Pot de Vin

Termina così una settimana di Lucca Comics, ma quante belle cose che aveva da offrire. Parleremo dunque di svariati giochi da tavolo che sono stati provati e che sono piaciuti parecchio. Magari per la loro semplicità oppure per il fatto che hanno fatto piacere, divertono, com’è giusto che sia. Non parleremo dunque di grossi titani e capolavori pesanti, bensì di giochi più leggeri e adatti a tutti. Parliamo dunque di Pot de Vin, gioco di Fel Barros e Warny Marçano, da 3-6 giocatori, dalla durata di circa 30 minuti e un’età consigliata dai +14. Indicativamente questi dati sono abbastanza corretti, anche se bisogna dire che giocatori esperti, dopo qualche partita, potrebbero far finire la partita anche in un quarto d’ora.

Gioco

Con la mancanza di una figura sovrana, tutti vogliono tentare di salire al potere. Per farlo bisognerà cercare di ottenere tutti i favori dalle varie gilde e famiglie del regno, che daranno il loro supporto. Ogni giocatore avrà in mano un numero variabile di carte e gemme che potrà utilizzare nel corso della partita. Al centro del tavolo viene messo il mazzo con le carte restanti, da cui si gira la prima carta che sarà il regnante. Il primo giocatore può giocare una qualsiasi carta desideri, e la piazza nello spazio adiacente. A turni i giocatori in senso orario dovranno scegliere una carta da giocare seguendo delle semplici regole. Il giocatore sarà infatti obbligato a giocare la carta dello stesso personaggio giocato se lo ha in mano, altrimenti una qualsiasi a sua scelta, considerando però che il regnante è come la briscola e prende tutto.

Chi ha giocato la carta col valore numerico maggiore prende tutto. Il regnante, come detto, vale come il seme più potente, mentre la carta del primo giocatore il secondo seme in comando. Le carte ottenute vanno poi messe di fronte a sé a formare delle pile in base alla casata/gilda a cui appartengono, e il cui numero determinerà i punti. Un giocatore può, invece di giocare una carta, passare il turno offrendo una gemma, il che varrà punti a fine partita.

Strategia

Pot de Vin è uno di quei giochi dove bisogna ottenere carte ma non troppe. Si fanno punti con le varie gilde/casate infatti se hai uno, due o tre carte, mentre con il cinque, sei e sette si ottengono punti negativi. Se riesci a superare il sette e tornare a otto o nove i punti tornano positivi e anche molto alti, ma è appunto un gioco di rischio. Puntare a punti sicuri con solo poche carte di ogni gilda, oppure mirare a tanti punti con una sola casata, col rischio però di non arrivarci? C’è anche il Pot-de-Vin, ovvero quattro carte dal valore 13, che se presi tutti danno un sacco di punti, altrimenti diventano negativi, un altro rischio che va ben calcolato.

Bisogna quindi saper scegliere cosa giocare e quando, potendo anche regalare carte all’avversario consapevoli che, prendendoli, finirà a fare punti negativi. Vi sono anche carte jolly che possono essere messi a fine partita dove si desidera, così come carte che danno semplicemente punti in più o meno. Bisogna quindi ponderare sulle mosse, ed è forse questo il motivo per cui viene segnato mezz’ora di tempo a partita, perché ogni azione può ribaltare e costare la partita.

Conclusione

Un gran bel gioco. Se siete amanti degli strategici pesanti allora fa per voi. Rimane comunque un gioco abbastanza intuitivo dopo aver capito le regole, che non sono subito chiare. Si può giocare anche senza fare troppi ragionamenti complessi, ma nel momento in cui al tavolo c’è qualcuno che ragiona molto è probabile che ottenga pure la vittoria. Il gioco è leggero, pratico e veloce, volendo anche portabile essendo in una scatola abbastanza minuta. Ottimo sul comparto strategico e di meccaniche, divertente anche giocandolo come fosse appunto una sottospecie di briscola tra amici. Un gioco vivamente consigliato.

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