Intervista con Alessandro Pironti

 

Alessandro Pironti-Progetto Gaming

Oggi sono stato a Crema, almeno con la mente, per intervistare Alessandro Pironti di Progetto Gaming , co-ideatore, insieme a Filippo Ballarini, del campionato Football Manager con giocatori reali.

In pratica dal database del famoso gioco manageriale di Sport Interactive sono stati tolti i giocatori conosciuti, come ad esempio Icardi, Dybala e Mertens, per ora solo dei vari campionati italiani, e al loro posto sono stati inseriti giocatori reali, persone appassionate del gioco e non solo, creando un vero e proprio alterego virtuale inserito all’interno dello stesso database. In alcuni casi sono state create anche nuove squadre come ad esempio proprio il Progetto Gaming del quale Alessandro è stato allenatore.

Via via sono state inserite sempre più figure che operano all’interno del calcio reale come procuratori presidenti direttori sportivi ecc ecc. Oltre allo stipendio sempre virtuale, si ricevono dei bonus per l’attività all’interno della community, i quali servono a migliorare il proprio alterego per renderlo sempre più forte e competitivo. Lo spirito che contraddistingue la community è di aggregazione e fratellanza, lo spirito di una grande famiglia che accoglie tutti.

ALESSANDRO PIRONTI E IL PROGETTO

Ciao Alessandro parto con il chiederti da dove nasce l’idea?

L’idea di avere giocatori reali nasce da Filippo, il quale aveva iniziato già creando la squadra del Drink Team nel campionato irlandese con persone vere. Noi di Progetto Gaming, abbiamo organizzato un torneo di Football Manager online live su Twitch e Filippo voleva partecipare ma non ci riuscì in quanto si trovava in Olanda per finire il master e non aveva una connessione decente.

Siamo rimasti in contatto e gli ho proposto di fare quello che faceva al Drink Team in grande, non vedevo per quale motivo ciò che riusciva in piccolo non poteva riuscire in grande, quello che si faceva con un team si poteva fare anche con intere divisioni, lui mi avrà preso un pò per pazzo, ma io mi conosco sono abbastanza un visionario, mi ha dato fiducia, ce ne siamo dati a vicenda. Abbiamo iniziato a prendere contatti agli inizi di luglio, c’è stato poi il Crema Comics & Games dove lui ha partecipato, ci siamo parlati ed eravamo d’accordo, abbiamo parlato con i ragazzi di Fublet, ai quali ho detto che poteva essere una bella mossa anche promozionale creare un team all’interno. Alla fine eravamo tutti entusiasti, anche il Fublet che ha aderito con grande passione, ed ora sapete dove è arrivata la nostra visione.

“L’IDEA DI AVERE GIOCATORI REALI NASCE DA FILIPPO BALLARINI” QUELLO CHE SI POTEVA FARE CON UN TEAM SI POTEVA FARE CON INTERE DIVISIONI” “SONO ABBASTANZA UN VISIONARIO”

Il tuo rapporto con Filippo Ballarini?

Filippo è una bravissima persona è molto facile andare d’accordo con lui. Ha un carattere semplice da gestire. Sarà che sono più grande, ma il mio carattere è più difficile da gestire, sono più permaloso, diciamo che sono meno malleabile, lui è una persona corretta e concreta, avere a che fare con lui è davvero facile e bello.

“HO DOVUTO TAGLIARE ALTRI IMPEGNI PER TROVARE TEMPO PER IL PROGETTO” “L’AMBIZIONE E’ DI RENDERE QUESTO GIOCO STRAORDINARIO”

É facile conciliare la vita quotidiana con un progetto tanto enorme?

No, non lo è, io ho dovuto tagliare altri impegni per trovare il tempo per il progetto. Però ho voluto fare questa cosa, e con il tempo ho avuto soddisfazioni; i numeri del progetto sono in crescita, sarebbe stato stupido abbandonarlo, mi richiede molto tempo e di fare sacrifici, ad esempio noi avevamo collaborato all’apertura di una ludoteca con sala LAN, dove riesco ad andare poche volte perché due sere sono prese da Football Manager, poi altre sere le dedico a mia moglie, quindi mi rimane poco o nulla di tempo libero per fare altro.

Ci sono stati momenti in cui avresti voluto abbandonare il tutto?
No assolutamente, ancora non avete visto nulla. Siamo appena all’inizio, l’ambizione è di rendere questo gioco straordinario.

Cosa credi manca ancora al progetto per ambire a diventare sempre più conosciuto?
Mancano numeri e copertura mediatica. Se per magia ci svegliassimo trovando la Lega Pro zeppa di giocatori reali avendo la possibilità di fare il draft a 42 scelte, se si potesse, quindi, avere la possibilità di trovare solo giocatori attivi in Serie A e Serie B, svuotandole dagli inattivi e dando a chi merita la ribalta, se si potesse avere qualche Media Partner importante che ci aiuti a far conoscere il progetto sarebbe tutto più bello e migliore. Così si avrebbero anche degli introiti significativi. Si potrebbero rimborsare le persone che effettivamente si fanno un mazzo per il progetto, si arriverebbe ad avere un professionismo dietro.

ALESSANDRO PIRONTI ALLENATORE: DAL PROGETTO GAMING ALLA NAZIONALE

Hai iniziato allenando la squadra del Progetto Gaming portandola non senza sofferenze alla salvezza cosa ti è rimasto da questa esperienza?

Mi è rimasta la consapevolezza che la correttezza paga sempre. Quando ho gestito il Progetto Gaming l’ho fatto nella maniera più corretta possibile. Facevo giocare solo gli attivi e tenevo fuori per scelta degli inattivi fortissimi. Avevo Luca Conti un difensore fortissimo che poteva giocare in ogni ruolo della difesa e non giocava, avevo Marco Invernizzi il più forte dei centrali, per un periodo è stato inattivo non giocava, avevo Giroletti che per me era più forte di Borriello ma era meno attivo e quindi facevo giocare più il secondo di lui, ti faccio l’esempio di Bertuzzi che ora è alla Roma era nella top 11 di inizio campionato per un periodo è stato inattivo e quindi non giocava.

Questo però ha fatto si che gli attivi restassero molto attivi e molto legati al Progetto, si sentivano valorizzati, e alla fine della stagione insieme al Drink Team eravamo la squadra con più attivi in rosa. Abbiamo ceduto molti attivi perché non sapevamo dove metterli, ad esempio Chiudaroli in prestito al Fublet, abbiamo dato Milone, attivissimo, al Torino, Arnone alla Juventus, titolare inamovibile, insomma avevamo tantissimi attivi per questa scelta. Altre squadre hanno puntato sul meglio subito poi chi se ne frega, Lazio e Chievo ad esempio, ed ora sappiamo dove sono.

“HO GESTITO IL PROGETTO GAMING NELLA MANIERA PIU’ CORRETTA POSSIBILE” SULLA NAZIONALE “HO RILEVATO UNA SITUAZIONE DIFFICILE” 

Stemma Nazionale Calcio Italia

Ora alleni la Nazionale Maggiore Italiana pensi di riuscire a qualificarti al Mondiale?

No non credo di potermi qualificare, perché ho rilevato una situazione difficile. Se guardiamo i risultati fatti sono state giocate 3 partite di qualificazione; una vinta e anche se può sembrare strano il Liechtenstein era vicino a noi come valutazione; con l’Albania, molto più forte di noi abbiamo pareggiato meritando, secondo me, di vincerla; con la Spagna anche se siamo andati in vantaggio non c’era minimamente storia.

 

Eravamo già fuori dal Mondiale quando sono arrivato, perché eravamo terzi in classifica a uno o due punti dall’Albania seconda, avendo perso punti con la Macedonia e altre squadracce, anche vincendole tutte probabilmente non saremmo stati la migliore seconda. Però ci siamo fatti valere, abbiamo messo le basi per il prossimo futuro, invidio il CT che verrà dopo di me perché avrà a disposizione giocatori mediamente di 10 punti in più e quindi cominceremo a divertirci.

Era meglio allenare un club o la nazionale?

Mi divertivo molto di più ad allenare il Progetto. Ma aldilà di quale team, il club è molto più divertente, anche perché la nazionale gioca poco. Se vuoi allenarla in maniera corretta e coscienziosa non devi nemmeno chiamare i più forti ma i più attivi; aumentando ancora di più la possibilità di non fare risultati. Se avessi voluto fare il risultato a tutti i costi avrei convocato tanti giocatori fortissimi ma che non sono attivi, invece non li ho convocati ma per una questione di etica. Però tu fai di tutto per salvaguardare il progetto ma si lamenteranno comunque di te.

“MI DIVERTIVO MOLTO DI PIU’ AD ALLENARE IL PROGETTO”  “TENGO ALLA BELLEZZA DEL PROGETTO PIU’ DI QUALUNQUE ALTRA COSA”

Torneresti ad allenare il Progetto?

No non posso allenare nessun club proprio per l’interesse del progetto. Il motivo per cui ho lasciato il Progetto Gaming è per non costringere a guardare sempre le partite del Progetto quando siamo in Live. Non bramavo la panchina della nazionale.  Se ho accettato di allenarla è solo perché tengo alla bellezza del progetto più di qualunque altra cosa. Sapevo che l’avrei gestita nella maniera più corretta e etica possibile, cosa che non posso dire di altri, su alcuni posso mettere la mano sul fuoco ma su altri non so, non li conosco abbastanza, sarebbe stato un rischio.

VITA E PROGETTI DI ALESSANDRO PIRONTI

Parliamo dell’Alessandro nella vita reale. Come sono le tue giornate?

Mi sveglio molto assonnato dopo le 6 del mattino, accompagno Damla alla fermata del bus perché lavora a Milano, giusto il tempo di una doccia e poi vado a lavoro, stacco alle 17, la sera è dedicata a Progetto Gaming, quando non la passo con Damla, perché ci sono molti altri progetti aldilà di Football Manager. Ad esempio dal Modena Play in poi inizieremo a presidiare quasi tutte le fiere più importanti d’Italia come espositori; produrremo dei giochi, Fublet è uno di questi dove noi siamo Media Partner, ed è un gioco da tavolo sul calcio che secondo me è una figata pazzesca. Ci saranno delle sorprese davvero belle come avere anche la propria squadra sul gioco;  cioè la possibilità di essere se stessi nel gioco da tavolo.

ALESSANDRO E DAMLA: “NON HA MAI CERCATO DI OSTACOLARE QUESTA PASSIONE” “E’ IMPORTANTE AVERE AL PROPRIO FIANCO UNA PERSONA CON LA QUALE C’E’ COMPLICITA'”

L’amore è importante Damla sempre al tuo fianco. Quanto è importante avere al proprio fianco una persona che nutre gli stessi interessi?

É fondamentale, più che altro anche se non condivide gli stessi interessi li rispetta. Lei non è amante del calcio come sono io, non è amante del progetto come lo sono io; però non ha mai cercato di ostacolare questa passione ed è fondamentale. Aldilà del progetto è importante avere al proprio fianco una persona con la quale c’è complicità, che è la cosa più importante in assoluto.

Grazie per la tua disponibilità. Mi potresti lasciare con un auspicio o un desiderio per il progetto per questo 2018.

Grazie a te è stato un piacere, non ti dirò che il progetto diventi importante. Vorrei che la community continui a fondarsi sui principi di correttezza reciproca. Vorrei che il progetto resti un oasi dove chiunque a prescindere da sesso, religione, bello brutto o magro, possa sentirsi a suo agio e in famiglia, che sia un posto dove sia bello stare.

Per chi vuole informazioni ulteriori riguardo il progetto invito a passare per le pagine Facebook:

Diventa un calciatore su Football Manager

Progetto Gaming

 

Rito De Michele, Crema 09/01/2018

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