Volt, Che vita di Mecha… -La RECENSIONE!

Ciao ragazzi!

Che onore per me poter scrivere per Progetto Gaming! Mi sento come una ballerina che deve fare il suo primo

saggio di danza, emozionata e desiderosa di dare il suo meglio.

 

Per questo ,come mio primo articolo, ho deciso di portare questa chicca del fumetto italiano che non potrà deludere le vostre aspettative, ovvero “Volt-Che vita di MECHA…”  del giovane Stefano Conte alias The Sparker!

Prima di proseguire, lasciatemi spendere qualche parola per dirvi che chi sta scrivendo questo articolo è una persona che segue Stefano e il suo lavoro dal lontano 2010 (*pausa di sconforto per sentirmi vecchia*) , quando ancora disegnava strisce fumettistiche di serie come Noi Robot ,L’uomo Pigro, e gag prese dalla sua vita quotidiana rivissute dal suo alter ego Volt e pubblicate sul suo sito personale.Ho visto con i miei occhi la crescita fumettistica e stilistica di questo ragazzo nell’arco degli anni, che lo hanno portato dopo anni di impegno e fatica per migliorarsi sempre di più ad una pubblicazione bimestrale del suo fumetto per la casa editrice  SaldaPress. Perciò non posso che ammirarlo ed essere contenta dell’occasione che ho di recensire quest’opera appena giunta alla conclusione della sua prima stagione, che mi fa ricordare con nostalgia una me appena ventenne che riceveva il suo primissimo volume cartaceo con tanto di sua dedica.

 

Ce l’hai MERMEMMELOQUELLAROBALì?

cit. di un cliente

 

Trama

 

Di cosa parla questo da me tanto decantato fumetto?La trama di base  è molto semplice: Volt è un adorabile robottino con la testa ovale che sogna di diventare un fumettista, ma come si può facilmente immaginare la strada è ripida e tortuosa anche per  via di una madre leggermente invasiva che userà i suoi poteri oscuri da Dart Mother per costringere il povero protagonista ,ormai  troppo cresciuto per vivere di sogni e speranze, a trovarsi il cosiddetto “vero lavoro” in un negozio di fumetti, e di affrontare ogni giorno logoranti situazioni con clienti sempre più assurdi e imbarazzanti,capi esauriti, T-Rex impiccioni,  e …Pere che non riescono a capire quando il negozio sia chiuso.

 

L’edizione a puntate pubblicata bimestralmente  dalla SaldaPress (che ricordo dal 2001 pubblica grandi volumi del calibro di The Walking Dead), parla di un futuro senza più fumetterie, dove troviamo un Volt ormai vecchio e corroso dalle sue disavventure alla fumetteria, che racconta ai suoi nipoti e rivive tramite flashback la sua gioventù passata a inseguire il suo sogno nel cassetto e a sopportare intanto sua madre e la quotidiana invasione di clienti snervanti.Lo stile di disegno con cui narra le vicende è semplice e pulito, mentre le sue gag comiche mostrano l’influenza del grande Maestro Ortolani, ma pur sempre mantenendo un proprio carattere e una propria personalità; l’autoironia con cui il protagonista vive le sue vicende non potrà che strapparvi un sorriso e allo stesso tempo farvi venire un brivido lungo la schiena che vi ricorderà il “POTREBBE CAPITARE ANCHE A TE“, perchè non potrete fare a meno di immedesimarvi in Volt, soprattutto se lavorate a contatto con il  pubblico.

Come ho citato sopra, questa serie ha appena concluso la sua prima stagione con successo, e per chi volesse tuffarsi in questo mondo autoironico e terribilmente comune a tutti noi può trovare i suoi volumi ad un prezzo abbordabilissimo qui:

https://www.saldapress.com/index.php?option=com_aceshop&route=product/search&filter_name=volt

Sperando che la mia prima recensione vi sia piaciuta, vi auguro buona lettura e alla prossima!

Roberta

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