Recensione: Stardew Valley

Mi è stato regalato questo gioco datato 2016 e non sapevo bene cosa aspettarmi. Un titolo mai sentito prima, un gioco che non aveva alcuna notorietà né ammirazione generale. Dopotutto è un titolo indie, normale che sia così quindi, e così ho incominciato a giocarci. Sarò sincero e diretto: amore a prima vista. Stardew Valley è un titolo indie che rievoca perfettamente il suo essere un gioco minore, ma coraggioso abbastanza da ambire a posizioni più elevate. Una cosa però va subito sottolineata e detta: questo gioco non è per tutti. Mentre molti titoli oggi giorno cercano di essere un miscuglio, un insieme di generi, Stardew Valley è fedele a sé stesso. Un gestionale puro, che sì introduce anche piccoli elementi da altri generi, ma sono componenti davvero minori. La sensazione è quello di giocare a un solo genere, focalizzato su un unico obbiettivo, e lo fa davvero molto bene.

Trama

Sul letto di morte vostro nonno vi chiama al suo cospetto. Affiancandolo, egli vi consegnerà una lettera molto speciale che però vi dice di non aprire in quell’esatto momento. Spiega infatti che quella busta va aperta quando l’agonia della vita quotidiana ti affligge fin troppo. Passano gli anni, consegui gli studi e finisci a lavorare in un ufficio grigio e morto, a fare lo stesso mestiere ogni giorno senza emozione o interesse. Ed è proprio uno di quei giorni lavorativi che decidi di essere stanco della vita, e decidi di aprire finalmente la busta che il nonno ti aveva regalato. Al suo interno l’atto di proprietà di una piccola fattoria nel villaggio di Stardew Valley, con tanto di lettera che invita il giovane a rintanarsi lì per fuggire alla vita del mondo civilizzato. Cogliendo l’occasione al volo, ti dirigi a Stardew Valley per incominciare una nuova vita, avendo una fattoria di tua proprietà da rimettere a nuovo e un villaggio pieno di abitanti da conoscere.

Gameplay

Come già detto, un gestionale puro. Ogni giorno bisognerà svegliarsi presto e incominciare a lavorare i campi, arando il terreno, piantando i semi, innaffiando le piante e raccogliendo ciò che è pronto. Inutile dire che, come molti giochi del genere, l’attesa e i tempi lunghi sono un elemento costante e pressante del gioco. Quello che però ti permette di godere di Stardew Valley è il fatto di essere un simil open-world, che ti permette di fare anche tanto altro nel frattempo. Offre al giocatore una vasta scelta di possibilità, tanto da non necessariamente essere un gioco dove bisogna star dietro alla propria fattoria. Si può decidere di pescare, andare a raccogliere piante selvatiche e rivendere quelle al mercato, oppure dirigersi nelle miniere per raccogliere minerali e pietre. Volendo si può anche diventare avventurieri e cacciatori, combattendo mostri, ma non essendo il fulcro del gioco non aspettatevi meccaniche complesse.

Quei pochi combattimenti che ci sono si rivelano essere dei banali hack n slash, ma come dicevo, non è il fulcro del gioco. Quello che invece è un elemento molto marcato nel gioco è l’interazione con gli abitanti del villaggio come in un dating sim. Potrai fare amicizia, svolgere quest e lavori per loro, e a un certo punto pure scegliere chi sposare se lo desideri. Il bello è anche il fatto che è tutto accessibile fin da subito, quindi hai solo l’imbarazzo della scelta. Però è principalmente un gioco d’attesa, dove anche per costruire un nuovo edificio nel proprio terreno bisogna aspettare diversi giorni, così come le piante si fanno aspettare parecchio nella crescita. Si presenta quindi subito per molti molto noioso e lento, così come ripetitivo in alcuni elementi, ma per chi non bada a certe cose, e che anzi esplora tutto ciò che il gioco ha da offrire, potrà ritenersi più che soddisfatto.

Analisi

Bisogna davvero avere molta pazienza e tempo per star dietro a questo gioco. Questo è il suo più grande difetto che lo rende un titolo di nicchia, e che molti non potranno apprezzare. Se siete giocatori che cercano qualcosa di dinamico, movimentato e frenetico, non pensate nemmeno di comprarlo. Un suo difetto può essere uno dei pregi, ovvero la possibilità di fare tutto fin da subito. Il gioco non presenta molti tutorial o primi passi, e quindi per un giocatore novizio diviene quasi difficile venire a conoscenza di tante cose. Io a esempio ho scoperto dell’esistenza delle miniere e della loro posizione soltanto incominciando una seconda partita. Così come, guardando online, ho scoperto che ci sono aree che nemmeno sapevo ci fossero. Si tratta di un difetto minore però, perché alla fine è comunque un gioco che ti invita e invoglia a esplorare e scoprire il villaggio. Ed è anche un modo di offrirti qualcosa di nuovo ogni volta quando esplori la vastità del mondo che ti si para di fronte.

Anche il fatto che spesso per moltissime cose è un invito a divincolarti nelle diverse attività di gioco, può esser visto sia come un pregio che un difetto. Decidi di focalizzarti sulla fattoria, ma devi aspettare che il raccolto maturi. Dunque nel frattempo decidi di costruire un capannone nuovo, ma mentre quella viene costruita decidi di dedicarti alla pesca. Insomma, volere tutto e subito non è qualcosa che puoi aspettarti dal gioco, infatti pure il guadagnare soldi può risultare molto lento e macchinoso per molti. Stardew Valley ha quantomeno l’aura magica e adorabile che fa scena, che colpisce e rapisce, e dunque se come me vi innamorate dell’atmosfera generale (amando comunque i gestionali) siete a casa.

Ogni cosa implementata inoltre è fatto in maniera eccezionale. Gli abitanti del villaggio non sono statici ma si muovono nel villaggio, hanno le loro routine, e la cambiano anche in base al giorno della settimana o del periodo dell’anno. Il raccolto ha diverse qualità che dipendono dalle tue abilità, dal modo in cui lo raccogli e cosa utilizzi nel processo. Pescare è un mini-gioco che non lo rende banale o noioso, dove bisogna scegliere l’esca, la bobina, e ogni zona offre pesci differenti. Il cambio di stagione influenza tutto, dal raccolto che puoi portare, ai prezzi della merce, al comportamento degli abitanti stessi. Tante cose che stare qui a elencarle diviene troppo lungo. Come se non bastasse comunque, nessuno delle cose è obbligatoria, quindi non perdete proprio nulla scegliendo di non pescare, di non andare nelle miniere, o qualsiasi altra cosa.

Consigli

Questo gioco non si spiega fin da subito, lasciando moltissime cose al giocatore. Un primo consiglio che si può dare, anche se un po’ brutto, è quello di controllare ogni cosa che non si conosce tramite la wiki apposita del gioco. Se però decidete di giocare a questo gioco, o anche riprenderlo in mano se lo avevate già provato e deciso di mettere da parte, voglio darvi alcuni consigli che a mio avviso potrebbero aiutarvi nel corso del gioco:

  • Fate Quest e Parlate con Tutti – Relazionarvi in maniera positiva con gli abitanti del villaggio è una cosa molto importante. Non è nemmeno facile, ma anzi, si mostra lungo come meccanica. Un modo per affrettare o garantire simpatia è svolgere per loro delle quest, oppure scoprire quali sono i loro gusti e interessi. A quel punto potrete donare loro l’oggetto che preferiscono e guadagnare un sacco di punti simpatia.
  • Comprare Subito lo Zaino – L’inventario è davvero minuscolo a inizio gioco, e se come me volete fare tante cose diverse e avere sempre a portata di mano certe cose lo spazio è importante. Il primo upgrade per lo zaino viene 2000 monete, ci vorrà quindi un po’, ma appena avete quella quantità da parte (dopo aver comprato magari il necessario) non esitate e prendetelo. Vi verrà molto utile.
  • Costruire Tanti Forzieri – Costano soltanto 50 unità di legno, e possono essere raccolti e riutilizzati quanto si desidera. All’inizio sarà davvero un inferno il problema dell’inventario, ed è per questo che un modo per tenere tutto ordinato è fare forzieri. Il legno è una risorsa fin troppo comune che si potrà ottenere gratuitamente tagliando alberi che tanto ricrescono. Spendete quei 50 pezzi di legno e fateli i forzieri, uno per ogni cosa magari, così siete pure ben organizzati.
  • Raccogliere Tutto – Esplorando il mondo potrete imbattervi in tantissimi oggetti differenti. Piante selvatiche da raccogliere, oggetti lasciati a terra, di tutto. Purtroppo l’inventario vi limiterà molto in questo, ma se avete la possibilità e vi imbattete in qualcosa raccoglietela senza pensarci e mettetela da parte. Fidatevi che potranno tornare molto utili.
  • Tenere Almeno Uno di Ogni Oggetto – Considerando la lentezza con cui si faranno soldi verrà solo naturale vendere tutto il possibile. Vi dico invece che potrebbe essere un errore, e che in realtà bisognerebbe tenere da parte almeno uno di ogni oggetto. Spesso spendi ore a pescare, vendi tutto il pesce, e poi appare una quest dove ti chiedono un’acciuga, e sei lì che ti maledici perché l’hai appena venduto. Inoltre gli spiriti della valle amano i doni, quindi capiterà che chiederanno oggetti particolari che magari non sono comuni e che avete venduto. In cambio danno regali molto interessanti e belli, quindi fate molta attenzione.
  • Esplorare – Come vi dicevo, pressoché subito nel gioco avrete accesso a tutto quanto. Dopo i primi giorni quindi, tempo di incominciare i lavori nella fattoria e fatto un po’ di conoscenze, dedicate il vostro tempo libero a esplorare. Utilizzate pure la mappa di gioco che vi farà vedere dove potrete andare e cosa c’è di interessante, e se c’è una zona mai vista andate a darci un’occhiata. Potreste trovare oggetti particolari, attività aggiuntive da svolgere, oppure personaggi interessanti.

Conclusione

Amate i gestionali? Questo gioco è un capolavoro che dovrete provare e avere. Al contrario, lo odierete a morte se non è il vostro genere di gioco. Lentissimo, per molti versi ripetitivo, così come lungo e senza una trama principale da seguire ma tantissima libertà. Quello che ha però è fatto magistralmente bene, un titolo indie davvero perfetto che cattura l’essenza del genere.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento