Prima leoni (d’Africa) e poi…

Non sempre siamo in grado di risalire a chi ha scritto poesie e libri nel passato, così inseguiamo con la fantasia migliaia di “Omero” sparsi qua e là. I proverbi, i detti, da sempre tramandati oralmente ancora prima che per iscritto, non fanno differenza (anzi!) e ne troviamo tanti, molti interessanti, delle provenienze geografiche più disparate.

Dando un’occhiata ai proverbi africani ne troviamo alcuni che capitano a fagiolo:
Un uccello ciarliero non costruisce il nido.
Nel bel mezzo del lago non si prende in giro il caimano.
La donna che Dio ti ha destinata è migliore di quella scelta dall’occhio.
Quando il gatto è sazio dice che il sedere del topo puzza.
Anche se nessuno ti ama, troverai sempre qualcuno disposto a tagliarti i capelli.

I nostri eroi senegalesi, addentrandosi in territorio africano per cercare di vincere la tanto sognata coppa, avrebbero dovuto pensare bene ai detti dei loro avi.
Avrebbero dovuto ricordare il primo detto, per capire che invece di tanti proclami, sarebbe stato necessario lavorare duro.
Avrebbero dovuto ricordare il secondo proverbio, per capire che avrebbero incontrato un terreno ostile e ci sarebbe stato poco da scherzare.
Avrebbero dovuto ricordare gli altri, dopo la sconfitta, per farsi una risata e ritrovare il buon umore (sì, all’inizio volevo scriverne solo di appropriati, ma poi ho letto certe minchiate che uno dice “oddio, ma quella gente che problemi aveva? no, beh, oltre alla malaria.” Ok, aspetta, non leggete il virgolettato. Per favore.).

Il Senegal, guidato dal CT Ballarini, ha ottenuto un solo punto nelle prime due gare del girone di Coppa D’Africa, contro il Sudafrica (2-2) e contro il Ghana (2-1 perché per ragioni tecniche è stata rigiocata, in live è andata anche peggio).

Nella prima gara, Filippo ha optato per un 4–4-2 accorto, con un gioco inteso a svilupparsi per vie centrali.
Acciufferemo il pareggio all’ultimo secondo utile del recupero su autorete… ma ecco una sintesi…

Un pareggio fu accolto comunque positivamente; certo l’avversario aveva solo due giocatori “veri” e di livello infimo… ma lo considerammo un test, che ci avrebbe portato con fiducia verso le vittorie successive.

Arriva quindi il secondo incontro e Filippo, memore della brutta prestazione contro la nazionale che può dare dei “terroni” solo ai pinguini, decide di giocare ancora più chiuso, con un 4-1-4-1 per scatenare le ali veloci.
I maligni potrebbero pensare che sia andata male… e invece… è andata veramente uno schifo: per riprendere un saggio commento in live, “mi sa che il Senegal non vincerà la Coppa Italia” e pensiamo proprio di no, di questo passo.

Ecco di seguito un esempio di come abbiamo giocato, direttamente dal video di una simulazione (sì, perché in realtà andò peggio ma per ragioni tecniche fummo costretti a ricaricar e rigiocarla fino a riperdere ancora).
Aggiungiamo che, senza allenatore, in diverse simulazioni, abbiamo sempre vinto…

Nella partita giocata in diretta lo scarto fu più ampio, anche a causa di una follia di Figoni, che si fece espellere per un intervento ritenuto tra il pornografico e l’omicida in diversi Paesi.

Ora il passaggio del turno, incredibilmente ancora possibile, passa dalla eventuale vittoria contro il Mali.
Sulla carta saremmo stati più forti di tutte le compagini affrontate finora, quindi per quanto i pronostici ci diano ancora favoriti, la nostra redazione resta coi piedi per terra e vi ricorda che “al Mali non c’è fine” in questa coppa d’Africa.

Alessandro Pironti, redazione Progetto-X

#Ballarinout #RidateciFranceschi #oppureunaterzabusta #scambierebbequeidueCTconunfustinodiDixan? #avoja! #enoicilamentavamodiMarchese #poveristronzi #nonavevamoancoravistoniente #fategiocarePironti

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