Come mai Rotini sta diventando un grande campione?

Ormai è risaputo, uno dei giocatori più in forma del momento è proprio  Moeris Rotini, trequartista 30enne dell’Inter, ha letteralmente sbaragliato la concorrenza per conquistarsi il posto nella Nazionale Maggiore Italiana guidata tutt’ora da Alessandro Pironti, ex tecnico del Progetto Gaming.

I numeri parlano chiaro, 7 le presenze tra Campionato ed Europa League per un totale di 13 gol, 5 in campionato in 5 gare e 8 in Europa in due soli incontri, davvero strepitoso, in molti quando l’Inter lo prese nel draft di marzo la scorsa stagione non ci avrebbero scommesso una lira, anche il buon Pironti, parole quasi amare le sue quando ha dovuto dare un giudizio sull’operato di Crippa (ormai ex allenatore dell’Inter) e Marchese:“Si beh… C’era di meglio…”.

Ma ritorniamo alla domanda scritta nel titolo: COME MAI ROTINI STA DIVENTANDO UN GRANDE CAMPIONE?

Gli ingredienti, per quanto possono essere semplici da leggere, sono difficili da raggiungere… ci vuole tanto impegno e costanza nel rendimento durante le partite e soprattutto la voglia di superare i propri limiti anche quando stai dando il 100%. L’allenamento deve essere la tua disciplina, il buon rapporto con i compagni di squadra può solo che migliorare le cose, ma serve anche un allenatore capace, in grado di farti esprimere al meglio il tuo potenziale e che sappia motivarti quando le cose vanno male, e qui, sia Crippa che Marchese sono stati fondamentali per questa crescita continua. Poi ovvio, devi avere già di tuo la mentalità e le caratteristiche tecniche degne di un Campione. Rotini sta rispettando questi criteri? Si, senza ombra di dubbio, forse è uno di poche parole, ma sa essere carismatico con il suo sguardo, infatti viene soprannominato dai suoi compagni “IL CAVALIERE SILENZIOSO”: coraggioso, forte, determinato e tenace che lotta per il bene comune, proprio come un cavaliere.

Le sue incredibili doti tecniche sono venute fuori con il passare del tempo, allenandosi ogni singolo giorno con enorme forza di volontà, senza mai perdersi d’animo. Aveva degli obbiettivi personali che è riuscito a raggiungere, anche se… ne manca uno all’appello:

-Giocare per la sua squadra del cuore (fatto)

-Essere convocato da Pironti in Nazionale (fatto)

-Vincere un trofeo importante (non completato)

Ebbene si, i Campioni sono giocatori speciali, in grado di farti vincere trofei completamente da soli. Basta un inerzia, una giocata sorprendente, una cavalcata poderosa  o una serie di dribbling imprevedibili che la partita te la può sbloccare da un momento all’altro. Ma attenzione, questi calciatori speciali rendono solo se la squadra gli “gira intorno”. Quindi, il trucco per far nascere grandi Campioni è avere anche una grande squadra.

Qui da Marchese è tutto. Ci si vede a San Siro.

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