eSports: Riconoscimento dalla Finlandia!

Ci sono stati molti dibattiti in passato riguardo alla visione del videogioco sotto l’aspetto competitivo. Si può riconoscere un videogioco come sport? Si può diventare videogiocatori professionisti come professione? Il dibattito è pieno di contrasti: c’è chi sostiene che le due cose debbano essere separate, altri che invece sostengono l’idea. Anche tra i videogiocatori stessi c’è questa differenza di pensiero, ma ciò nonostante gli eSports (electronic sports) sono una consolidata realtà.

Questo sarà infatti l’argomento dell’articolo di oggi: la Finlandia è il nuovo Paese a riconoscere gli eSports come competizione sportiva. Molti paesi stanno incominciando a riconoscere questo nuovo movimento e avere anche la Finlandia tra i grossi nomi della IeSF (International eSports Federation) non può che far piacere ai videogiocatori.

Le dichiarazioni in meritano recitano che gli sport “possono intendere giochi di abilità mentale, dove il successo è basato su qualcosa oltre la prestazione fisica”. A dare il via a questo riconoscimento è stata l’agenzia delle entrate, dopo aver analizzato il caso di un cittadino finlandese. Il ragazzo venne contattato da un’organizzazione americana per giocare, fare pubblicità, partecipare a eventi e fare servizi e interviste. Questo ha portato delle entrate economiche al cittadino che lo stato finlandese ha voluto riconoscere e gestire.

Essere un videogiocatore professionista in Finlandia dunque significa che parte dei propri guadagni dovuti al lavoro rientreranno nella categoria dei guadagni sportivi. Che siano vincite a una competizione, pagamenti per degli eventi o interviste e sessioni di gioco, parte del guadagno potrà essere messo in un fondo d’investimento. Questo permetterebbe ai giocatori di poter rendere redditizia la loro professione, così come avere un fondo di sicurezza per quanto dovranno ritirarsi dalla carriera; anche perché, come uno sportivo, la carriera di un videogiocatore può finire molto presto, specie considerando i tempi che cambiano e i continui giochi rilasciati.

IeSF

L’organizzazione cerca dal 2008 a diffondere la cultura del gioco e la sua considerazione come professione e disciplina sportiva. Avere l’appoggio di grosse nazioni non può che essere motivo di gioia, in quanto ciò aumenta il riconoscimento globale, aprendo le porte a nuove possibilità. eSports Insider afferma: “Sembrerebbe che le porte abbiano incominciato ad aprirsi per i governi che prestano il loro supporto agli esport in tutto il mondo. Mosse come questa, oltre ad aiutare a regolare l’industria e dare supporto agli atleti, aiuta a dare credibilità all’organizzazione. Può divenire fondamentale per assicurare più partner non endemici mentre la scena progredisce”.

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