Sea of Thieves – Recensione

Sea of Thieves, il nuovo videogame sviluppato da Rare per Pc ed xBox, permette di levare gli ormeggi e spiegare le vele verso l’avventura! Ma non sarete soli: altre navi solcano i mari sventolando la bandiera nera. Ogni imbarcazione nel gioco è governata da pirati controllati da altri giocatori, rendendo una potenziale minaccia qualsiasi pezzo di legno abbastanza spesso da poter galleggiare sull’acqua.

Create il vostro bucaniere e verrete subito catapultati in un vastissimo oceano pieno zeppo di isole da esplorare, indovinelli da risolvere, tesori da scoprire e nemici da abbattere, il tutto servito con un enorme boccale straripante di grog accompagnato da un’ allegro motivetto piratesco! Ora sta a voi, potete cercare una ciurma oppure salpare in solitaria per un viaggio poco affollato. Il gioco mette a disposizione due tipi di navi: lo Sloop (pensato per 1 o 2 giocatori) ed il Galeone. La prima è un’ imbarcazione leggera dotata di una sola vela, è facile da manovrare e curva molto agilmente, ma la sua potenza di fuoco è limitata ad un solo cannone per lato. Il maestoso Galeone, invece, è dotato di ben 3 vele, risulta molto veloce nelle traiettorie lineari e dispone di ben 4 cannoni per lato, ma l’imponenza del mezzo fa sì che per governarlo siano necessari 4 giocatori, ognuno dei quali dovrà ricoprire un ruolo specifico e comunicare  con gli altri membri della ciurma.

Ma cosa può fare un vecchio lupo di mare in un mondo così vasto? Depredare, rubare e ghignare, mi pare ovvio! Ad ogni avamposto saranno presenti degli NPC appartenenti ad una delle tre fazioni del gioco: i Cacciatori di Tesori, l’ Ordine delle Anime e l’ Alleanza dei Mercanti; parlando con loro sarà possibile accettare delle missioni che, una volta portate a termine, faranno guadagnare reputazione per la fazione specifica. Ogni lavoro chiede ai giocatori di salpare verso una nuova isola dove svolgere l’incarico a loro assegnato, il quale può variare dal dissotterrare un tesoro nascosto, catturare animali “esotici” o raccogliere i teschi di vecchi pirati maledetti tornati dal mondo dei morti in cerca di vendetta. Ed è proprio qui che si è scatenata la violenta tempesta che recentemente sta travolgendo Rare: dopo solo qualche ora di gioco ci si rende subito conto che le quest risultano essere molto ripetitive, variando gradualmente per quanto riguarda la difficoltà ed il numero di oggetti da raccogliere, ma risultando sostanzialmente essere sempre la solita minestra (o, in questo caso, sbobba). Quella che sembrava essere una memorabile avventura viene quindi fatta sobbalzare dall’ enorme scoglio del Grinding, meccanica che costringe il giocatore a ripetere più e più volte le stesse azioni per poter raggiungere un obiettivo che pare lontanissimo: il titolo di “Pirata Leggendario”, ottenibile raggiungendo il livello 50 di reputazione in tutte e tre le fazioni; ma è proprio qui, in questo mare di noia, che emerge la meccanica principale di questo gioco. Avvistare una nave all’orizzonte crea subito un grande fermento nella ciurma: tutti corrono alle proprie postazioni, i cannoni vengono caricati e quella che era partita come una caccia al tesoro si trasforma velocemente in un feroce inseguimento o in una fuga disperata. I tesori, infatti, non appartengono a nessuno: possono essere rubati o persi nelle profondità marine, inoltre la ricompensa in oro viene data solo alla consegna dei preziosi ed è elargita alla ciurma che possiede il forziere, non a chi lo ha scoperto.

L’oceano è un posto pericoloso e le acque più profonde celano le minacce più insidiose: la superficie diventa torbida, il timone non risponde più ai comandi e degli enormi tentacoli emergono dalle onde ed avvolgono la vostra nave. Armati di spada e palle di cannone dovrete cooperare con il resto dell’ equipaggio per sconfiggere un mostro che pensavate di poter incontrare solo nei racconti: il Kraken. Sfortunatamente, però, una volta sconfitto non rilascia alcuna ricompensa tangibile, risultando semplicemente come un evento atto ad infastidire i giocatori durante il loro viaggio. Oltre che questo spiacevole incontro, a spezzare ulteriormente la monotonia vi è un evento globale, visibile da tutti i giocatori presenti sul server: il Raid. Un’ enorme nuvola a forma di teschio compare nel cielo e, come un segnale, mostra la direzione in cui dirigere la propria nave. Una volta arrivati verrete subito bombardati da un esercito di scheletri che venderà care le ossa pur di non farvi mettere le mani sull’ enorme tesoro presente nella fortezza. Insieme ai vostri compagni affronterete ondate di nemici (i quali richiederanno cooperazione e tattiche precise) fino a far uscire allo  scoperto il capitano del forte: a questo punto la battaglia si fa più dura, ma con un po’ di ingegno e qualche colpo di cannone ben assestato riuscirete a trionfare e mettere le mani sulla chiave che apre la stanza del Tesoro! Tutto liscio, ma difficilmente sarete soli. L’ ubicazione dell’ isola è infatti nota a tutti i giocatori presenti nel server in quel determinato momento e state sicuri che non ci penseranno due volte a presentarsi lì anche loro per tentare di affondare la vostra nave e rubarvi il bottino. Quello che doveva essere un evento di giocatori contro una IA si trasforma in una vera e propria guerra PvP per la conquista di un enorme tesoro, dando vita a battaglie navali mozzafiato e spingendo i giocatori a trovare le tattiche più subdole pur di mettere le mani sui forzieri: in fondo siamo pirati, non esistono regole.

È giorno di Paga! Finalmente siete riusciti a seminare quell’ enorme galeone che aveva puntato il proprio cannocchiale su di voi, ora non vi resta altro che consegnare il bottino e riscuotere la vostra ricompensa. Con i vostri guadagni potrete comprare nuovi vestiti, cappelli, spade e pistole, ma soprattutto sarete in grado di personalizzare la vostra barca, sfoggiando delle vele nere e minacciose o allegre e colorate. Questi cambiamenti però non portano alcun miglioramento in termini di gioco: le armi non avranno un danno aumentato o maggior gittata, così come nemmeno i vestiti offriranno alcun tipo di miglioramento difensivo, ma sarà tutto atto a compiacere il nostro lato vanitoso. Quindi, ogni oggetto acquistabile consiste in un elemento estetico, che non apporterà alcuna modifica alle statistiche del personaggio, portando così sullo stesso livello sia i neofiti che i giocatori esperti. Questa scelta da parte di Rare ha fatto molto discutere la community di Sea of Thieves: gli utenti accusano gli sviluppatori di non aver pensato ad una progressione di gioco, i gold vengono percepiti quasi come superflui ed è meno accentuata la sensazione di onnipotenza che si prova sconfiggendo qualcuno di gran lunga più debole. Dall’altra parte, però, rende il gioco più accessibile a quei giocatori un po’ più Casual, i quali non si ritroveranno schiacciati dai giocatori più navigati unicamente perché non hanno avuto la possibilità di spendere in gioco tanto tempo quanto gli altri, ma anzi verranno messe alla prova unicamente le abilità dei giocatori, senza ulteriori potenziamenti o modificatori.

Ma cosa significa essere un Pirata Leggendario? Siete curiosi di sapere cosa riserva l’end game di Sea of Thieves? O avete semplicemente perso la voglia di farmare reputazione? Per vostra fortuna lo streamer Prod1gyX ha recentemente conseguito il titolo di “Pirata Leggendario” grazie all’ enorme aiuto datogli dalla community dei suoi fedeli fan (i quali gli hanno donato letteralmente i propri tesori), svelando così per primo un aspetto fin’ora rimasto nascosto. In ogni taverna vi è un NpC che vi chiederà di tornare a parlare con lui una volta conseguito il livello 50 in ognuna delle 3 reputazioni di gioco. I racconti narrano che dietro la porta da lui custodita si celi una nuova mappa con un nuovo mondo tutto da esplorare: un oceano accessibile unicamente ai migliori, pieno di nuovi tesori, armi e missioni. Ma la dura realtà è un’ altra. Conseguito il rango Leggendario avremo l’ onore di poter parlare con tutti i più grandi pirati del passato, i quali ci intratterranno con storie sulle loro avventure e con qualche barzelletta a tema nautico! Questi nuovi NpC vi daranno accesso a “nuove” missioni per conto di una nuova fazione. Questi “nuovi” incarichi però altro non sono che un miscuglio dei soliti lavori già affrontati (trova il tesoro, uccidi lo scheletro, cattura la gallina), non donando in sostanza nulla di diverso rispetto a prima, marcando nuovamente e con foga il problema del grinding che caratterizza questo gioco. La nuova fazione, però, ci darà accesso ad una nuova serie di aspetti personalizzabili per noi e la nostra nave, dandoci così la possibilità di solcare i mari con un vero e proprio vascello fantasma.

Sea of Thieves è un’ esperienza piratesca in tutto e per tutto. Lo scopo del gioco non è intrattenere l’utente con una miriade di incarichi (così tanti da non sapere cosa fare), con una storia ben congegnata e nemmeno con dei filmati mozzafiato. Quello che si vuole trasmettere è la sensazione che si prova a navigare per mare, la monotonia di un viaggio ed i rischi che esso comporta. Il fatto che gli incarichi siano noiosi e ripetitivi porta i giocatori a trovare molto più divertenti e remunerativi gli assalti ad altri galeoni, dando così la priorità all’ interazione tra giocatori piuttosto che il conseguimento solitario dei propri obiettivi. Ed è proprio per voler sottolineare questo tipo gioco che Rare ha voluto prendere delle decisioni apparentemente così impopolari, dico apparentemente perché, nonostante le incessanti lamentele, Sea of Thieves risulta tutt’ora uno dei prodotti più scaricati del momento.

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