I Love You MAME – Street Fighter (Parte 2)

Il Fratellino abbandonato di Street Fighter

Dopo l’articolo di settimana scorsa, rieccoci per parlare del seguito del primo Street Fighter. Regia, alzate il sipario. Grazie. Oggi parliamo di un videogame arcade diventato uno dei giochi di lotta più famosi del cosmo. Stiamo parlando di quel sequel che la Capcom ha dato in adozione ad un’altra famiglia, perché ne volevano uno simile al fratello più vecchio, nonostante il suo incredibile e riconosciuto potenziale. Stiamo spendendo parole a caso per quel gioco che è nato con il nome di Street Fighter ’89, ma poi ribattezzato da mamma Capcom come Final Fight.

Raving since 1989

Final Fight è completamente differente dal fratello maggiore Street Fighter. Il primo è un picchiaduro a scorrimento, mentre il secondo è un picchiaduro ad incontri. Se uno è formato da 6 livelli (Più 2 bonus) da attraversare, facendo piazza pulita dei vari nemici e del solito boss, l’altro è composto da semplici stage che fungono da arene per il duello. Entrambi i cabinati possono essere giocati da 2 giocatori (Facciamo il doppio!), in Final Fight sarà un partita cooperativa, ma nel caro Street Fighter ci si ritrova a dover riempire di kinder la faccia dell’amico, o di chi ha osato inserire il gettone. Un’altra differenza fondamentale è la pulsantiera del cabinato, Street Fighter ha bisogno di 6 pulsanti che scandiscono la potenza dell’attacco, invece Final Fight ha solamente 2 tasti che servono per saltare e dare gli schiaffoni o i calci in culo.

Ogni scusa è buona per menare le mani

Per la trama generale, c’era bisogno di una scusa abbastanza credibile per poter far menare qualcuno ai protagonisti. Perciò gli sviluppatori hanno deciso di attingere a piene mani dal film Strade di Fuoco, affermando di esserne dei grandi fan, o ventilatori, della pellicola. Ci crediamo? No, vero? La storia inizia con il sindaco della città di Mestru… Ehm… Metro City, Mike Haggar, che riceve una strana telefonata. La voce alla cornetta è di un uomo che gli consiglia di accendere la tivvì. Haggar afferma di averla già accesa e al massimo può cambiare canale. Tanto Uomini e Donne è appena finito e la d’Urso inizia solo tra qualche ora. La voce misteriosa, imbarazzata all’inverosimile, lo esorta a cambiare canale e gli mostra un video dove sua figlia Jessica è legata ad una sedia. Cattivoni! Perché avete rapito la figlia del sindaco? Ovvio. Perché la banda dei Mad Gear (Titolo di un altro gioco della Capcom) si è trovata una multa per aver attraversato una Zona a Traffico Limitato e non vogliono pagare 80 euri! Haggar decide di non sottostare alle richieste di questi criminali, vuole salvare la figlia e far pagare la multa. Sbatte la cornetta in faccia al teppista, molto maleducatamente, e chiama il genero per farsi aiutare a menare qualche stronzo. Il futuro marito della ragazza rapita si chiama Cody Travers e a sua volta chiama come spalla il suo amicone ninja Guy. E il cognome? Il cognome non c’è. McLovin non aveva il nome di battesimo, Guy non ha il cognome. Pronti a tirar fuori i pugni dalle mani e a lanciare qualche kinder, i tre eroi della municipale si apprestano ad iniziare la loro avventura per fermare questa invasione di travestiti. Ah, Haggar è un ex lottatore di wrestling che ha deciso di cambiare lavoro e di trovarne uno più tranquillo. E infatti.

Testosterone e Nuvole

Final Fight è un divertente videogame arcade. Lo si può gustare tranquillamente anche in single player, ma quando si gioca in 2 diventa superlativo. Combattimenti acrobatici. Tecniche mortali che distruggono i denti agli avversari. Armi da utilizzare per far capire a quei criminali che le multe si pagano. Ma soprattutto, poter colpire e far veramente male al proprio compagno. E come se non bastasse, gli rubiamo pure gli oggetti curativi. Si. Non fa niente se si ha la barra della vita piena, la vogliano traboccante di energia. Fa nulla se hai tutti e 2 i piedi nella fossa e al tuo personaggio fa male pure la milza. Se non ce la fai mi rallenti e basta. Il karma poi arriverà a riscuotere nel momento più delicato ed inaspettato, trasformandoci bravi ragazzi che hanno bisogno di aiuto. Oltre a queste belle cose, bisogna spendere una paio di parole anche per gli stage bonus anzi, per il primo stage bonus, dove verremo invitati a fracassare di mazzate un auto parcheggiata al distributore. Così la prossima volta ci pensi bene prima di parcheggiare in doppia fila! Questo stage speciale verrà ripreso anche nei successivi capitoli di Street Fighter. Una perla di rara bellezza.

Yep. Quello è il proprietario dell’auto

Naturalmente non parleremo dei sequel che non apportarono niente di buono al gioco classico e che non vennero nemmeno convertiti per i cabinati. Tanto meglio. In fondo sono dei giochi piuttosto pessimi. Beh, che ne dite se ci facciamo un doppio a Final Fight? Cosa? Non credo proprio. Voi vi prendete Haggar, io ho già prenotato il senza cognome. Alla prossima! See Ya!

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