Mihai Piu, Il bravo e talentuoso vampiro sperduto

Ciao a tutti sono Mihai Rares Piu e oltre ad essere un giocatore del Pg sono un allenatore/ds davvero conosciuto. In più sono il presidente della SPAL e lo sarò per diverse stagioni avendo da poco rinnovato il contratto. Oggi però vi racconterò la mia storia nelle vesti di mister – in quelle da calciatore ci sarebbero troppi capitoli – quindi sedetevi e leggete con calma.

La mia carriera da allenatore inizia a Cremona, con l’allora nuovissima e inesperta Cremonese Markappa. La squadra è composta da pochi membri e tra questi spicca il duo Bonaldi – Occioni, l’esterno e punta Iervolino e un talentuoso ma acerbo Irle. La Cremonese in passato fece richiesta per un allenatore e venni piazzato sulla scottante panchina.
I risultati stentano ad arrivare, non faccio una preparazione atletica eccellente ma esco dalla coppa italia con il Trapani. Cambio spesso modulo e non riesco a trovare un ruolo al tedesco Irle. Vengo cacciato senza se e senza ma dopo sole 4 partite.

La dirigenza Markappa non aveva visto di buon occhio il mio incarico sin da subito e ha aspettato la prima occasione per cacciarmi – ingiustamente, a mio parere – dalla panchina grigiorossa. La notizia dell’esonero venne accolta con sdegno dal gruppo: vennero criticate sia la scelta “frettolosa” della Markappa e sia il comportamento avuto con il sottoscritto. Sulla scottante panchina si accomoda uno sconosciuto Campagna, allora Ds della Cremonese, rivestendo il doppio ruolo di Manager all’inglese. Non riceve il più caloroso dei benvenuti. Sono tante le persone che sollevano più di un dubbio su questa scelta di dare una panchina così difficile ad un allenatore così “Inesperto”.

Per citare qualcuno: “Vedremo cosa farà adesso la Cremonese senza Mihai Piu e con Campagna”. Vedremo sì. Essendo un personaggio abbastanza carismatico mi venne da subito assegnata una nuova panchina. Una squadra senza presidenza, con tutti giocatori nuovi creati appositamente per me e che occupava la prima posizione in Classifica di serie B a +5 dalla seconda, la SPAL. Era forse la prima volta, almeno in quella stagione, che veniva assegnata una squadra nuova senza presidenza esclusivamente per far contento un allenatore. Del resto me lo meritavo.

Da subito iniziò un clima festoso che lasciava presumere una rivincita del vampiro sperduto. La rosa era composta da ottimi elementi, alcuni dei quali portati dal nuovo mister della Cremonese Campagna o dal ds del Livorno Stefano Stranges e registrati nella mia squadra. I risultati anche li stentano ad arrivare. Nel giro di 2 mesi perdo il primato in classifica e continuo a scendere ancora. Nel mercato di Gennaio cedo tanto, forse troppo, e faccio acquisti confusi.
Prendo però ottima gente al draft e punto tutto su Mandaglio li davanti. In ogni caso alla gente presa al draft non offro alcun contratto, non c’era bisogno secondo me essendo del draft, e a fine stagione a causa di questa scelta prenderanno tutti bonus minimi o addirittura nessun bonus.

Nel giro di altri 2 mesi sono sceso ulteriormente in classifica, ma vengo ancora considerato un ottimo allenatore.
Prendo lo scalpo della Cremonese di Campagna che fino ad allora lottava per una promozione diretta – da li in poi per loro il baratro – e batto anche altre avversarie tostissime in testa alla classifica. Arrivo sesto a fine campionato, partendo da una prima posizione a +5 dalla seconda, ma non demordo assolutamente.

Affronto i playoff come uno dei favoriti ma vengo eliminato dal Livorno in una partita stranissima fatta di crash e gol nel finale. La connessione a volte mi da problemi e spesso capita che le mie partite si blocchino, diciamo quasi sempre. Forse anche perché cambio istruzioni tattiche ogni volta che posso, ma la sconfitta è assolutamente ingiusta, lo paleso nel gruppo e nella chat squadra. Il gol del Livorno era assolutamente immeritato perché arrivato senza gli allenatori e nel finale. Il Livorno salirà in serie A aggiungendosi alla Lazio e al Lecce. Mi dimetto da mister della Spal, ma dimostrando la fedeltà al progetto rinnovo la presidenza per molte stagioni.

MI candido subito dopo come allenatore e cerco una squadra. SI presenta l’opportunità Malcantone. Una squadra con poche ambizioni e tanti inattivi. Un giusto trampolino per rilanciare la mia carriera. Prendo Tomassetti alla Spal come mister. In caso di risultati negativi scambierei la panchina. Ho una squadra che lotta per non retrocedere e tento di imporre il gioco con un buon possesso palla, ma stranamente non funziona. Non ne vinciamo letteralmente una.

La Spal con Tomassetti non va benissimo finora ma gli do fiducia. Dobbiamo riprenderci! Intanto mi dimetto da mister del Malcantone e vado al Frosinone.
Lui ottiene risultati altalenanti. Qualche vittoria ma altre clamorose batoste. Al Draft come al solito mi comporto benissimo, piazzando l’ottimo colpo Bisceglie e il ricercatissimo Ali Namane. La novità degli inattivi supercontrollati è però una brutta mazzata. Ne perdo alcuni, forse troppi, e nella confusione generale assumo Pietro Alaimo.

Pietro si rivela essere un ottimo allenatore. Bisceglie segna tanto e la SPAL gioca davvero bene. Siamo imprevedibili e battiamo avversari tosti. La SPAL è forse nel suo miglior periodo di forma e finalmente lotta per i playoff e sembra essere una delle papabili candidate per la promozione in A: ma all’improvviso il baratro. Complice forse una preparazione invernale particolare la Spal vince letteralmente una partita su 6 giocate.

Intanto neanch’io me la passo benissimo al Frosinone, la squadra non è male. Ha buoni giocatori anche se nuovi ma sono particolarmente attivi. Disgraziatamente li porto a ridosso dei playout. Il culmine di questo declino è la partita pareggiata con la Cavese 0-0. Quella Cavese composta da primavera con CA inferiore a 70 veniva da 20 sconfitte. Sembra essere Milan Benevento del calcio fuffa. La Spal intanto affronta la Cremonese, la mia ex-squadra che ho battuto in passato ma che adesso sembra una corazzata.

Viene da 19 risultati utili consecutivi e in tutto il campionato ha perso una sola partita contro il Cesena, ma possiamo e dobbiamo farcela per invertire questa tendenza. Alaimo schiera un offensivo 4-2-3-1 in casa della Cremonese. Andiamo a stanarli! 2-0 dopo 4 minuti. Rischiamo il terzo al 6’ e solo un miracolo del nostro portiere ci impedisce di subire una disfatta. Dobbiamo recuperare! 4-0 dopo venti minuti. Ok la partita è andata cerchiamo di non subire troppo, 8-0 al quarantacinquesimo si va negli spogliatoi. L’allenatore nella mia testa era già con le valigie in mano.

Nel secondo tempo però ci riprendiamo e ne facciamo addirittura 3. Ad un avversario che non aveva mai subito più di 2 gol in una singola partita in tutto il campionato. Deve essere questo lo spirito SPAL! La reazione SPAL! Finisce 8-3:
Una bella reazione d’orgoglio ma non basta per cancellare la debacle di Cremona.

Caccio Alaimo, o meglio, scambio la panchina con lui. Io vado nella mia Spal e mando lui al Frosinone per cercare di salvarlo. Questo scossone di panchina sicuramente aiuterà entrambe le società, Alaimo potrebbe riuscire a salvare il Frosinone non avendo strane pressioni. E io finalmente potrò cercare di portare la SPAL dove merita, in serie A!
Sembra iniziare un nuovo capitolo nell’avventura del vampiro sperduto, un capitolo che mi vede nelle vesti biancoazzurre che tanto amo. Torno li dove ho fallito per zittire nuovamente tutti. Per zittire le critiche con il sorriso e a suon di gol. Porterò sicuramente la SPAL in Serie A! Ciao a tutti sono Mihai Rares Piu.

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