Torino : intervista esclusiva alla nuova cordata dirigenziale

È stata certamente la notizia più importante di questa settimana di calcio – quello vero, mica fuffa! – di Progetto Gaming. Quello che si prospettava essere un anonimo weekend pre-elettorale invece è stato animato da una notizia quantomeno inaspettata: il Torino FC di Progetto Gaming ha una nuova proprietà! Di quintetti famosi nella storia dello sport ce ne sono stati tantissimi, basti vedere ad esempio il Dream Team di Barcellona 1992, per dirne una. Alcuni li hanno perfino chiamati gli Ocean’s Five, in cui il tasso di criminalità raggiunge livelli altissimi. Altri ancora li hanno paragonati allo storico gruppo degli NWA, che fece successo tra gli anni ’80-’90. Questo gruppo però è di cinque grandi cuori Granata e sono: Massimo Pauletto, Tommaso Altomare, Maurizio Deidda, Giacomo Sedda e Andrea Conte. Noi della redazione di Progetto Gaming abbiamo perciò deciso di intervistare subito la nuova cordata in questa esclusiva.

Torino: l’intervista esclusiva alla nuova dirigenza

PG: Vi ringrazio intanto per avermi concesso quest’intervista e vorrei cominciare da lei, Andrea Conte. Com’è nata l’idea di acquistare la proprietà del Torino progetto gaming? Ci può svelare qualche retroscena?

Conte: L‘idea è nata dal nulla. Diciamo che fondamentalmente ci siamo preoccupati qualora il Torino, e tutto il fantastico gruppo che ne fa parte, fosse finito in mano a persone che non capissero lo spirito di questa squadra. Per cui abbiamo voluto “prevenire” questo scenario rilevando la società noi giocatori stessi.

PG: Proprio ricollegandomi a quello che ha detto sul gruppo, com’è stata accolta la notizia da parte della squadra?

Conte: Subito con positività. Tutti erano felici di essere gestiti da mani “amiche”.

PG: Passiamo invece a lei, Maurizio Deidda. Voi del Torino siete stati finora la seconda squadra di Serie A ad acquisire la proprietà di una formazione partecipante al progetto. Pensi che altri possano seguire il vostro esempio?

Deidda: Abbiamo trovato la fortuna di trovare la squadra in vendita a prezzi vantaggiosi e abbiamo pensato: perché no? Penso che con il tempo e con la crescita ulteriore del progetto anche altre squadre, si potranno creare cordate come le nostre.

PG: Volevo un commento da lei, Pauletto. Quanto pensa possa incidere la scelta di acquisire la proprietà di una squadra in un campionato con persone reali come quello di Progetto Gaming? Consiglierebbe di fare lo stesso?

Pauletto: Ciao Arnaldo, ti ringrazio di aver trovato il tempo di rischiare la vita presentandoti da solo per l’intervista. L’acquisizione è stata decisa in fretta, essenzialmente per due motivi principali di pari importanza. Uno sia per cementare un gruppo storico, al quale si è aggiunto ben felice Tommaso (Altomare, ndr) che crede molto nel progetto. Il Torino siamo noi e l’abbiamo dimostrato acquistando la società. Oltre a questo, abbiamo deciso di acquistare la squadra per dare un ringraziamento a Alessandro e Filippo per il lavoro che fanno per tutti noi.

PG: Visto che Pauletto ha parlato molto bene di lei, mi sembra il caso di chiedere un commento a Tommaso Altomare. Lei tra le altre cose fa parte di diverse cordate all’interno del campionato di Progetto Gaming. Ad esempio una quota del Lecce. Inoltre, rientra a far parte di uno staff all’interno di una società dopo la parentesi al Benevento. Come si sente ad aver sposato a pieno la causa Torino?

Altomare: Proprio così la mia avventura in questo progetto parte da lontano, tanto da sentirmi coinvolto in poco tempo. Appena ho avuto l’opportunità ho acquistato il Lecce con le mie forze sperando che tutto andava nel verso giusto e così ho puntato su questa nuova avventura. Avventura che sta dando i suo frutti con la squadra che si trova al secondo posto in classifica. Mercoledì scorso quando mi hanno proposto di entrare nella cordata per acquistare il Torino, squadra attiva e di grande prospettiva, ho subito deciso di accettare per accrescere la mia visione in questo mondo e per farmi conoscere come persona e perché no anche come Allenatore per un’eventuale panchina… A Torino abbiamo una forte voglia di costruire un progetto lungo e duraturo partendo dalla salvezza e pian piano arrivare a traguardi alti, anzi altissimi.

PG: Infine, una domanda all’allenatore di questa squadra. Crede che comunque a lungo termine, l’entrata in società anche da parte sua possa essere un incentivo a futuri granata per unirvi alla vosta squadra?

Sedda: Credo che in definitiva la cosa aiuti tantissimo. Il vedere un gruppo così attivo e affiatato, rappresentante dello spirito in sé del Progetto, ha come scopo ultimo quello di affascinare nuove persone e di spingerle ad iscriversi e perchè no, provare a giocare e sostituirci in questi ruoli dall’importanza unica.

PG: È tutto, grazie della disponibilità e buona fortuna per il campionato!

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