Palermo calcio

Tommaso Altomare: ecco come si presenta il nuovo mister del Palermo

Ciao Tommaso,
Abbiamo appreso da qualche giorno il tuo insediamento sulla panchina del Palermo dopo la non molto fortunata esperienza avuta col Benevento, qual è il motivo che ti ha spinto ad accettare una panchina di A?

Salve e grazie per avermi concesso questo tempo.

La lontananza dai campi di calcio è difficile da tenere a bada, quindi ho subito accettato questa bellissima sfida.

Sfida sicuramente difficile e complicata, ma bella e piena di avventura.

Sicuramente la mia avventura a Benevento non è andata bene, ma ringrazio chi ha creduto in me e nelle mie potenzialità.

Alcuni addetti ai lavori hanno notato che prediligi il modulo 4-2-3-1 ad ali larghe. C’è un motivo particolare per cui credi che questa formazione possa essere vincente in questa Serie A?

Verissimo, il 4-2-3-1 è un modulo che prediligo e che faccio mio. Credo che questo tipo di formazione possa esaltare il gioco e l’aspetto della squadra dando profondità durante la manovra offensiva e aiutare il reparto arretrato nella manovra difensiva. Ho avuto ancora poco tempo per entrare in confidenza con la squadra, ma credo che tutti uniti e concentrati possiamo migliorare passo dopo passo nell’apprendimento della tattica.

Qual è il peso di un giocatore carismatico e d’esperienza come Alessandro Pironti? Credi che possa fare la differenza?

Bhe, avere in squadra uno come Alessandro non può che far comodo a qualsiasi allenatore, un giocatore duttile che sa sia difendere che impostare. Ale può ricoprire diversi ruoli dal mediano difensivo al trequartista in fase di impostazione del gioco e poi è sicuramente  utile per rafforzare il nostro spogliatoio e aiutarci nelle partite più difficili dando la giusta carica con la sua esperienza.

Come valuti la personalità di Luigi Frunzio, può essere il punto di riferimento dello spogliatoio?

Credo che parlare di Frunzio in questa squadra come uomo e giocatore è riduttivo, lo si deve vedere come un’uomo spogliatoio e come un ragazzo immagine per questa società.

Luigi rappresenta la nascita e la storia del Palermo in questo Progetto. Sicuramente Luigi e Ale saranno i punti cardini, ma voglio ricordare che la squadra è composta da altri ragazzi che sono e saranno anche loro la colonna portante di questo progetto.

Voglio cogliere l’occasione di ringraziarlo per aver rappresentato la squadra anche dalla panchina e averla portata ad alti livelli.

Le prossime partite vi vedono contro Drink Team, Milan e Crotone. Speravi in un calendario un po’ più agevole per iniziare?

Il calendario è qualcosa che non possiamo controllare, l’urna ci ha dato questo e partita dopo partita affrontiamo le giornate. Ora ci aspettano tre partite difficili con squadre importanti che vivono nei piani alti, ma noi siamo il Palermo e non dobbiamo avere paura di nessuno e giocare i 90 minuti a viso aperto contro tutti e tutti.
Il mio motto è quello di crederci sempre perché il Calcio è uno sport bellissimo dove nulla è scritto. Voglio ricordare l’impresa della Roma (fuffa, ndr) che ha capovolto una qualificazione impossibile. Quindi noi ci crediamo e lottiamo sempre.

Qual è l’area di gioco in cui cercheresti un rinforzo nella prossima sessione di mercato?

Parlare di mercato ora mi sembra impossibile, ancora non conosco la squadra e non ho preso confidenza con i ragazzi, ma pian piano mi faro qualche idea in testa e tirerò le mie somme e da lì in poi vedrò e vedremo insieme alla società cosa migliorare. Comunque preferisco investire tanto sul centrocampo di solito, sui giocatori capaci di impostare e difendere.

Chi è il tuo allenatore modello e a chi ti ispiri?

Qui mi fai una domanda per me difficile da rispondere perché il mio credo calcistico parte da lontano. Il mio stile di calcio è influenzato da moltissimi allenatori che mi hanno dato e mi danno spunto ancora oggi nel mettere in campo la mia squadra. L’allenatore che mi colpisce in fondo e Capello ai tempi della Roma per poi arrivare al mio preferito che è José Mourinho dal quale ho preso il suo modulo di gioco della grande Inter del 2010.

Preferisci il “Tiki taka” oppure il classico catenaccio e contropiede tutto italiano?

Non ho preferenza, il mio calcio deve essere bello e intelligente. Deve piacere e far piacere, deve essere un collante tra il Tiki Taka e il catenaccio. Credo che le due cose possano convivere e funzionare insieme, quindi voglio cercare di far giocare un calcio stile Barça, ma con l’influenza del gioco italiano. Ecco la mia risposta.

Arancina o arancino?

Sincero? Non ti so rispondere. Le mie origini sono calabresi, nato e vissuto per 25 anni nella bella Calabria da dove ho ereditato tutte le origini. Quindi alla domanda da te posta non saprei rispondere, ma posso dirti che preferisco il peperoncino e ‘Nduja agli arancini.

Hai già provato il gioco da tavolo Fublet? Come valuti l’idea di Paolo Bianchi e Bruno Carfì?

Idea Bellissima e strepitosa. Ancora non ho avuto l’opportunità di provarlo e di giocarci ma vorrei farlo subito, infatti vorrei comprarlo per giocarci a casa con gli amici, essendo io un patito dei giochi da tavolo, e sicuramente sarà in budget prossimamente.
Complimenti a chi giorno dopo giorno crede in questa realtà e in questo progetto portandolo avanti con dedizione e voglia e non mollando un’attimo.
Al mondo d’oggi è difficile trovare persone con questa voglia ed io voglio ringraziarli per il grande lavoro che fanno per farci appassionare sempre di pi facendoci immergere con anima e corpo in questa fantastica avventura che si chiama Progetto Gaming.

Andrea Conte

Written by 

Da sempre appassionato di calcio manageriale, un giorno grazie alla potenza dei social network incontra il progetto FM di Progetto Gaming. Da quel momento è subito amore a suon di meme, articoli e conversazioni sul miglioramento dello stesso. Oltre al calcio è un amante della fotografia, dell'universo Marvel/DC e dei fumetti in generale (tanto da chiedere la mano della mangaka Menta Artworks).

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