Da zero a dieci: dal coraggio indomito alla eroica cavalcata

Zero. Come le paure di questa squadra che dopo una risalita al limite dell’epoca mette fine finalmente a questa apnea durata mesi; da gente di mare la capacità vera del sommozzatore non è stare a galla, ma resistere senza perire.

Uno. Come il sogno nel cuore dei partenopei che ancora resiste, contro tutto e tutti, contro i punti che pesavano sulle spalle come macigni, come quel cielo che pareva ogni giorno più lontano mentre si sprofondava; e adesso si è padroni del proprio destino.

Due. E qui vogliamo scendere quasi nel triviale.
Due come gli attributi, ma la volontà sarebbe di utilizzare parole molto più accese; perché questo in questo team mancavano punti, ma i suddetti non sono mai mancati!

Tre. Come i tiri nello specchio di questo Napoli; squadra che ha avuto il coraggio più grande che ci sia, ovvero quello di tornare sui propri passi; che se prima tentava la dedaliana salita verso il Sarrismo ora è conscio di necessitare di più cattiveria e meno spettacolo per salvarsi; lasciate loro pensare che sia fortuna, è il primo mattone di questa risalita.

Quattro. Come i punti di distacco dalla zona calda (col Palermo che deve recuperare il match col Milan); numero di punti che prima era nemico ma adesso diventa amico, creatura neonata che va nutrita con la Vittoria!

Cinque. Come la quinta sinfonia di Ponticelli, che impugna la bacchetta e come Beethoven incanta gli spettatori con gli archi e le trombe, lui li incanta disegnando ripartenze degne di Hamilton appena vede rientrate la safety car.

Sei. Come le parate di Veneziani  verso la porta, a difenderla dalle offensive salentine;  una volta anche quando magari la palla sarebbe uscita perché a noi piace così: forti, sfrontati e soprattutto folli.

Sette. Come il numero sulle spalle dell’Mvp del Match, Salvatore Diana.
La sua partita esemplificata dall’azione nel secondo tempo in cui ruba palla sulla sinistra, la porta su per cinquanta metri, attira a se il raddoppio e poi scarica sagace verso la trequarti; quanta roba in questa seconda parte di stagione!

Otto. Come i goal nelle ultime cinque partite; un attacco che trova linfa vitale nel momento più disperato, goal che giungono come Eomer che va a salvare Theoden al Fosso di Helm; e sotto l’elmo la figura assume sempre più i tratti di colui da cui meno si attendeva un contributo così importante a Napoli, lo juventino nel cuore Spinelli. Napoli non è sola!

Nove. Come l’intuizione vincente di questa dirigenza, che dopo aver ingoiato tanti bocconi amari raccoglie finalmente i frutti del suo lavoro; e questa intuizione si chiama LL9, il meraviglioso Lanno che ormai è signore incontrastato dell’out di destra: goal, assist, voti altissimi, che giocatore!

Dieci. Comunque vada è il voto da conferire al club a prescindere dal risultato; perché altri avrebbero già mollato tutti e organizzato per il futuro buio che era all’orizzonte.
Ma gli eroi il futuro vogliono deciderlo, non subirlo!

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