I Love You MAME – Street Fighter (Parte 1)

Never Mess with a Street Fighter!

Questo magnifico giorno porta con sé uno degli articoli più bellerrimi del mondo terracqueo. Un articolo che non suona 2 volte anzi, non te lo dice nemmeno che è passato: L’articolo sul retrogaming arcade! Come prima uscita abbiamo deciso di parlare di uno degli arcade che hanno fatto la storia. Una storia fatta di calci in faccia. Di mosse speciali utilizzate senza alcun ritegno. Di gettoni inseriti a pochi secondi dal Game Over. E da cabinati divelti dalla furia agonistica infusa dall’arcade stesso. Una storia di amicizie rovinate che porta il nome di Street Fighter.

Il primo videogame della serie Street Fighter venne prodotto nel 1987 da Capcom. Ma è lo stesso anno della serie animata delle Tartarughe Ninja?! Coincidenze? Noi di Voyager pensiamo di no.
Il primo cabinato di Street Fighter venne chiamato Deluxe, in quanto era diverso dal cabinato che sarebbe stato prodotto successivamente. Questa versione per ragazzini giapponesi con i genitori nobili e pieni di yen, aveva una peculiarità unica nel suo genere: aveva solo 2 pulsanti per l’attacco. Uno ordinava al personaggio di dare un cedro al nemico, mentre l’altro serviva per il calcio in culo. E che sarà mai, direte voi. La cosa unica di quei 2 pulsantoni era che avevano 3 livelli di forza, in base alla pressione apportata dal giocatore. Figata, starete dicendo. Sì. Bella figata. Peccato che la Capcom decise di produrre un secondo cabinato con i classici 6 pulsanti, perché i bimbi giapponesi scassavano ogni 5 minuti i pulsantoni tecnologicamente nel futuro.
Premi piano t’avevo detto. Adesso il pulsante del cedro è incastrato e Ryu sembra Kenshiro in modalità Berserk.

Livello di Difficoltà: You will never Win!

Purtroppo il primo Street Fighter ebbe scarso successo, cosa che non possiamo dire del suo incredibile seguito. Molto probabilmente questo scarsa popolarità è stata portata avanti dalla sua difficoltà troppo elevata. 3 colpi alla potenza massima e vieni sconfitto. 3 colpi. 3. Perdio. Per non parlare delle mosse speciali. Prima lo stavo giocando, giusto per ripassarlo un po’. Sono riuscito a sconfiggere i personaggi degli Stati Uniti. Quelli del Japan erano piuttosto scarsini, ma una volta raggiunto l’Inghilterra, quello strunz’ di un Birdie bianco mi ha spaccato i denti tipo una decina di volte. Poi ho dovuto abbandonare. La mia scarsa autostima si stava già sgretolando.

Tanti Personaggi e Poca Scelta!

Un’altra caratteristica del gioco, secondo me negativa, è l’impossibilità di poter selezionare un personaggio. Inserisci le 500 Lire (!). Premi start. Scegli quali avversari sfidare per primi. Iniziano le mazzate. A differenza di tutti gli altri Street Fighter, qui non c’è un roster di personaggi tra i quali scegliere il proprio lottatore. Si può utilizzare solo il Ryu, mentre se si decide di sfidare un amico (Facciamo il doppio!) il secondo giocatore potrà utilizzare il Ken e, nel caso dovesse vincere, avanzerà nel gioco utilizzando quel belloggio e ricchissimo di un americano.

Gli avversari incontrati (un totale di ben 10 nemici) sono personaggi che, per la maggior parte, verranno poi utilizzati nei successivi giochi della serie. Visti per lo più nella serie di Street Fighter Alpha, un prequel alla trama principale. Gli unici schifati brutalmente dalla Capcom saranno: Retsu, Geki, Joe, Mike e Lee. La cosa più divertente in questo riciclo è la sorte toccata allo strunz’ Birdie: inizialmente punkabbestia inglese dalla carnagione bianca e piuttosto deforme. Nella serie SF Alpha diventa un punkabbestia uber muscoloso, con origini africane, una panza che disintegra ogni legge fisica e con lo stage a Roma (?). La spiegazione del suo cambiamento di colorazione? Birdie era malato e la pelle è diventata bianca. Oki. Ci crediamo, visto che vi siete impegnati a trovare una motivazione così valida.

Ultima nota curiosa, per questa prima parte, è il nome del belloccio americano giocabile. L’unico lottatore ad avere il cognome: Ken Master. Tutti gli altri erano troppo brutti per averlo. See ya!

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