernitana. Com’era nata l’idea?

D’Anteo: L’idea era partita da Pironti appena venne fuori il ruolo del presidente e la Salernitana era in B e partecipava all’Europa League grazie alla vittoria in Coppa Italia! Mancava un posto nella cordata e mi proposi io.

Ilcarro: A metà stagione siete primi in testa alla Serie B. Ad un certo punto succede la vicenda Merlo*, che ha portato al ban del giocatore della Salernitana per insulti verso di lei. Non si sente tuttavia responsabile di una cattiva gestione della situazione e del gruppo? Dopo la vicenda, la Salernitana perse pedine importanti, tra cui il mister, e colò a picco in classifica, finendo fuori dalla zona play-off. Con la cifra in ballo (1 milione) avrebbe potuto sostituirlo. L’ha rimpianto poi?

D’Anteo: Allora, all’epoca della vicenda non ero io il DS, quindi non fui io a gestire la trattativa. Parlavo spesso con Merlo perché fino a quel momento avevo un bel rapporto con lui. Il problema fu che l’offerta della Cremonese arrivò troppo a ridosso della chiusura del mercato e non avevamo possibilità di sostituirlo, ma, se non ricordo male, venne proposto di rimandare il trasferimento a fine stagione per assecondare la volontà del giocatore, senza rimetterci noi. L’intera dirigenza fu compatta nel gestire così la situazione. Devo ammettere che, nonostante tutto quello che successe, fui dispiaciuto del ban perché comunque non è mai bello dover arrivare fino a quel punto. Tuttavia, il mister si dimise perché non riusciva più a seguire la squadra a causa dei numerosi impegni universitari.

Ilcarro: Ad ogni modo qualcosa tra voi si ruppe – inteso come cordata – e il mancato accesso ai play-off, assieme al calo di risultati portano al mancato rinnovo della presidenza. Quali motivi ci furono dietro questa scelta?

D’Anteo: Non si ruppe nulla, semplicemente ognuno prese la sua strada: Sedda entrò nella cordata per l’acquisto del Torino, Pironti lasciò perché non aveva tempo per star dietro alle discussioni societarie (lasciò la sua quota ad Alves, ma lui si trovò in difficoltà per via della lingua) e io avevo la Lucchese che fu promossa in B e dovetti fare una scelta.

Ilcarro: A proposito di Lucchese, quest’anno i toscani sono al primo anno in Serie B. Dopo qualche partita, é stato deciso di affidare la panchina a Deidda, alla sua prima esperienza da allenatore. Quali fattori hanno inciso sulla scelta rispetto ad un allenatore con già delle partite sulle spalle. E perché si é deciso di affidargli la panchina solo a stagione già iniziata?

D’Anteo: Inizialmente con Casalati avevamo deciso di “fare da noi” mettendo me come allenatore e lui come DS. Dopo parecchie partite senza risultati (forse dovuti sempre a quel problema di skill a cui accennavo prima) ci siamo guardati negli occhi: non volevo che passasse il messaggio che, visto che ero presidente, potessi fare quello che mi pare nonostante i risultati negativi. Abbiamo pensato al nome del sostituto, poi dopo il torneo di Milano a Maurizio venne voglia di allenare e non abbiamo avuto alcun dubbio ad affidargli la panchina perché nonostante l’inesperienza come allenatore nel progetto, è una persona eccezionale. E la scelta si è rivelata più che azzeccata: Maurizio ha creato un gruppo fantastico e anche nel momento più buio quando i risultati non arrivavano, ha tenuto il gruppo attivo e allegro e alla fine tutto questo lo ha ripagato.

Ilcarro: Si aspettava una classifica del genere ad inizio stagione? Alla fine di questo campionato sarete la migliore delle debuttanti salite dalla Serie C.

D’Anteo: Ad inizio stagione no… Speravo la squadra potesse essere almeno a metà classifica, ma visto l’andazzo della stagione sono felicissimo di questa salvezza.

Ilcarro: Rinnoverà la presidenza della Lucchese?                                     

D’Anteo: All’inizio di questa stagione io e Casalati pagammo la presidenza per due stagione, quindi teoricamente avrei un altro anno di presidenza. Tuttavia è uscita la regola del monoruolo e visto che sarebbe da bischeri (come si dice in toscana) rimuovere Maurizio dal ruolo di allenatore, in segno di gratitudine per lo splendido lavoro, regalerò a lui la mia parte di quota societaria.

Ilcarro: Casalati lascerà la Fiorentina?                                                                 

D’Anteo: Onestamente non so. Io ho comunicato la mia decisione, lui ci sta ancora pensando.

Ilcarro: Questa stagione, oltre ad allenare la Lucchese, è stato ed è tutt’ora allenatore della Juventus.
È stata una settimana molto turbolenta. Se la sente di fare una premessa prima di continuare? Cosa è successo tra i bianconeri e Ilcarro?

D’Anteo: Diciamo che da bravi giornalisti a IlCarro hanno un po’ ingigantito quello che è successo e i due “protagonisti” si sono risentiti un po’ e ovviamente si è accesa una piccola polemica.

Ilcarro: A cosa si riferisce? Può essere più specifico per i lettori?

D’Anteo: Due dei nostri giocatori, alla luce delle 3 sconfitte di fila, mi chiesero se per le ultime partite potevo evitare di fare turnover facendo giocare quelli con il rendimento migliore. Io semplicemente ho rifiutato spiegando che la mia filosofia in questo gioco è che tutti quelli attivi devono giocare alla stessa maniera. Ho detto che se in molti fossero a pensarla così, sarebbe stato meglio che io mi facessi da parte perché non avevo intenzione di cambiare filosofia. Ed è finito tutto lì perché, grazie anche al sostegno del DS che la pensa esattamente come me, abbiamo fatto capire le nostre idee e tutti andiamo nella stessa direzione.
In breve non c’è stata quella “rivolta” che è stata scritta su Ilcarro, ma semplicemente una richiesta pacifica dei giocatori che io ho declinato e loro hanno capito le mie motivazioni.

Ilcarro: Sembra che alcuni abbiano perso un po’ i nervi negli “spogliatoi” e siano volati insulti nei nostri confronti. Come commenta ciò?

D’Anteo: Gli insulti sono una brutta cosa e non si dovrebbero fare. Posso tuttavia capire un po’ i ragazzi visto tutto il casino passato e quando hanno letto una cosa riportata male (o comunque ingigantita) si sono sentiti presi di mira e a caldo hanno reagito male.

Ilcarro: Il campionato è quasi finito e sembra essere ormai in procinto di arrivare il primo trofeo bianconero. Se lo aspettava all’insediamento sulla panchina?

D’Anteo: Partiamo dal fatto che finché non me lo dice il gioco non sono tranquillo. Comunque quando sono arrivato, visti i giocatori persi per ban o ceduti per risanare il bilancio vista la multa, Io avevo pronosticato un terzo posto.

Ilcarro: Che ambiente aveva trovato al suo approdo alla Juventus? E cosa l’aveva spinta ad accettare un incarico così delicato?

D’Anteo: Ho trovato una squadra carica e vogliosa di andare avanti nonostante il “tornado” che li aveva colpiti, mi hanno da subito accolto bene e sostenuto. In realtà non ho accettato, ho presentato agli admin la mia candidatura e sono loro ad avermi accettato.

Ilcarro: Ha accennato prima che la squadra era stata privata di elementi illustri per avere il pareggio di bilancio. Tra queste trattative la più discussa é quella Angeli/Norfini-Navoni. Che idea si è fatto?

D’Anteo: Sicuramente non deve essere stato facile fare mercato in quel momento immediatamente successivo al caos Progettopoli. Forse avrei agito in maniera diversa per cercare di monetizzare maggiormente visto che non erano prezzi eccessivi per giocatori di quel calibro. Tuttavia, chi ha operato in quel momento, sicuramente ha ritenuto giusto fare in quel modo.

Ilcarro: La squadra comunque è rimasta impegnata su due dei tre fronti: come abbiamo già detto prima, si sta giocando lo scudetto, ma in Champions è stata eliminata ai quarti dal PSG in maniera dignitosa. Si aspettava di essere competitivo anche su questo fronte, nonostante tutto?

D’Anteo: Come ho già detto prima, quando sono arrivato alla Juventus non avevo grandi aspettative. Erano stati bannati 3 giocatori importanti, altri venduti per risanare il bilancio, abbiamo preso giocatori al draft che, nonostante sulla carta fossero inferiori ai precedenti, si sono rivelati fondamentali con l’avanzare della stagione, in più sia i DS precedenti che l’attuale hanno lavorato molto bene. Abbiamo avuto poi fortuna nei sorteggi e abbiamo beccato il Besiktas agli ottavi (la squadra più abbordabile).

Ilcarro: Già, fortuna. Il sorteggio di Champions pare non essere l’unico momento in cui la dea bendata vi abbia aiutato. È consapevole che nei momenti chiave di questa stagione la sorte sia stata gentile?

D’Anteo: Ne sono molto consapevole; però si dice che la fortuna aiuta gli audaci.

Ilcarro: Rimarrà alla Juventus al termine di questa stagione?

D’Anteo: La mia intenzione sarebbe quella; quindi se i giocatori lo vorranno resterò molto volentieri.

Ilcarro: Capitolo mercato: oltre a Bisceglie, su quali nomi state lavorando? In quali reparti credi di aver bisogno di rinforzi?

D’Anteo: Stiamo battendo diverse piste, purtroppo alcuni DS ci hanno chiuso la porta in faccia senza informare il giocatore dell’interesse da parte nostra. Sicuramente il reparto che ha più bisogno è il centrocampo visto la fine dei prestiti di Angeli e Lo Verde. Poi non dimentichiamoci che arriverà anche Della Morte dal PG.

Ilcarro: A volte si dimentica che anche gli allenatori sono dei giocatori all’interno del progetto. Se la sentirebbe di fare un commento su ogni allenatore che ha avuto?

D’Anteo: Ne ho avuti tre principalmente: Di Matteo, Marchese e Casalati. Gli altri non li considero, visto che li ho avuti per brevissimi periodi. Di Matteo è stato il primo che ho avuto alla Samp: forse eravamo ancora agli inizi del progetto quindi non si sapeva ancora come funzionasse, fatto sta che stavo per smettere di seguire il progetto visto che ogni partita ero puntualmente in panchina. Con Marchese successe una cosa simile: dopo un girone d’andata quasi sempre in panchina chiesi la cessione. Con Casalati il rapporto invece è diverso: oltre ad essere un amico è anche un allenatore che stimo per la sua filosofia di far giocare tutti ed è per questo che mi trovo bene alla Fiorentina con lui.

Ilcarro: Questo campionato di Serie A vede la Juventus prima e la Lazio seconda. Oltre ai biancocelesti che da neopromossi stanno battagliando con voi per lo scudetto, quale altra squadra l’ha sorpresa in questa stagione?

D’Anteo: Direi Sampdoria e Torino! Anche se diciamo che sono sorprese relative visto che comunque Filippone e Sedda sono due ottimi allenatori.

Ilcarro: Quali squadre secondo te hanno invece deluso le aspettative?

D’Anteo: Secondo me Drink Team e Genoa: mi aspettavo molto di più da entrambe.

Ilcarro: Certamente una sorpresa é stata la Roma in Coppa Italia, capace di battere club più blasonati, e arrivare in finale. Cosa ne pensa dei giallorossi? E in una finale che si preannuncia essere “Davide contro Golia”, quante possibilità hanno di battere il Milan?

D’Anteo: Sicuramente sono una piacevole sorpresa, ma credo che i giallorossi abbiano una rosa abbastanza competitiva. Sicuramente il Milan parte super favorito, ma una finale è sempre imprevedibile.

Ilcarro: In relazione a questo ultimo commento, quali squadre quindi si qualificheranno in Champions e quali in Europa League?

D’Anteo: Credo Juventus, Lazio, Sampdoria, e Torino in Champions, PG e Milan in Europa League. L’ultimo posto è una bella incognita; mettendo il caso che la Roma perda la finale di Coppa Italia credo che l’Atalanta sia leggermente favorita sull’Inter.

Ilcarro: L’anno prossimo dalla Serie B saliranno due squadre che fanno parlare molto di sé: la prima è la Cremonese, una schiacciasassi nel campionato cadetto. Cosa pensa del percorso dei grigiorossi? Quali ambizioni può avere nella massima serie?

D’Anteo: Credo abbiano fatto un cammino eccezionale. Hanno un ottimo allenatore molto attento ai dettagli e in più hanno la fortuna di esser dovuti intervenire poco sul mercato e di avere quindi la possibilità di dare dei buoni stipendi con la conseguenza che la prossima stagione si potenzieranno bene. Credo quindi che non avranno problemi a stazionare nella parte alta della classifica.

Ilcarro: L’altra già promossa è il Fublet. Stesse domande anche per i biancoverdi.

D’Anteo: Anche loro sono un’ottima squadra con un grande allenatore e si son meritati di tornare in serie A dopo due anni di B. Già la stagione scorsa erano vicini a tornare, finalmente ci sono riusciti.

Ilcarro: Capitolo nazionale. Dopo i pessimi risultati, Crippa é stato privato dell’incarico ed é stato selezionato De Donatis al suo posto. Cosa pensi del nuovo CT? Darà una svolta alla nazionale maggiore?

D’Anteo: Ho visto Alberto all’opera al torneo di Milano e l’ho trovato molto scrupoloso e preparato, purtroppo ha avuto la sfiga di incontrare me ed è stato eliminato (ride ndr). Credo comunque che possa essere garante della meritocrazia per quanto riguarda le convocazioni.

Ilcarro: Per quanto riguarda l’under 21, Di Stefano ha già annunciato il suo addio. Chi pensi sia meritevole di sostituirlo e perché?

D’Anteo: Il primo che mi viene in mente è Casalati sia perché, a parer mio, è un bravissimo allenatore sia perché, come De Donatis, sarebbe garante della meritocrazia.

Ilcarro: E altri?

D’Anteo: Mi vengono in mente Sedda e Filippone perché entrambi hanno dimostrato grandi capacità e, nelle loro squadre, di far giocare tutti gli attivi a rotazione.

Ilcarro: Cosa ne pensa dell’Under 19 guidata da Mattia Agosta? In particolare, come giudica il fatto che abbia convocato dei giocatori che non sono stati tanto presenti a discapito di altri?

D’Anteo: Credo che sia difficilissimo fare le convocazioni e accontentare tutti. soprattutto in Under 19 dove ci sono tanti giocatori disponibili. A volte anche i CT possono sbagliare a fare le convocazioni. Non sempre chi è più attivo viene chiamato, basti pensare che io in nazionale italiana ho collezionato 1 convocazione e ben 0 presenze.

Ilcarro: Non crede che però, visto il livello dei nostri U-19 rispetto a quello delle altre nazionali nel gioco, fosse necessario essere più accorto e convocare soprattutto per attività?

D’Anteo: Io sono sempre a favore per le convocazioni basandosi sull’attività, ma questo discorso vale non solo per l’U19, ma anche per l’U21 e la Nazionale Maggiore.

Ilcarro: Quindi ritiene che ci stato più di un episodio del genere, anche agli altri livelli della nazionale?

D’Anteo: Come ho già detto, è difficilissimo fare convocazioni e far contenti tutti; tuttavia ho visto alcuni ragazzi attivi non essere presi in considerazione.

Ilcarro: Tipo? Se la sente di fare un esempio?

D’Anteo: Un nome che mi viene in mente è quello di Arnone. È un ragazzo molto attivo perché segue le live, crea meme, commenta, segue tutto quello che succede nel progetto. Eppure difficilmente è stato preso in considerazione.

Ilcarro: Si faccia una domanda e si dia una risposta

D’Anteo: Credo sia la cosa più difficile che mi sia stata chiesta fino ad ora. Vediamo…
D: Cosa le ha dato fino adesso questo progetto?
R: Bella domanda, complimenti! Allora questo progetto mi ha dato tanti grattacapi (trattative lunghe, situazioni fastidiose di cui abbiamo parlato), ma mi ha fatto trovare tante persone con cui poter giocare e parlare di tutto; soprattutto, mi ha fatto trovare alcune persone che posso mettere sotto la categoria AMICI.

Ilcarro: Cosa ne pensa de “Ilcarro”?

D’Anteo: Penso sia un buon giornale che ha aggiunto un qualcosa al progetto. Fa molti articoli utili, interessanti e divertenti… qualche volta però vengono pubblicati articoli che si potrebbero evitare, ma va beh! Fa parte del gioco.

Ilcarro: Grazie mille Alessandro per questa intervista, la lascio preparare la prossima partita

D’Anteo: Grazie a te! Un saluto a tutta la redazione de Ilcarro.

*= Per chi non la sapesse, ricordiamo i dettagli: il giocatore desiderava finire in un’altra squadra(la Cremonese, ndr) e tra il suo approdo in grigiorosso e voi ballavano cifre molto altre per il periodo. Andò contro la volontà del giocatore, che sarebbe l’abc di questo gdr, e tra una cosa e l’altra Merlo fu bannato, in maniera corretta visti gli insulti nei suoi confronti.

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