Perle del Passato – Atelier Iris: Eternal Mana

Sono tante le saghe videoludiche del genere RPG. Molti diventano famosi, altri rimangono nell’ombra e spesso non ottengono la notorietà. Questi giochi di nicchia però, grazie a una popolarità nel paese del Sol Levante, oppure a una cerchia ristretta di fan, riescono a brillare. Parliamo del primo capitolo della saga di Atelier Iris, Eternal Mana, un JRPG molto semplice, per nulla pretenzioso, capace di far breccia negli animi più dolci. Una grafica in puro stile anime, una storia magica e fantasiosa, qualcosa che molti non prenderebbero nemmeno sul serio. Noi invece sì, e abbiamo deciso di parlarne nella rubrica di Perle del Passato.

Storia

Nel mondo di Regallzine esiste l’alchimia. Essa è una nobile arte dal passato che nel presente è divenuto molto raro, qualcosa che man mano sta andando dimenticato. Gli umani perdono il contatto con il mana, creature spirituali che incanalano l’energia della natura, dimenticandosi di quest’arte. Un tempo l’alchimia era molto più vasto e conosciuto, ma dopo la caduta di Avenberry le cose non sono più le stesse: il mondo si è separato, la gente ha incominciato a rinunciare all’alchimia per paura che un simile fato potesse ricadere. Nessuno sa cosa ha fatto crollare l’antica città leggendaria degli alchimisti, ma il terrore che possa ricadere è sempre presente.

Nelle sue vicinanze viene eretto la città di Kavoc, un luogo dove i vari turisti possono trovare riposo. Sono in tanti infatti che giungono nella zona alla ricerca della città perduta, dei suoi tesori e segreti, ma nessuno è mai riuscito a oltrepassare l’immenso cancello. Il protagonista però, Klein Kiesling, decide di partire per un viaggio alla scoperta di sé stesso e dell’alchimia, curioso anche della città di Avenberry. Nel suo tragitto verso Kavoc fa l’incontro con Lita Blanchimont, una mercenaria in pericolo che viene salvata dall’alchimista. I due incominciano così un rapporto di convenienza, dove lei lo guiderà nella zona a lui sconosciuto, mentre lui potrà usare la sua alchimia per darle una mano con svariati lavori.

Quello che Klein non sa è che i segreti di Avenberry sono più vicini di quanto può immaginare. Assieme a Lita e a nuovi amici che incontrerà per il mondo cercherà dunque di varcare il cancella della leggendaria città degli alchimisti, e scoprire i segreti alchemici di Iris, la più grande alchimista mai esistita. Ma oltre a quei segreti le sorti del mondo sembrano essere coinvolte con quella città, e Klein si ritroverà coinvolto in un’avventura unica.

Grafica

Atelier Iris è una saga videoludica JRPG che rientra in una particolare categoria. Fa parte di quella categoria di giochi dove la grafica è molto simile a quello dei classici anime giapponesi. Le cutscene sono animazioni disegnate, i dialoghi tra i personaggi vengono fatti con loro immagini con quello stile, e anche i loro sprite rievocano molto gli anime. Risulta quindi una grafica molto colorata e vivace, allegra e spensierata, ma che purtroppo molti non apprezzano o non riescono a godere appieno. Questa categoria di giochi purtroppo si mostra anche nel come viene portato avanti la storia proprio come un anime, con scene buffe e i classici cliché del genere, cosa che molti non riescono a prendere seriamente.

Se non apprezzate questo genere di gioco allora bisogna subito dire che non fa per voi. Se invece siete capaci di tollerarla, o quantomeno vedere oltre, vi assicuro che è un titolo che si può apprezzare molto facilmente. Per fortuna ci sono giocatori che amano proprio questo stile di grafica e presentazione che compongono la piccola nicchia che gli ha dato valore. Dagli abiti strani, alle facce buffe, così come anche volendo le tecniche gigantesche e sceniche, tutto si può ricollegare al genere degli anime.

Gameplay

L’esplorazione è un tre dimensioni, con movimenti molto liberi. Le mappe sono piccole e ristrette, ma comunque pieni di posti segreti o celati che vanno scovati ed esplorati. Non c’è però questo grande senso di esplorazione, in quanto le mappe delle zone sono più che altro piccoli labirinti da superare per procedere. Ci si potrà comunque muovere in maniera molto libera e avere controllo del protagonista, interagendo con l’ambiente circostante. L’alchimia infatti svolge un ruolo chiave in questo gioco, così come nella saga in generale, permettendo al giocatore di rimuovere ostacoli e oggetti sulla mappa, ricavandone fuori elementi da utilizzare per alcune sintetizzazioni.

Il combattimento invece è il classico incontro casuale, ma in due dimensioni. L’animazione darà l’illusione della tridimensionalità, ma non c’è alcun movimento o rotazione della telecamera, ma sarà un punto fisso. Gli scontri sono dunque il classico incontro a turni, indicato da una barra scorrimento in alto dello schermo. Lì sarà possibile vedere infatti tutti i personaggi e nemici e in quale ordine procederanno. Ha un valore strategico in quanto il gioco può basarsi spesso proprio sull’uso di attacchi e mosse che permettono di ritardare le proprie azioni o quelle nemiche. Ma alla fine altro non è che un sistema a turni, dove ogni azione consuma un determinato tempo, permettendoti di essere più rapido o lento nel turno a seguire.

I personaggi avranno a disposizione i classici comandi come attacco, difesa, fuga e oggetti. Vi sono anche le tecniche che consumeranno energia e permettono di svolgere attacchi più potenti, a vasta aria, oppure ribaltare la situazione con la turnazione. Un gameplay che oggi giorno un po’ è andato perduto e sostituito dagli hack n’ slash o i combattimenti in terza persona diretti. Per chi ama lo strategico e la possibilità di calcolare le azioni, tenere in considerazione i tempi d’azione e cose di quel genere allora vi troverete a vostro agio.

Personaggi

Come già discusso prima il gioco ha pesanti influenze dagli anime. Anche i personaggi dunque prendono spunto da questo mondo, con abiti stravaganti e colorati, da comportamenti caratteriali tipici. Nonostante ciò risultano tutti abbastanza particolari e coinvolgenti, capaci di interessare il giocatore. Nessuno viene escluso, non c’è un personaggio che fa da semplice macchietta di contorno. Nella storia vengono coinvolti più o meno tutti, avendo quindi spazio per le proprie scene e interazioni con la squadra. Hanno tutti poi moltissime particolarità che permette loro di essere riconoscibili a primo impatto, specie tramite le loro tecniche speciali.

Di particolare in Atelier Iris è come anche i personaggi secondari guadagnano spazio. Nell’andare a trovare la proprietaria del negozio, a visitare la locanda, così come altri personaggi si attiveranno varie scene d’intermezzo. Essi fanno partire varie quest e sub plot molto carini, che ti permette però di conoscere il mondo che ti circonda. Il locandiere non è solo un uomo che accoglie visitatori, è anche un grande appassionato di cucina e di alchimia, sempre pronto a farti provare le sue specialità e insegnartele. La proprietaria del negozio di magia è silenziosa, ma conoscendola impari a capire come mai è così chiusa e distaccata, e di come non è del tutto felice, venendo aiutata da Klein. Questo è un tocco davvero molto bello che rende il mondo che circonda i personaggi vivo e attivo, e dove nessuno è soltanto un ruolo, ma una personalità.

Extra

Tanti sono gli extra presenti nel gioco, così come nel genere RPG in generale. Già discusso nella sezione dei personaggi ci saranno molte sub quest che loro chiederanno di svolgere. Non danno grossi premi delle volte, altre forniscono nuove ricette alchemiche davvero utili, ma sono elementi della storia molto belli. L’alchimia è una componente chiave molto particolare, tra lo scoprire e l’elaborare le varie ricette sparse e nascoste per il mondo. Aiutando Lita con la sua attività di mercenaria sbloccherai altre missioni, così come degli obbiettivi da raggiungere tra uccisioni di mostri oppure oggetti da raccogliere. La collezionista vi chiederà infatti di trovare tutti gli oggetti possibili nel gioco, così come di registrare ogni mostro presente nel mondo per completare un bestiario. Sono tante le piccole avventure extra presenti nel gioco.

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