Il Vero Potere di un Dungeon Master

Quante volte avrete di certo sentito dire che il Dungeon Master può tutto all’interno della sua campagna? Molto spesso, specie quando minaccia di uccidere i vostri personaggi o punirvi per le varie idiozie che decidete di compiere. Un tale potere però, che viene limitato da qualcosa di più grande, ovvero il pubblico che gioca molto di ruolo. Se si desidera partecipare a un gioco di ruolo e lanciare dadi interpretando un personaggio viene istintivo lanciarsi verso un mondo già noto e pubblicato ufficialmente con vari manuali.

Dungeon & Dragons, Pathfinder, Vampiri, Mondo di Tenebra. Mondi già noti, che possiedono un loro manuale pieno di creature e regole che vanno seguite alla precisione. Davvero però, vanno seguite alla perfezione? Pur affermando che il potere di un Dungeon Master sia illimitato, perché rinchiudere le sue possibilità all’interno di un manuale? Eppure non è davvero colpa di un manuale, perché spesso molti di questi tomi danno consigli ai nuovi Dungeon Master. E tra questi la possibilità di utilizzare il manuale non come una legge obbligatoria, ma una guida, una base, su cui poi sprigionare la propria fantasia.

Come mai però sono pochi quelli che vogliono provare, anche solo per un giorno, a essere Dungeon Master? Spesso la risposta che si sente è che non conoscono davvero tutto il manuale, che non vogliono sbagliare a interpretare un regolamento. Questo è dettato purtroppo da un vasto pubblico di giocatori di ruolo che si prefissa l’esistenza di determinate regole e solo in quel modo vuole giocare. E quando qualcuno gioca seguendo le basi di un mondo già presente, ecco che arrivano da parte del giocatore frasi sgradevoli. “Il regolamento non è così”, “Questo non c’è nelle regole”, “Stai sbagliando tutto”.

Il Fulcro del Gioco di Ruolo

Gli elementi che mettono in comune tutti i manuali è sempre uno soltanto: interpretare un ruolo. Creare un proprio personaggio munito di varie caratteristiche, eseguire azioni con o senza l’uso di dadi, e vivere l’avventura. Il vero compito di un Dungeon Master non è far rispettare delle regole, bensì far divertire i giocatori, e se decide di farlo in una maniera differente nulla glielo vieta. Fin quando c’è un personaggio da interpretare, interazioni tra giocatori e un’avventura da vivere qual è il vero problema?

Nessuno, perché ciò che conta è divertirsi. E non sono le regole che formano il gioco di ruolo, ma sono lo strumento con cui esso prende vita. Dato che il Dungeon Master è colui che mette le basi per l’avventura dei giocatori, è giusto che sia egli a decidere il modo in cui si interagirà con essa. Fin quando c’è il gioco, il divertimento, l’elemento di ruolo, cosa importa delle regole precise?

Precisazione

Questo non significa che giocare a uno dei giochi classici sia errato. Giocheremo ancora per molto tempo Dungeon & Dragons, e se si desidera seguire alla lettera il manuale è lecito. Quel libro è stato scritto per fornire delle regole chiare e precise, permettendo così a un Dungeon Master di non doverle inventare e averle sempre reperibili. Se si vuole essere un giocatore di ruolo classico e continuare con i manuali noti è un diritto, fin quando ci si diverte in allegra compagnia.

Essere Dungeon Master

Se qualcuno decide di diventare un Dungeon Master non deve affatto temere le tante regole che i vari manuali offrono. Se lo desidera può pure creare regole sue, modificare quelle che già conosce, magari offrire qualcosa di nuovo e diverso ai suoi giocatori. Fin quando però è capace di coinvolgerli nella storia, a far interpretare loro un personaggio, divertendoli, allora sta facendo la cosa giusta. Quindi non temete di vestire i panni dello scrittore, liberate la vostra fantasia e provate a far divertire, che è l’essenziale per un buon gioco.

Molti sono i Dungeon Master che praticano questo “mestiere” che ammettono di non seguire alla cieca un manuale. Offrono ai loro giocatori un formato noto, come Dungeon & Dragons, ma usano solo gli elementi chiave, senza vari dettagli superflui. Nessuno se ne lamenta per lo più, sia perché sono regole che magari nemmeno conoscono, ma anche perché alla fine comprendono che hanno solo di guadagnato.

Artist: MoulinBleu

Stili di Gioco Differenti

Nel corso degli anni come giocatore di ruolo si incontrano diverse personalità a livello di giocatore. Ci sono quelli a cui importa soltanto creare un guerriero forte e invincibile, giocando tirando tanti dadi e focalizzandosi poco sulla trama effettiva. Molti preferiscono invece spendere più tempo a interagire con i compagni, a dialogare, a svolgere introspezioni del personaggio. Così come ci sono quelli che, mettendosi subito d’accordo, fanno le classiche campagne idiote giusto per fare idiozie e qualche sana grassa risata. E tutti questi giocatori si possono ritrovare anche nello stesso formato, approcciandosi in maniera differente.

Ci sono però molti tipi di giocatori differenti, che non si limitano a quelle generalità. Molti, specie negli ultimi anni, hanno sempre avuto il timore di incominciare a giocare di ruolo. Tanti dicono che non vogliono imparare così tante regole, il che è anche comprensibile, ma per l’appunto con un buon Dungeon Master si può trovare l’equilibrio. Vi sono quelli che invece provano a giocare, ma trovano magari diversi elementi di poco gradimento, spingendoli a non provarci più, perché “le regole son quelle e non si cambiano”.

Artist: PhuThieu1989

Conclusione

Non abbiate paura a provare a fare i Dungeon Master. Come spiegato non è necessario avere la conoscenza perfetta di un manuale esistente, ma la voglia di far vivere una storia a dei giocatori. Le regole potete seguirle da un manuale, così come crearli voi stessi, fin quando trovato il bilancio perfetto per intrattenere il vostro pubblico. Se avete un’idea buona per un regolamento basato su Pathfinder applicatelo senza timore, che se fatto bene qualcuno si divertirà.

I giocatori invece dovrebbero dare una mano a far svanire il mito del manuale supremo. Invece che imporre al Master di seguire determinate regole, bisognerebbe lasciargli il suo spazio per esprimersi. Se poi la storia, il modo di giocare o l’avventura non è di vostro gradimento siete liberi di abbandonare il party. In caso contrario però, invece che far notare al Dungeon Master che sta sbagliando la regola, o che non è così che si gioca, provate a vedere dove vi porta.

Pareri Personali

Ho sempre avuto conflitti con il gioco di ruolo in tutte le sue forme. Come giocatore mi divertivo parecchio a creare il personaggio e sì, anche a lanciare molti dadi e combattere per quel senso di avventura. Son sempre stato più tendente però alla narrativa, alla storia, più che al combattimento e alle regole in sé, e questo in passato mi ha dato problemi. Con Dungeon Master di grande spessore, che conoscevano a memoria un intero manuale, non riuscivo a divertirmi delle volte. Non perché non conoscessero le regole, ma perché li applicavano fin troppo senza un bilancio, senza esprimersi, come marionette e non marionettisti.

Trovare un Dungeon Master che sia capace di coinvolgermi appieno è diventato difficile, e posso capire anche il perché. Per quanto io ami l’elemento di ruolo, non vado troppo matto per quei regolamenti così dettagliati da rendere una narrazione un elencare di statistiche e misure precise. Fortuna ho trovato vari formati di ruolo che si adattano meglio al mio essere giocatore, anche se il problema rimane spesso trovare il Dungeon Master appunto.

Sono diventato Dungeon Master anche da poco, e all’inizio ero titubante. Non conoscevo i manuali alla perfezione, moltissime cose continuavo a dimenticarle, ma ho avuto la fortuna di avere giocatori comprensivi. Se non facevo qualcosa secondo il manuale non si lamentavano, ma anzi, ascoltavano comunque curiosi di vedere dove sarebbero andati. La soddisfazione arriva quando vedi poi quei giocatori, che nonostante non segui un manuale alla precisione, affermano di essersi divertiti.

Ed è questo che mi ha reso più sicuro come Dungeon Master. Comprendere che sono io a decretare il gioco, a dover plasmare le regole al fine di intrattenere vari giocatori. Se cercate qualcuno che esegua il manuale alla lettera io di certo non sono quello adatto. Nel caso però si è giocatori più flessibili, che vogliono focalizzarsi proprio sull’elemento di ruolo e accettando le cose diverse, con me riescono a trovarsi bene. Fin quando la gente afferma di divertirsi con me posso ritenermi soddisfatto, e tramite questo articolo invito le persone a provare a essere Dungeon Master a loro volta. E magari aprire gli occhi ai giocatori di ruolo più veterani, che hanno una visione più rigida e prefissata di gioco, come a voler escludere gli altri.

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